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Video del mio intervento nel convegno di Torino del 20 ottobre 2022 per ricordare i 100 anni dalla nascita di Lucio Libertini, fonte Archivio Roberto Marini di Pistoia:

Breve stralcio di un mio saggio, a stampa nei quaderni del Cipec 2024, sui convegni sulla figura di Lucio Libertini.

LUCIO LIBERTINI

l’attività a Torino

Un lungo percorso

Ho scritto un testo su Lucio Libertini per ricordare pagine di storia del socialismo poco note, dimenticate, per richiamare figure e tematiche di quel socialismo di sinistra che pare scomparso, ma che ha costituito una matrice specifica, atipica per le radici teoriche e per le proposte strettamente politiche.

Il mio testo riprende il titolo della autobiografia politica che Libertini avrebbe voluto scrivere e di cui ha lasciato pochissime pagine e uno schema sintetico, scritto a mano.

Il filo conduttore è la permanenza nel tempo di un filone socialista di sinistra, classista e antistalinista, centrato sul protagonismo della classe operaia. Questo indirizzo ha sempre seguito, in un percorso coerente e travagliato.

Davanti alle accuse, da più parti riprese dopo la sua morte- e purtroppo presenti anche nell’infelice comizio di Achille Occhetto alle porte della FIAT, nella campagna elettorale del 1992- di avere cambiato partiti e sigle e di essere un globetrotter della politica, la risposta era sempre di avere, al contrario, dimostrato una coerenza superiore a tanti, sempre rimasti nello stesso partito, ma approdati a posizioni ben diverse da quelle iniziali.

Dopo un brevissimo passaggio nella Democrazia del lavoro di Ivanoe Bonomi e Meuccio Ruini, la cui tematica democratico- liberale, sostanzialmente prefascista non soddisfa i giovani che ne escono, l’approdo del giovane Libertini, catanese, studente a Roma, è nel PSIUP, il nome assunto dall’unificazione delle forze socialiste. Il partito ha due anime: quella di sinistra, unitaria verso il PCI (è forte il trauma del ventennio fascista) ed appiattita sull’URSS, quella tradizionalmente riformista, guidata da Giuseppe Saragat, invece critica verso l’URSS e favorevole ad una netta autonomia nei confronti del PCI e ad un “socialismo dei ceti medi”.

Accanto e in contrapposizione a queste, è la corrente di Iniziativa socialista, che rifiuta l’egemonia staliniana, la subordinazione all’URSS, si colloca in posizione critica verso l’unità nazionale, i governi ciellennisti (chiede che il PSI non ne faccia parte), propone la neutralità fra i due blocchi che si stanno formando in Italia e nel mondo. Netta è la posizione europeista (alle spalle vi è la figura di Eugenio Colorni, ucciso nella resistenza romana e tra gli autori del Manifesto di Ventotene).

La corrente ottiene buoni risultati al congresso del 1946, ma è schiacciata da bipolarismo, a livello nazionale e internazionale, dalla inesperienza dei suoi dirigenti, tutti giovani, dal precipitare della scissione “socialdemocratica” nel gennaio 1947, cui aderisce nella speranza di poter costruire una autentica forza socialista autonoma e innovativa. Distrutta dalla gestione di Saragat e dalla accettazione, da parte del nuovo partito della presenza in governi centristi e dell’adesione al Patto atlantico, la componente si disperde. Significativi, anche per il loro ruolo futuro, i nomi dei principali componenti: Bonfantini, Vassalli, Solari, Zagari, Matteotti, Formica, Mineo, Ruffolo, Russo, Arfé, Quazza.

Se ne è andato GIANNI RUSSOTTO, 82 anni. Sacerdote, era vissuto molti anni in Cile, di cui ricordava l’ignobile golpe, le forme di resistenza, il suo impegno con formazioni cattoliche e comuniste contro la dittatura di Pinochet.

Aveva lasciato il sacerdozio, come non pochi, in quegli anni di forte rimessa in discussione del ruolo della Chiesa cattolica e dei “credenti”, continuando l’impegno politico, a Genova, in una valle, un tempo centro operaio, oggi modificata dalle trasformazioni sociali e urbanistiche.

L’avevo conosciuto, quando ero risbarcato a Genova, anni fa, ad una conferenza sul Cile, poi nell’impegno per la lista “L’altra Europa”, nell'”Altra Liguria” e poi in tutte le avventure successive.

Mi aveva fatto piacere trovarlo nel circolo “Gramsci” di Rifondazione. Ci eravamo ricordati di una sua presenza a Cuneo (autunno 1991), con una india mapuche, all’interno di iniziative che avevo organizzato per ricordare i 500 anni della “conquista” dell’America.

Non vi era suo intervento, in ogni ambito, che non toccasse i crimini del liberismo distruttivo (lo ricordava, quando ritornava dal suo Cile, in cui vedeva un intreccio perverso di povertà e di consumismo sfrenato).

Era un legame tra aumento delle diseguaglianze e modificazione antropologica che colpiva il suo umanismo di cristiano critico.

Ancora soffriva per il correntismo di Rifondazione, per un partito che era somma di parti, mai compiutamente ricomposte.

Era malato da tempo, ma resta lo scandalo per il modo in cui è stato curato, gli ultimi giorni, in un pronto soccorso e un ospedale, nei giorni delle festività e del ritorno del Covid.

Spero che in città e nella sua valle, ricorderemo tutti gli aspetti della giusta vita del mio amico prete, a cui ho voluto veramente bene.

Facebook, Genova 7 gennaio 2023.

Sergio Dalmasso

Il libro é stato presentato al Circolo Prc di Grosseto con una bella iniziativa con Sergio Dalmasso (coautore) il 4 dicembre 2022.
LIBRERIA POPOLARE DEL FORUM CITTADINI DEL MONDO
PROMOZIONE DEL LIBRO :

“Dodicesima disposizione”

– Di AAVV – Coordinatore Raul Mordenti
– A cura del Dipartimento antifascismo del Partito della Rifondazione Comunista


Video del Convegno dell’incontro al circolo PRC di Grosseto sul libro Dodicesima disposizione:

Parte prima:

Seconda parte:

Libri sui crimini fascisti in Italia

 

L'agile mangusta di Alfio NicotraSerata conclusiva – 14 ottobre 2022 – del ciclo sulle “altre sinistre” del secondo Novecento: ce ne ha data l’occasione il bel libro di Alfio Nicotra L’agile mangusta (Ed. Alegre), rievocazione dei tredici anni di vita del partito Democrazia proletaria.

Con lui lo storico Sergio Dalmasso, che ha ben inquadrato le origini dell’ultimo partito sorto dal movimento del Sessantotto. Insieme a noi, collegato da Roma, l’ultimo segretario di DP Giovanni Russo Spena, che nel 1991, con “malinconico entusiasmo”, guidò l’ingresso di DP nel movimento della Rifondazione comunista.

L’Archivio, che conserva moltissima documentazione sul tema, ringrazia sia i relatori che i presenti in sala.

Fonte Archivio Roberto Marini, facebook – 16 ottobre 2022

Contatti Biblioteca

Pistoia – Archivio Roberto Marini – Oltre il Secolo Breve
Galleria Nazionale, 9, Pistoia
0573 766349

Dalmasso a Pistoia

Archivio Marini Dalmasso e altri relatori

L’agile mangusta. Democrazia proletaria e gli anni Ottanta

Democrazia Proletaria fu la più eretica delle formazioni politiche della nuova sinistra nate negli anni Settanta. Mise insieme, con un’impostazione culturale spesso in rottura con la tradizione della sinistra comunista, migliaia di donne e uomini arrivati alla politica dalle lotte del Sessantotto e i giovani affacciatisi all’impegno militante con i nuovi movimenti degli anni Ottanta.

La sua originalità si desume sin dal soprannome che ne diede il leader Mario Capanna: l’agile mangusta che doveva muoversi con sveltezza per colpire il cobra della Democrazia Cristiana e del padronato, uno strumento leggero e coerente più efficace del pesante e immobile pachiderma del Partito Comunista Italiano.

Scritto dalla visuale privilegiata di un membro della direzione del partito, questo libro ne ricostruisce la storia scavando soprattutto nelle proposte di legge e negli atti parlamentari del periodo di massima attività istituzionale (dal 1983 al 1987) in cui poté contare su sette deputati.

Una legislatura carica di eventi importanti per la storia del paese: dal primo governo a guida socialista di Craxi alla morte di Enrico Berlinguer; dalla lotta contro il dispiegamento dei missili nucleari a Comiso all’accordo tra Reagan e Gorbačëv; dalla crisi di Sigonella alla sconfitta operaia sul referendum sulla scala mobile.

Una fase di profonda trasformazione politica e sociale in cui si possono leggere i segni della frana che porterà negli anni Novanta alla scomparsa di tutti i partiti della Prima repubblica.

Democrazia Proletaria non sopravvisse a questo smottamento generale: subì una spaccatura al proprio interno verso il partito dei Verdi e poi confluì nel 1991 in Rifondazione Comunista dopo lo scioglimento del Pci.

Ma la freschezza dell’eredità del «piccolo partito dalle grandi ragioni» sta nella sorprendente capacità di anticipare i grandi temi dei movimenti dei decenni successivi: l’ambientalismo, il femminismo, il pacifismo, i beni comuni, la centralità del diritto alla salute e il nuovo ruolo del mondo del lavoro.

Libro su Rifondazione Comunista

Riproposizione della Presentazione del libro “Rifondazione Comunista. Dal movimento dei movimenti alla chiusura di «Liberazione», storia di un partito nella crisi della sinistra italiana”, di Sergio Dalmasso (Red Star Press, 2021).

SU La testa rivista mensile diretto da Paolo Ferrero

Con l’autore, Daniela Chironi (assegnista di ricerca Scuola Normale di Pisa) e Paolo Ferrero (direttore Su la Testa).

In diretta su Youtube (https://youtu.be/WuTJrt2AUUM) e sulle pagine Facebook di @sulatestarivista e @rifondazione.comunista

 

Mélenchon sostiene Unione Popolare

Domani 7 settembre 2022 alle 17:30 Jean-Luc Mélenchon sarà a #Roma in sostegno di Luigi de Magistris e di Unione Popolare.
L’iniziativa si terrà alle ore 17:30 in Piazza dei Consoli, nel quartiere romano del Quadraro.

Jean-Luc Mélenchon-vota Unione Popolare

DIVENTA ATTIVISTA SU UNIONE POPOLARE BLOG

Hanno chiamato il nostro programma l’Agenda Robin Hood perché toglie ai ricchi per dare ai poveri.
Ma neppure Robin Hood è riuscito a fare tutto da solo, nella sua lotta contro il Principe Giovanni e gli Sceriffi di Nottingham ha avuto bisogno dell’aiuto di tante persone comuni che ne condividevano la causa.
Così è anche per noi. Per vincere non basta il nostro portavoce Luigi de Magistris con i nostri candidati e candidate a Camera e Senato.
Per vincere tutti quanti devono avere un ruolo da protagonisti. Adesso tocca te!
Diventa attivista di Unione Popolare iscrivendoti sul sito. Ti manderemo materiali e suggerimenti su come puoi aiutare la nostra campagna in rete e sul territorio.
Con l’aiuto di tutte e di tutti prenderemo da chi ha troppo per darlo a chi ha bisogno! #Uniamoci
Unione Popolare Italiana

SPENDEREMO I SOLDI IN SANITÀ, NON IN ARMI

Vota Unione Popolare sanità pubblica
Noi di Unione Popolare faremo l’esatto contrario di quello che negli ultimi decenni ha fatto la classe politica con la sanità.
Vogliamo investire nella sanità pubblica non tagliarla.
E spendere i soldi per migliorare la salute delle persone, non in armi.
In Italia la sanità soffre seri problemi che pesano sulla vita delle persone.
Abbiamo una popolazione sempre più anziana e questo significa che ci vorrebbe una sanità più forte, ma i partiti continuano a fare tagli su tagli.
È evidente che se la popolazione invecchia aumentano pure i bisogni di cura e i malati cronici. Ma sapete come la classe politica ha affrontato tutto questo?
Riducendo le risorse al sistema sanitario nazionale!
Il taglio al sistema sanitario è stato stimato in 37 miliardi dal 2010 al 2019.
In 10 anni sono stati chiusi 173 ospedali e 837 strutture di assistenza specialistica ambulatoriale. Sempre più bisogni, ma sempre meno risorse pubbliche.
Di questi tagli sono responsabili sia il centrodestra che il centrosinistra che hanno tagliato la sanità governo dopo governo.
Non contenti, per rendere la situazione ancora peggiore dal 2012 al 2018, pur avendo 13mila laureati l’anno, c’erano solo 6400 borse per la specializzazione. Risultato? Mancano circa 50mila medici e 60mila infermieri.
Voi vi chiederete ma perché hanno fatto tutto questo? Semplice: per ingrassare i privati. Se demolisci il pubblico, il privato ci guadagna, perché i bisogni rimangono. In alcune province italiane, in 10 anni gli ambulatori privati sono triplicati.
Una vergogna.
Le conseguenze inquietanti della privatizzazione sono due: la classe media, impoverita con paghe più basse del 1990 e un’inflazione all’8%, paga due volte.
Paga prima le tasse e paga la prestazione privata.
I poveri stanno ancora peggio: non si curano neanche più.
Già il rapporto Censis del 2017 ci ricordava che 12,2 milioni di italiani avevano rinunciato a curarsi.
Questo sistema è una truffa ai danni dei cittadini.
Servirebbero tra i 20 e i 30 miliardi in più all’anno per far funzionare bene la nostra sanità.
I politici insistono che non si può fare nient’altro che tagliare perché “non ci sono i soldi”.
Eppure, quando si tratta di comprare armi i soldi non mancano mai.
In un pomeriggio hanno trovato 13 miliardi da spendere in armi.
Noi faremo il contrario di quello che hanno fatto tutti i partiti di sistema, 5S compresi, alleati in un patto consociativo.
Non spenderemo i soldi in armi, ma in sanità pubblica.
Perché la salute non può essere un bene che si compra o vende nel mercato, solo se te lo puoi permettere.
Ma un diritto garantito a tutte e tutti.

L’Unione Popolare candida a Genova per il Senato alle elezioni del 25 settembre 2022 Antonella Marras.

Antonella Marras Senato della Repubblica Italiana

 

Di seguito linkiamo un articolo (22 agosto 2022) di Genova24.it intitolato:

Unione Popolare si prepara alle urne: tutti i candidati in Liguria. De Magistris: “Liberiamo l’Italia”

“Ci avete ostacolato ed il popolo ha rimosso il vostro ostacolo. Ora pronti a correre la più bella maratona democratica elettorale, nei nostri cento passi in trenta giorni dobbiamo riprenderci la democrazia”.
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Clicca per leggere il PROGRAMMA ELETTORALE DELL’UNIONE POPOLARE

L’Unione Popolare ha raggiunto le firme necessarie per presentarsi alle elezioni politiche del 25 settembre 2022.
Raccolta firme a Genova con Dalmasso, Zannoni, e Antonella Marras Unione Popolare
Foto Fivedabliu
I sondaggisti neanche la citano nei loro sondaggi con micro campioni da 800 persone, ma con 4000 che NON rispondono ai loro sondaggi che vengono spacciati per oro colato, la TV li oscura per adesso, eppure l’Unione Popolare c’è !
Vota Unione Popolare De Magistris

Abbiamo raccolto le firme in tutta Italia, in tutti i collegi, circa 60.000 firme in dieci giorni.

Un risultato senza precedenti nella storia elettorale italiana.

Unione Popolare , nata da un mese, esiste e batte il colpo della rivoluzione che avanza.

Un grazie di cuore, da portavoce di questa bellissima coalizione, alle militanti e ai militanti che non hanno mollato un secondo e un grazie di cuore alle cittadine e ai cittadini che con la penna hanno scritto una pagina di dignità democratica.

Lo Stato, con i suoi rappresentanti, il paese lo deve sapere, non hanno consentito nemmeno la firma digitale impedendo a chi era in vacanza di firmare perché doveva farsi solo nel comune di residenza.

Ci avete ostacolato ed il popolo ha rimosso il vostro ostacolo. Ora pronti a correre la più bella maratona democratica elettorale, nei nostri cento passi in trenta giorni dobbiamo riprenderci la democrazia.

Tenteranno di oscurarci e cancellarci in questo mese ma noi ci ribelleremo e non consentiremo la violenza del potere contro il fresco profumo di libertà che avanza.

Uniamoci, camminate e correte con noi, per liberare l’Italia.

#UnionePopolare #DeMagistris #elezionipolitiche2022

Luigi De Magistris – facebook, 21 agosto 2022