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Ci hanno tolto il 2×1000. Una palese ingiustizia

Care compagne e cari compagni,

con grande amarezza vi comunichiamo che il nostro partito è stato escluso per l’anno in corso dalla possibilità di beneficiare delle risorse del 2×1000.

Purtroppo non potrete destinare nella vostra dichiarazione dei redditi il 2×1000 come avete fatto in tante/i negli anni scorsi e, per le stesse ragioni, non potrete nemmeno portare in detrazione le erogazioni liberali effettuate nel 2021.

Per il nostro partito è un duro colpo, visto che negli ultimi anni eravamo risultati al quarto posto per numero di contribuenti che ci hanno scelto. Paradossalmente, eravamo agli ultimi posti per quantità di finanziamento ricevuto; questo grazie a un meccanismo discriminatorio che, di fatto, distribuisce risorse pubbliche sulla base del censo. Il nostro è, infatti, un partito della classe lavoratrice e di popolo, quindi più apprezzato tra le persone a basso reddito.

PERCHE’ SIAMO STATI ESCLUSI

La nostra esclusione è una palese ingiustizia, conseguenza del progressivo restringimento degli spazi democratici.

La legge che regola il finanziamento pubblico è una legge ingiusta che esclude i partiti che non hanno eletto in parlamento, cosa che non accade in altri paesi come la Germania. Segnaliamo che da anni votiamo con leggi incostituzionali che penalizzano le liste che non sono interne ai due poli principali.

Negli anni scorsi eravamo riusciti a ottenere comunque entrambi i benefici – 2×100 e detrazioni fiscali – grazie alla norma che prevede che vi possano accedere anche i partiti che possono contare almeno su una componente nel gruppo misto di una delle due camere.

Purtroppo a escluderci è giunta la determinazione, prima della giunta per il regolamento del Senato e poi del Presidente della Camera, di restringere arbitrariamente il riconoscimento di nuove componenti parlamentari. In sintesi, hanno deciso di non riconoscere le componenti non corrispondenti a una lista presente alle ultime elezioni politiche. Grazie a questo orientamento arbitrario è diventato di fatto inesigibile per noi il diritto che la legge ci riconosceva.

Il gruppo di deputate che hanno presentato la richiesta di costituire la componente entro i termini non ha ricevuto risposta se non dopo che ha aderito anche Potere al popolo col cui simbolo ci eravamo presentati nel 2018. Inutile era risultata la presentazione che attestava che Pap era allora una coalizione di cui facevano parte vari partiti tra cui Rifondazione. Purtroppo il riconoscimento della nostra Componente “Manifesta” è arrivato solo quando era troppo tardi per essere ammessi per questo anno mentre ci darà la possibilità di accedere per quello prossimo.

La decisione di restringere gli spazi di democrazia parlamentare si aggiunge all’oscuramento mediatico che subiamo da anni e alle leggi elettorali incostituzionali che hanno penalizzato le voci fuori dal bipolarismo.

CAMPAGNA STRAORDINARIA DI SOTTOSCRIZIONE

Questa grave discriminazione antidemocratica rende drammatica la nostra situazione economica, costituendo il 2×1000 e le sottoscrizioni le nostre principali entrate insieme a quelle derivanti dal lavoro militante e dal tesseramento.

Per fronteggiare questa emergenza abbiamo lanciato una campagna di sottoscrizione straordinaria sulla quale invitiamo tutte le compagne e i compagni ad impegnarsi.

Non ci rivolgiamo soltanto alle iscritte e agli iscritti per un contributo.

Chiediamo un sostegno economico – piccolo o grande che sia – a chi condivide le nostre lotte.

Ci rivolgiamo anche a chi non la pensa come noi ma ritiene che l’esistenza di un partito che non si rassegna all’esistente e che continua ad andare “in direzione ostinata e contraria” sia una risorsa per la democrazia nel nostro paese.

Sostenere Rifondazione Comunista serve a dare forza a un partito che lavora per la ricostruzione, nel nostro Paese, di una sinistra che sia effettivamente tale per valori, programmi, comportamenti.

Chiediamo un contributo – da ciascuno secondo le proprie possibilità – per un partito che lotta per la pace, i diritti civili e sociali, l’ambiente, per l’attuazione della Costituzione, contro le politiche neoliberiste portate avanti dai governi di centrodestra e centrosinistra, contro ogni forma di discriminazione, razzismo e fascismo.

Siamo presenti in tutte le lotte e nei movimenti. Nelle nostre sedi, in tutto il territorio nazionale, pratichiamo la solidarietà attiva e il mutualismo, diamo spazio a realtà che altrimenti non lo avrebbero. Facciamo politica pulita senza sponsor ricchi e potenti.

Chiediamo un contributo per un partito che, dall’opposizione, cerca di costruire una forza unitaria e plurale dell’alternativa nel nostro paese.

Siamo un partito povero ma che non si è mai arreso e omologato.

Chiediamo a tutte e tutti di fare uno sforzo solidale.

Grazie in anticipo, compagne e compagni!

Maurizio Acerbo, segretario nazionale

Vito Meloni, tesoriere nazionale

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COME SOTTOSCRIVERE

tramite bonifico sul cc intestato al PRC-SE al seguente IBAN:
IT74E0501803200000011715208 presso Banca Etica.
collegandoti al sito www.rifondazione.it e seguendo le istruzioni
con cellulare tramite l’app Rifondazione (scaricabile da Google Play o da App Store)
attivando un RID dalla pagina
http://web.rifondazione.it/home/images/2017/modulo_sepa2017i.pdf

Ricordiamo che le sottoscrizioni eseguite con la causale “erogazione liberale a favore di partito
politico” potranno essere detratte con la dichiarazione dei redditi del prossimo anno.

 

Pubblicato il 13 apr 2022:

Fonte: http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=50226

 

Analisi voto europee

Analisi a caldo del voto europeo della lista “la sinistra”

Un (lungo) ragionamento sull’ennesima sconfitta politica- sociale- elettorale.

Analisi voto europee

Non ho mai avuto alcuna speranza su un risultato positivo della lista alle europee.

– Costruita tardi.

– con rottura in una piccola area.

– con candidature belle e ricche, ma del tutto sconosciute.

– con un programma ampio, ma privo di una idea forte, centrale, che permetta di identificarsi in un progetto (Salvini: ordine, migrazione, Silvio: Tasse, Grillo: onestà, PD opposizione al sovranismo, Verdi: ambiente…).

Ricordo che gli animalisti hanno la metà dei nostri voti e in Francia sono pari al PCF.

– con assenza di una figura centrale, in una politica stupidamente personalizzata (si guardi il dato di Bonino).

A questo si aggiungono errori frontali:

– assenza di un lavoro comune nel periodo (non un mese) precedente le elezioni

– proposta di “ingresso, fusione, federazione(?) con PaP, con invito, per settimane, ad iscriversi e poi improvviso “Contrordine compagni”.

– polemiche inutili e incomprensibili. La lettera di Acerbo su PaP era corretta formalmente, ma errore frontale perché ha accresciuto l’immagine di formazioni rissose che discutono su temi del tutto incomprensibili ai comuni mortali.

– Modificazione di simbolo ad ogni scadenza, almeno dieci diversi negli ultimi anni, con totale disorientamento anche dei/delle più fedel* e volenteros*.

– Assenza, in questo, di elementi di identità, legati alla nostra storia.

Lo avevo detto, lo scorso anno per PaP (simbolo e nome che ripeteva- per i vecchi- gli errori di NSU), lo ho proposto quest’anno chiedendo che nella parte bassa fossero inseriti i simboli di Rifo, SI, Altra Europa.

Si rifletta, vedendo anche il risultato del PC di Rizzo.

– L’errore totale di formazioni e gruppi che sono rimasti sull’Aventino e non hanno compreso il peso di una ennesima sconfitta, non cancella errori e logiche gravissime.

Resta il dato drammatico – che ha colpito anche il PC francese – di una campagna elettorale non egualitaria, con giornali e TV asserviti alle forze maggiori.

Il 90% di chi ha votato non ha neanche saputo della nostra esistenza.

Non ne abbiamo la forza, ma la prima questione sarebbe chiedere una reale “par condicio” su tutte le reti TV.

E’ difficile, ovviamente, reggere dopo una ennesima sconfitta e la depressione che produce.

Piccole ipotesi:

– non sfasciare quella parziale unità che si è costruita (tardi e male), ma allargarla e proiettarla sulle prossime scadenze.

– proporre un accordo sui temi centrali (lavoro, questione sociale, ambiente, difesa degli spazi democratici, questioni internazionali) alle formazioni politiche, sociali, culturali che non intendono cancellare una storia e una presenza che tanto ha dato al nostro paese.

– non ripetere l’errore letale di cinque anni fa, quando dopo il 4% miracolosamente raggiunto e le speranze suscitate, l’unità si è spezzata (credo che SEL- SI dovrebbe battersi il petto).

Avere il discorso dell’unità e di una discussione aperta, ma non paralizzante, come centro di tutte le nostre iniziative, a cominciare dalle piccole feste (anche se nulla abbiamo da festeggiare).

Occorre, in loco, cominciare subito con una assemblea aperta.

– Non disperdere, come troppe volte si è fatto, le poche energie raccolte, a cominciare dai firmatari dell’appello.

La realtà che viviamo è tremenda: in Francia è in testa l’erede della repubblica di Vichy, nell’est Europa dominano le forze reazionarie, razziste, antisemite (qualcun* dovrebbe riflettere sui danni indotti da 40 anni di socialismo reale), in Spagna, forze nostalgiche del franchismo spingono a destra la destra classica, in Italia la Lega interpreta le peggiori tendenze e paure del paese (una nuova “autobiografia della nazione”), raccogliendo egemonicamente il voto popolare, il fascismo è sdoganato, in una divisione di compiti tra governo e opposizione (Casa Pound).

Senza una sinistra capace e propositiva , che riparta dai fondamentali, la necessità di opporsi alla destra non uscirà dai limiti di esperienze precedenti.

Il fallimento del centro- sinistra in Italia, dei governi socialisti in Francia (per non parlare della Grecia) ripropone questa necessità di cui parliamo da anni.

Credo che ogni volta sia più difficile e faticoso, ma occorrerebbe discuterne.

Chiedo scusa se lo sproloquio è troppo lungo e ringrazio chi ha avuto la forza e il coraggio di arrivare sino in fondo.

Sergio Dalmasso

27 maggio 2019

 

 

Video con Sergio Dalmasso sul seminario, su Gramsci e il Partito comunista italiano, a Nizza 26 aprile 2018

Sergio Dalmasso a Nizza - Seminario su Gramsci 2018