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Intervento al seminario su LUCIO MAGRI

L’Italia, in generale, che per decenni era stata un laboratorio di dibattito politico- culturale e di lotte sociali interessanti per tutto il mondo, è oggi declassata al rango di un paese minore e a volte un po’ indecente. Appare, quindi, improbabile che, nel caos di una crisi mondiale, di qui si avvii un nuovo ciclo storico; è, invece, probabile che da qui, per il momento, maturi piuttosto il peggio. (Lucio MAGRI, Il sarto di Ulm, p. 387).

Lucio Magri e Luciana Castellina

Piccole note personali

Ho fatto parte del manifesto dalla fondazione e del PdUP sino al 1977. Ho partecipato, allora studente, alla fondazione del circolo di Genova (ricordo Franco Carlini, brillante giornalista, scomparso da tempo) e – dopo l’università – tornato nella provincia di Cuneo, tradizionalmente bianca, e conservatrice, alla formazione di circoli locali.

Tra questi, quello di Bra, realtà quasi unica, nel panorama della nuova sinistra italiana, per capacità di radicamento e di presenza. Da questo, con progressivi passaggi, attraverso giornale, la pionieristica Radio Bra onderosse, forte impatto elettorale, giornale, spaccio, ARCI, ARCI gola, slow food, “Gambero rosso”, Università di scienze gastronomiche, è nata una grande realtà internazionale che, per paradosso, ha sede in una piccola cittadina, per di più geograficamente marginale.

La marginalità della provincia di Cuneo ha fatto sì che poche fossero le frequentazioni da parte dei dirigenti nazionali, tranne Lidia Menapace, che si definiva una giramondo e che ricordiamo in tante iniziative, in particolare sulla scuola.

Magri è stato a Cuneo (città) una volta sola, il 22- 23 febbraio 2002 per discutere con l’autore, Marco Revelli, il libro sul Novecento. Penso molti ricordino la stroncatura di Luigi Pintor Il libro più anticomunista che abbia letto e la recensione più dialogante di Rossanda sulla “Rivista del manifesto”.

Si confrontarono due mondi, due concezioni sulla storia del secolo, del movimento operaio, dell’organizzazione e delle prospettive politiche, in particolare sul “soggetto” (o sui soggetti).

Fu quella l’unica volta in cui, con Magri, parlai a lungo. Era preoccupato per le posizioni di Rifondazione, per l’isolamento e la mancanza di interlocuzione, politica e culturale, a cui la avevano portata, a parer suo, le scelte isolazioniste di Bertinotti.

Nel 2006, pochi mesi dopo la risicata vittoria elettorale del centro- sinistra e la nascita del governo Prodi, da un anno consigliere regionale in Piemonte, gli avevo telefonato, proponendogli, dati i suoi frequenti passaggi in val di Susa (brevi vacanze sciistiche), di fermarsi una sera a Torino, per un dibattito sulla situazione politica. Mi aveva risposto che non voleva nulla di pubblico, nulla più di una chiacchierata con 4- 5 persone.

Era deluso, amareggiato. “La rivista del manifesto” aveva chiuso da circa due anni, la spinta sociale che si era manifestata negli anni precedenti, si stava esaurendo. Per un paradosso, la critica a Rifondazione, si era rovesciata: senza risultati la collocazione all’interno del governo che aveva assunto un immediato ruolo moderato.

Nei suoi ultimi anni, lo ho visto una sola volta, a Torino, al circolo L’anatra zoppa. Per la presentazione de “Il sarto di Ulm”, splendido testo, atto d’amore ad un partito che l’aveva radiato, non privo di nodi su cui porrò alcune domande.

Ho tentato un sintetico parallelo fra le due “Riviste del manifesto, la prima dal 1969 al 1971 (di fatto), la seconda dal 1999 al 2004. Ne emerge una continuità profonda, una impostazione non dissimile su molti temi. Per motivi di tempo, mi limito a tre questioni: sbocco politico, scuola, analisi dell’eredità gramsciana.

CONTINUA…

Download intervento completo di Sergio Dalmasso

Seminario su Lucio Magri intervento di Sergio Dalmasso

Rimini, 27 novembre 2021.

SABATO 18 dicembre 2021 alle ore 15:00, a GENOVA, alla BIANCHINI (p. Romagnosi, Marassi), incontro sui 30 anni di Rifondazione.
– introduzione;
– Testimonianze, ricordi, di chi ha contribuito a fondarla, nel lontano 1991, di chi ha partecipato per fasi più o meno lunghe.

Dieci anni fa, a Cuneo, organizzammo un incontro simile, con la presenza della grande Bianca BRACCI TORSI.

La situazione non è certo migliore, ma è opportuno incontrarsi, ragionare insieme, sapendo che i percorsi sono stati diversi e tormentati.
– conclusione: dal 1991 al 2021 ed oltre.

Spero che il mio recente libro RIFONDAZIONE COMUNISTA

e il primo (2002), di cui ho artigianalmente ristampato alcune copie, servano ad una riflessione collettiva, aperta.
Mi auguro che gli incontri svolti sino ad oggi :
Piemonte: Cuneo, Torino, Asti, Mondovì
Liguria: Genova centro storico, val Polcevera, S. Teodoro, Rapallo
Resto del mondo: Bologna, Napoli
non siano stati inutili e che il Covid ci permetta di averne altri, da nord a sud, da est ad ovest.

Un grazie alle persone che ho incontrato e conosciuto in queste chiacchierate e a chi mi ha cercato per prossime avventure.

Non mancate SABATO 18. Vi sarà anche la focaccia!

 

Sergio Dalmasso

13 dicembre 2021, via facebook

Incontro partenopeo dell’11 dicembre 2021 :

Il 2 dicembre 2021 vi è stata la presentazione (grazie all’associazione no profit de “La Poderosa”) a Torino del nuovo libro di Sergio Dalmasso: Rifondazione Comunista. Dal movimento dei movimenti alla chiusura di “Liberazione”. Storia di un partito nella crisi della sinistra italiana. Scritti introduttivi di Roberto Musacchio e Giovanni Russo Spena.

Rifondazione Comunista Sergio Dalmasso

Relatori: Paolo Ferrero vicepresidente della Sinistra Europea e già Segretario di Rifondazione Comunista, Sergio Dalmasso, l’autore del libro, e lo storico Diego Giachetti come moderatore della presentazione.
Breve introduzione di Stefano Alberione.

L’incontro è stato videoripreso e trasmesso Live sulla pagina facebook La Poderosa – Associazione di Promozione Sociale, (superando ad oggi le ottocento visualizzazioni e collocandosi al primo posto tra i loro video eventi pubblicati sulla loro pagina fb – Da notare che Paolo Ferrero ha condiviso sulla sua pagina facebook il video evento).

La Poderosa Associazione Torino

Incontro lunghissimo, iniziato dopo le ore 21.00 e conclusosi oltre la mezzanotte. Interessanti i temi trattati e suscitati durante la presentazione del libro. Dibattito presente nel seguente video:

Paolo Ferrero, diverse volte citato nel testo, come protagonista della parte finale della storia raccontata (che spazia dagli anni 2001 con i fatti di Genova e del movimento NO Global di allora fino al 2011) a cui il libro è piaciuto, afferma che merita d’essere letto altrimenti non avrebbe partecipato alla presentazione, vi trova il limite di avere poco attinto alle fonti orali – a suo dire – che racconterebbero metà parte della storia di Rifondazione Comunista mancante nel testo.

Il moderatore e storico Diego Giachetti contrario a questa tesi di Paolo Ferrero sul grandissimo valore delle fonti orali, ritenute dall’ex segretario di RC essere superiori alle fonti documentarie, anche se prese dai quotidiani ufficiali del partito, sottolinea tra l’altro la mancanza di un archivio del partito che quest’anno compie il suo trentesimo compleanno.

E, mostra, dimostra, i pregi del libro (che ha una lunghissima bibliografia) in cui l’autore fa raccontare la storia ai protagonisti della storia stessa. Sostiene che l’autore non li interpreta l’autore fa raccontare loro quel che hanno detto o fatto.

E, questo è per egli cosa molto raffinata da fare per un autore che – pur essendo stato protagonista in in qualche misura di quel periodo – sfugge da considerazioni personali, tifo per questa o altra fazione.
Sottolinea, inoltre, che essendo questo un libro che fa discutere ha già assolto al suo compito, quindi è un libro di successo poiché compito dei libri di storia, in particolare, è suscitare la discussione per confrontare tesi diverse, per andare avanti nel prosieguo della storia nel modo migliore.
L’autore appare nel video ascoltare con grande interesse, sia le critiche, sia i pregi che i due colleghi relatori espongono. Intanto l’ora si è fatta tardi e deve concludersi la bella presentazione.

Pagine 170 E 171 del libro Rifondazione Comunista

Amazon libro in classifica

 

P.S.

Questo nuovo libro che racconta la storia degli anni (2001/2011) lo puoi trovare nelle librerie od acquistarlo online; è presente sul sito della casa editrice RedStar Press come pure su Amazon al seguente RIFONDAZIONE COMUNISTA, mentre il primo libro che racconta la storia di Rifondazione comunista dagli anni 1991 al 2001 è disponibile gratis in formato pdf nel quaderno 31

Sono gradite le recensioni sui siti online.

Copertina Libro sulla storia di Rifondazione Comunista

Confessione comunista

Confessione di un comunista

La confessione di un comunista

 

Abbiamo un GOVERNO che va da LEU (Liberi e Uguali) a Salvini, dal PD a Berlusconi, passando per i 5 stelle. Chi ha sperato in diverse politiche sociali o nella riconversione ecologica dovrebbe ricredersi.

Ci hanno detto per un quarto di secolo: “Tutt* contro Berlusconi” e con Berlusconi hanno governato tre volte (governo Monti, Letta, Draghi).

Hanno urlato contro Salvini e con lui governano.

Predicano la pace e hanno votato:

– GUERRE in Iraq

– massacro della Jugoslavia/Serbia

– guerra in Afghanistan (con i risultati che si vedono oggi)

– spartizione della Libia, consegnata ai signori della guerra

– aumento progressivo delle SPESE MILITARI

Hanno PRIVATIZZATO come non mai (non bisogna essere ideologici, ma “moderni”)

Hanno cancellato la scala mobile

Hanno massacrato lo STATUTO DEI LAVORATORI (dopo aver urlato contro Berlusconi che voleva farlo)

Hanno spezzettato il paese, con la riforma del TITOLO V e il regionalismo differenziato (e la Costituzione più bella del mondo?)

Hanno costituzionalizzato il pareggio di bilancio (idem)

Hanno finanziato le SCUOLE PRIVATE (e l’art 33?)

Hanno aziendalizzato la SCUOLA

Hanno operato tagli continui alla SANITA’ pubblica (dalla destra a Monti, da Prodi a Letta a Renzi)

Hanno accettato il peggior REVISIONISMO STORICO, sino alla equiparazione nazismo/comunismo (senza alcuna discussione sulla storia di questo)

Nessuna modificazione di esercito, forze dell’ordine la cui formazione e ideologia è sotto gli occhi di tutt* (pensate alla promozione degli autori dei fatti di Genova 2001).

Questi fatti (non continuo nell’elenco) dovrebbero implicare:

– un taglio netto con la destra, antidemocratica, populista, fascio- leghista

– un taglio netto con chi governa con lei e ne ha accettato le logiche (guerre, privatizzazioni, distruzione dell’opposizione operaia, revisionismi…)

– il tentativo di costruzione di una ALTERNATIVA credibile, unitaria, razionale che riprenda le parti migliori delle nostre storie e le coniughi con l’ecologia politica, il pensiero di genere, l’internazionalismo, l’altermondialismo.

– L’UNITA’ di AZIONE, a livello politico, sociale, culturale contro il governo delle banche e della Confindustria che unisca formazioni politiche, sociali, sindacali, ecologiste…

Questo non è accaduto. Ognun* coltiva il proprio orticello, Ognun* è più comunista, a sinistra, con il popolo, femminista, avanzat* di altri.

Quanto sta accadendo, anche in vista delle prossime amministrative del 4 ottobre, produce disperazione:

– in alcuni casi, si continua l’internità al centro-sinistra, per battere le destre, incidere sui programmi, spostare l’asse a sinistra. È comprensibile, davanti all’egemonia delle destre, ma non tiene conto di decenni di fallimenti, scissioni e del fatto che le destre crescano anche per mancanza di alternative (ricordate il Prodi 2?)

– in altri si riproduce la frammentazione demenziale che raggiunge livelli da barzelletta: Sei liste esterne al PD a Milano, otto a Roma, divisi a Bologna e Napoli. Meglio a Torino, ma con un candidato e tre liste (perché “dobbiamo contarci”).

La frammentazione politico- elettorale, come quella sindacale, non fa che rafforzare un falso realismo e la logica del “Meno peggio”).

È frutto del sistema elettorale, ma anche di ideologismi, estremismi, particolarismi che ben oltre mezzo secolo di “nuova” sinistra ha sempre assurdamente riproposto.

Ho pensato spesso che dopo il 18 aprile 1993 (referendum Segni, Pannella, Bonino, Occhetto, Fini, Bossi) sarebbe stato più saggio, leggere libri, fare viaggi e sport, sentire Bob Dylan.

Scusate la lunghezza di questa triste CONFESSIONE.

***

Caro Sergio :

Come si potrebbe uscire da questo angolo cieco ?

Sistema elettorale proporzionale, meno settarismo e autoreferenzialità in quanto resta della “sinistra”, lungo cammino, nel deserto, per anni e anni, ritorno non dogmatico ai fondamentali.

Caro Sergio :

Che fare ?

Predicare razionalità, abbandonare settarismi… La candidatura Angelo d’Orsi per le comunali a Torino è positiva, anche se goccia nel deserto.

Facebook, 4 settembre 2021

Sergio Dalmasso

 

INCONTRO SU ROSA LUXEMBURG

Il circolo levante savonese ha organizzato il 26 aprile 2021 un evento sulla figura di Rosa Luxemburg in diretta facebook.

L’incontro su Rosa Luxemburg è stato presentato da Martin Zanchetta segretario del circolo levante savonese intitolato alla grande rivoluzionaria polacca.

È stato moderato da Franco Zunino del Partito della Rifondazione comunista di Savona.

Ha avuto come relatori: Paolo Ferrero vicepresidente del Partito della Sinistra Europea e il prof. Sergio Dalmasso autore del libro: Una donna chiamata rivoluzione. Vita e opere di Rosa Luxemburg.

Addio Piergiorgio Maggiorotti

 

Non passa un giorno senza una triste notizia. Mi scrivono da Torino della morte di Piergiorgio Maggiorotti. Piergiorgio è stato eletto consigliere regionale della allora DP nel 1990, come indipendente.

Da fine 1991, confluita DP in Rifondazione, era stato consigliere rifondarolo, sempre indipendente e con molte riserve sul processo di Rifondazione.

Disabile, attentissimo ai temi sociali era meno interessato ai temi ortodossi, tradizionali delle formazioni politiche della sinistra (nuova o tradizionale), ai loro linguaggi e riti.
Credo che i suoi interventi consiliari (forse sarebbe opportuno raccoglierli) testimonino queste scelte e questa formazione.

Addio Piergiorgio Maggiorotti

Ricordo ancora la visita,con lui, al carcere di Cuneo. Nel 1995 aveva terminato il mandato consiliare, continuando un impegno serio e documentato sui temi della disabilità, della salute.

Nei miei anni torinesi, lo avevo incontrato frequentemente. Avevamo presentato, scritte dalle lui e dalle associazioni che rappresentava, tre proposte di legge (2005) sul tema.

Neppure una è mai arrivata in aula. Lo avevamo distaccato dal suo lavoro, alcune ore alla settimana, presso l’assessorato alla Sanità (assessore Mario Valpreda) perché occupasse della disabilità e fungesse da tramite tra assessorato e “partito”.
Era attivo, puntuale, competente, eccessivamente “timido” in questa politica di squali.

Ricordo un carattere dolce, una lettura sempre problematica delle cose, ben lontana dalle certezze assolute e dai personalismi, una grande idealità che, dalla sua condizione personale, trasferiva nell’impegno sociale.
È un altro pezzo della nostra piccola storia che se ne va.

Ho spesso l’impressione che la sconfitta collettiva e la fine di tante ricche storie personali siano legate fra loro.

Genova, 5 febbraio 2020

Sergio Dalmasso

Lidia Beccaria Rolfi


Ho conosciuto Lidia Beccaria Rolfi. Partigiana, deportata nel lager di Ravensbrück, insegnante elementare, poi artigiana/negoziante
(mi scuso per la genericità) nella sua Mondovì (Cuneo). Lidia Beccaria Rolfi - Scritte antisemite e svasticheAttiva socialmente, politicamente (PSI), culturalmente (ANPI, associazioni antifasciste). L’ho vista la prima volta, studentello, nel 1965 in un incontro di ex partigiani con giovani studenti, nel ventennale della liberazione.
Carattere sincero e diretto, grande capacità comunicativa. A lei si ispirò impropriamente Liliana Cavani per il suo “Portiere di notte”. Efficacissima negli incontri pubblici, che già allora accusavamo di essere spesso retorici (ricordo una pagina – durissima – dei “Quaderni piacentini”).
Il suo libro “Donne a Ravensbruck” (1978) è la prima e resta la maggiore testimonianza sulla deportazione femminile.

Lidia Beccaria Rolfi

Lidia Beccaria Rolfi

Scrisse anche un testo sul suo difficile reinserimento nella vita civile, dalla gente che non voleva sentir parlare dei lager al provveditore agli studi che la trattò con sospetto in quanto ex partigiana.
Continuo il suo impegno contro il neo-fascismo, dalle proteste contro i comizi missini al quotidiano lavoro di testimonianza.

Leggo con orrore della SCRITTA di ieri sulla casa sua e del figlio Aldo.

Mi terrorizza il fatto che gli autori di queste nefandezze governeranno tra poco, che le politiche della “sinistra” e la nostra inettitudine abbiano spalancato loro la strada.

Soprattutto il senso comune per cui queste sono ragazzate e il termine “EBREO” è sempre più usato come insulto.

Agli/alle imbecilli ricordo che Lidia Rolfi fu deportata per motivi politici e non di razza, ma forse la cosa è troppo difficile.

Ricordo che i tentativi (Parri 1960, nuova sinistra 1975) di mettere FUORI LEGGE le strutture (oggi anche i siti) dell’estrema destra non hanno avuto seguito.

Oggi raccogliamo i frutti di questi errori.

Alla memoria di Lidia e al figlio un saluto.

A noi l’impegno di un vero antifascismo, non retorico, ma sulle questioni sociali.

24 gennaio 2020 – Sergio Dalmasso

Il 15 gennaio 1919 veniva uccisa Rosa Luxemburg, a 100 anni esatti dalla sua morte la ricordiamo, alla Poderosa di Torino il 15 gennaio 2019 alle ore 21.00 in una serata a lei dedicata, con la presentazione del nuovo libro di Sergio Dalmasso:

Una donna chiamata rivoluzione

Vita e opere di Rosa Luxemburg

 

Relatori: Giovanna Capelli e Sergio Dalmasso

Associazione di Promozione Sociale

Via Salerno 15a – 10152 Torino

Libro Rosa Luxemburg

 

Mappa del luogo della presentazione

 

Descrizione libro

Era il 15 gennaio del 1919 quando i soldati dei Freikorps, la soldataglia al soldo del governo socialdemocratico di Friedrich Ebert, si gettarono come sciacalli su Rosa Luxemburg, facendo scempio del suo corpo, ritrovato solo diversi mesi dopo il rapimento. Si concludeva così l’esistenza terrena di una grande rivoluzionaria: figura di primissimo piano del movimento operaio nonché interprete, per molti versi mai superata, del pensiero marxista e della democrazia proletaria. Di origini polacche, colpita durante l’infanzia da una malattia che l’avrebbe costretta a zoppicare per tutta la vita, Rosa Luxemburg aveva scelto il campo della sovversione dell’ordine costituito da industriali, proprietari terrieri, sbirri e teste coronate quando frequentava ancora il liceo a Varsavia, dove le veniva negata la medaglia d’oro a cui avrebbe avuto diritto in virtù della sua vivissima intelligenza e grande preparazione “a causa del suo atteggiamento ribelle nei confronti dell’autorità”. Un atteggiamento che, nel corso degli anni, non avrebbe fatto altro che crescere in qualità e in intensità. Vuoi grazie alla redazione di autentici capolavori di analisi politica, da L’accumulazione del capitale a Riforma sociale o rivoluzione?, vuoi per una militanza indefessa e appassionata, che la vide in prima linea nella battaglia contro il riformismo e, conseguentemente, tra i fondatori della Lega Spartachista e quindi del Partito comunista di Germania. Portatrice di una visione che affidava le sorti dell’umanità intera al protagonismo delle masse, non volle fare neppure un passo indietro quando le sorti dell’insurrezione tentata a Berlino nel gennaio del 1919 volsero al peggio. Quindi nulla fece per sfuggire ai suoi assassini che, uccidendola, non riuscirono però a far tacere la sua voce che, più attuale che mai, continua a parlare a chiunque, con il passare del tempo, continuerà a schierarsi dalla parte dei molti.

21 settembre. Inizio delle presentazioni del libro di Sergio Dalmasso: Lelio Basso. La ragione militante: vita e opere di un socialista eretico

 

Libro su Lelio Basso di Sergio Dalmasso

VENERDI’ 21 SETTEMBRE 2018, alle ore 17.30, avrò l’onore di iniziare le presentazioni del mio “best- seller” su LELIO BASSO, nella sala del Comune di VARAZZE (Savona), cittadina in cui è nato, nel 1903, a lui dedicata.

Ringrazio l’amministrazione comunale, l’amico Franco Zunino, presidente provinciale dell’ANPI savonese, chi vorrà essere presente e far conoscere l’iniziativa.

I temi di cui discutere sono molti e non “datati”.

Il testo sarà ancora presentato a Genova, al “Book- pride”, sabato 29 settembre alle ore 18.00, quindi mi auguro ancora a Genova, a Torino, Trieste e spero altrove.

Un arrivederci e un grazie a chi vorrà essere presente.

Sergio Dalmasso

 

Don Gallo e Franco Zunino

Don Gallo e Franco Zunino

 

Renato Marchiaro il partigiano calciatore.

È online il quaderno CIPEC Numero 61 in gran parte dedicato a Renato Marchiaro il partigiano calciatore che iniziò la sua carriera calcistica con la Juventus nel 1937.

Racconti inediti della vita di Marchiaro vi si trovano in esso scritti dallo stesso Renato.  Bovesano, recentemente scomparso a Nizza all’età di 98 anni.

“Iniziò la sua carriera calcistica con la Juventus nel 1937, trasferendosi in seguito in altre squadre italiane quali lo Schio e il Liguria.

In totale nella massima serie professionista totalizzò 8 presenze ma nessun gol. A causa della seconda guerra mondiale interruppe la carriera calcistica nel 1943, riprendendola poi in Francia nel 1946.

Giocò nell’Antibes, nel Nizza e nell’Olympique Alès, totalizzando nel periodo francese 44 presenze e 13 gol.”

Renato Marchiaro. Partigiano Calciatore. Copertina del Quaderno CIPEC Numero 61