Il manifesto Parabola di una eresia

In tranform! italia – 22 maggio 2024 – Il manifesto. Parabola di una eresia

di Sergio Dalmasso

Il manifesto. Parabola di una eresia, convegno nazionale con Sergio Dalmasso

Gli anni ’70 e i primi anni ’80 sono stati precipitosi, triturando esperienze e idee e nessuno dei discorsi che facemmo al dodicesimo congresso del PCI sarebbe oggi più che un discorso sul passato. Conserviamo più con tenerezza che come il libro della legge il “manifesto” rivista…

Sono storie della politica che oggi è quel che è… Delle storie andate, credeteci, non c’è traccia o è così esile che non val la pena di attardarvisi1.

Così Rossana Rossanda, nell’autunno 1984, commenta lo scioglimento del PdUP e la sua adesione al PCI, una sorta di “ritorno”, da Natta a Natta, che segna la fine di un’eresia durata 15 anni.

Tutte le tematiche sollevate, le proposte di rinnovamento e riconversione del più grande partito comunista dell’Occidente, tutte le analisi sui nodi nazionali e internazionali appartengono al passato, ad una stagione interamente superata, di fatto ad una sconfitta consumata.

Scopo e fine di questa breve relazione è, al contrario, chiedersi se alcuni dei temi sollevati non presentino, ancor oggi, pur in una situazione deteriorata, in cui sembra aver trionfato il principio disperazione (G. Anders), elementi di attualità e di interesse, su cui è importante tornare a riflettere.

1Rossana ROSSANDA, Un fatto di cronaca, in “il manifesto”, 16 ottobre 1984.

Continua … (Saggio presente anche nella sezione del sito Archivio, Scritti storici, Articoli e saggi)

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PROPOSTE DI LETTURA

di Sergio Dalmasso

Valentina Stecchi, Lidia, Busto Arsizio, People, 2023

Chi legge Il Lavoratore conosce bene Lidia Menapace (in questo stesso numero vedi la frase in prima pagina e l’articolo del nostro segretario Maurizio Acerbo).

Lidia Menapace partigiana di Valentina Stecchi

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Nata a Novara nel 1924, partigiana (senza l’uso delle armi), iscritta alla Federazione universitaria cattolica e alla DC, si trasferisce, causa matrimonio, a Bolzano.

È insegnante all’università cattolica di Milano e, nel 1964, diventa la prima assessora provinciale a Bolzano.

Durante l’anno accademico 1967/1968 è esonerata dall’insegnamento per avere solidarizzato con le lotte studentesche, su posizioni marxiste.

Viene eletta consigliera regionale indipendente nelle liste del PCI, e dal 1970 aderisce al gruppo “eretico” del Manifesto.

Nel 1973, partecipa alla fondazione di Cristiani per il socialismo, è dirigente del PdUP sino al 1984, quando non aderisce all’ingresso di questo nel PCI.

È consigliera regionale nel Lazio, attivissima nel movimento femminista.

Nel 2006 è eletta senatrice per Rifondazione.

Il veto dell’esercito impedisce che venga eletta presidente della Commissione senatoriale Difesa.

Dirigente dell’ANPI, autrice di libri e saggi (per tutti, Io partigiana, la mia Resistenza, ed. Manni, 2014), attivissima e presente ovunque, nonostante l’età, muore nel dicembre 2020, a 96 anni, per complicazioni da Covid.

Ai tanti sui libri, ai tanti scritti e filmati sulla sua figura, alla sua testimonianza nel film Lunadigas (2016), si aggiunge ora un valido tributo che usa la tecnica del fumetto.

Valentina Stecchi, disegnatrice e vignettista, collaboratrice del quotidiano Alto Adige, autrice di testi soprattutto sulle tematiche di genere (Non sono una signorina, 2019), con un tratto leggero e divertente, ripercorre fasi della vita di Lidia e tocca molti dei temi che hanno caratterizzato il suo impegno.

L’antifascismo è scelta fondamentale, in età giovanile, determinata anche dall’arresto del padre e dall’esclusione, dalla sua classe, di due ragazze ebree.

Da questo, la partecipazione alla guerra partigiana. La partecipazione al movimento delle donne è il tema centrale, nella volontà di eliminazione di tutti i vincoli che impediscono l’attuazione del binomio eguaglianza/differenza, dal lavoro, all’educazione, all’esclusione delle donne dall’ambito decisionale, allo stesso uso della lingua, di una grammatica “inclusiva” che impedisce al femminile di esprimersi.

Il testo ripercorre, a grandi tratti, l’amore per l’insegnamento, la scelta per il manifesto, l’attenzione al pensiero e all’opera di Rosa Luxemburg, l’esperienza,

purtroppo breve, di senatrice, segnata dalla polemica con l’esercito sulle spese militari e le Frecce tricolori, dal riemergere di razzismi, populismi reazionari e maschilismi, sino alla proposta di un autentico stato sociale che riconosca anche il lavoro di cura,

e alle pagine finali che ripropongono il concetto di memoria attiva.

In particolare, viene sottolineata la sua volontà di essere partigiana sempre, perché il fascismo è la negazione di tutti i valori (pace, eguaglianza, nonviolenza, solidarietà) cui ha dedicata tutta la sua lunga e bella vita,

di “vagabonda”, come lei stessa si definiva, sempre pronta a rispondere all’appello di sezioni di partito, di circoli, associazioni…

Il grande successo delle tantissime presentazioni, l’attenzione dell’ANPI nazionale e locale, dimostrano l’utilità di questo inedito strumento per non far dimenticare una delle militanti/dirigenti/amiche che maggiormente hanno segnato il nostro percorso.

Queste diventano non solamente l’occasione per ricordare una figura ed una stagione, rese ancora più ricche dalle tante testimonianze,

ma per riproporre contenuti e temi che l’attuale pensiero unico e il conformismo dell’informazione stanno cancellando.

In, Anno XXIV n. 3 – 25.04.2024, “Il Lavoratore”, Valentina Stecchi, Lidia, Busto Arsizio, People, 2023, pubblicato anche in sergiodalmasso.com, sezione Schede e recensioni.

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Raccolta firme Pace Terra Dignità

Pace Terra Dignità, Lidia Menapace partigiana

DOV’È IL FASCISMO? AL GOVERNO (E NON SOLO)

di Sergio Dalmasso

In “Il lavoratore” Anno XXIV n. 3 – 25.04.2024, Dove è il fascismo? Al governo (e non solo) pubblicato anche in sergiodalmasso.com nella sezione: Archivio, Scritti storici, Articoli e saggi.

Download “Dov'è il fascismo ? Al governo (e non solo) di Sergio Dalmasso”

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Dove è il fascismo? Il lavoratore di Trieste testata giornalistica

Un vento nero spira in Europa e non solamente. Il crollo dell’URSS e del “socialismo reale” ha prodotto, inevitabilmente, non la democrazia liberale o il socialismo democratico, come pensavano molte anime belle, ma regimi anticomunisti, reazionari, spesso antisemiti, segnati da potere personale e dalla cancellazione di diritti sociali.

L ‘identificazione del potere con un/una leader è sempre più presente: si pensi a Turchia, Cina, Russia, ma anche al fenomeno Trump negli USA.

L’odio contro l’establishment, contro il “politicamente corretto” fa nascere leadership populistiche e reazionarie.

Se l’Italia è stata il primo Paese a produrre il fascismo, è stata anche la prima a proporre, con il “berlusconismo”, un modello perverso che si è esteso ad altri Paesi (si pensi al successo di Millei nell’Argentina, che pure ha, alle spalle, una tragica dittatura).

Fenomeno simile si è avuto con la Lega (richiamo il vecchio libro di Gianluca Paciucci e del compianto Walter Peruzzi – di cui ricorre quest’anno il decennale della morte -, Svastica verde), passata dall’antimeridionalismo al separatismo (Padania, Etruria, sud) al regionalismo differenziato, sempre con ipotesi razziste e con richiami, neppure troppo celati, alla cultura nazista (vedi Claudio Gatti, I demoni di Salvini. I postnazisti e la Lega).

Movimenti di ribellione contro la tassazione, di autonomizzazione delle aree più ricche di molti paesi, di “separatismo dei ricchi” si sono moltiplicate in ogni paese.

Così l’uso strumentale della religione per cui non solo si ostentano nei comizi Vangeli, rosari (Salvini), si prega in diretta televisiva o si chiede la benedizione di Maria vergine (sempre lui).

Ma che diviene elemento comune dalla Polonia alla Spagna dei franchisti di Vox, dalla sguaiata campagna elettorale di Trump alla stessa Francia dove forti sono le tendenze ad aggirare la legge sulla separazione Stato/Chiesa cattolica.

La stessa ipotesi della sostituzione etnica, agitata da Zemmour in Francia e riproposta in Italia (Lega, Lollobrigida) si lega all’antiislamismo.

Ancor peggiore è la situazione negli USA dove prosperano le teorie creazioniste, anti evoluzioniste e nell’America latina dove l’integrismo religioso è strumento dei governi più reazionari (si pensi a Bolsonaro).

Come sempre, quanto accade oggi ha radici lontane.

Dagli anni ’80 del secolo scorso, il neoliberismo reaganiano e tatcheriano ha prodotto una controrivoluzione reazionaria per cui le tematiche dell’estrema destra, per anni minoritarie, si sono estese alla destra tradizionale e “moderata”.

Il discorso vale per i tories inglesi, per la destra gaullista in Francia, pressata dal partito di Le Pen (il maggiore nel Paese), per la realtà spagnola.

Ancor maggiormente per i repubblicani statunitensi e per Paesi come Polonia, Ungheria sino a realtà (Danimarca, Olanda, parte del Belgio) che non parevano toccate da questi fenomeni degenerativi.

La storia italiana e la situazione odierna presentano ovvie specificità.

Il fascismo, nel dopoguerra, ha assunto diversi ruoli. Ricostruito il partito neofascista, contro ogni norma costituzionale, e favorito (il tema sarebbe da approfondire) dall’amnistia di Togliatti e dalla mancata epurazione, ha avuto per anni la funzione di destra legale, “in doppiopetto”, in più casi usata per operazioni parlamentari.

La riabilitazione di figure come Graziani, Borghese, Badoglio, della più parte dei gerarchi del ventennio e di Salò si inquadra in questa continuità tra liberalismo, fascismo e Italia democratica (si pensi ad esercito, forze dell’ordine, prefetti, questori, provveditori agli studi, codici, programmi scolastici). La stagione dei movimenti sociali produce una modificazione del ruolo del neofascismo

che recupera aspetti “rivoluzionari” (Ordine nuovo e cento altre sigle), è parte attiva nei tentativi di golpe e nello stragismo nero, in uno stretto rapporto con parte dei servizi di sicurezza e con ambienti internazionali (noti i finanziamenti statunitensi al MSI e oltre).

Dal periodo successivo, alcune “idee forza” della destra penetrano nella società:

– scompare progressivamente la discriminante antifascista. Il MSI è sdoganato sino all’ingresso nel primo governo Berlusconi (prima della “svolta” di Fiuggi, gennaio 1995)

– la crisi del sistema politico si lega alla messa in discussione di conquiste sociali e civili, lette come causa della crisi

– il pluralismo parlamentare è messo sotto accusa. L’affermazione, con grande consenso popolare, del meccanismo maggioritario è legato al decisionismo e alla visione per cui “chi vince prende tutto”, conseguentemente all’ipotesi presidenzialista, falsa risposta alla frattura istituzioni/ cittadini (un tempo Paese legale e Paese reale).

Cresce il senso comune della fine delle ideologie, della non differenza tra i diversi schieramenti. L’anticomunismo diventa ideologia dominante, favorita anche dal crollo del blocco sovietico.

Il voto del Parlamento europeo sull’equiparazione tra fascismo/nazismo e comunismo, con adesione di tutti gli schieramenti, ne è evidente dimostrazione.

È sempre più difficile, e spesso incompreso, il tentativo di rapportarsi a una lettura critica delle esperienze storiche realizzate e del marxismo.

Il governo nero

La vittoria elettorale deriva dall’egemonia, sociale e culturale, sulla società.

Nazionalismo, darwinismo sociale, liberismo, atlantismo, esacerbazione del pericolo rappresentato dalla migrazione e dalla modificazione della fisionomia “italiana e cristiana”.

La continuità della politica liberista ed atlantista, la sostanziale subordinazione alle politiche europee contrastano con tematiche dell’estrema destra e con molte affermazioni elettorali.

Meloni & C. ripropongono elementi identitari, riforme istituzionali “epocali”:

– il regionalismo differenziato, i cui danni sono evidenti su servizi sociali, scuola, sanità, sulla stessa visione unitaria (per quel che ne resta) del Paese;

– il presidenzialismo, degna conclusione del processo iniziato con il referendum Segni, con il maggioritario e l’elezione diretta di sindaci, presidenti di regione, con il bipartitismo coatto e la cancellazione di formazioni alternative;

– privatizzazioni striscianti (scuola, sanità, sino alla progressiva vendita dei “gioielli di famiglia”

Contro queste logiche è, mai come oggi, pesante la assenza di una sinistra sociale e politica.

È sufficiente una semplice politica frontista (tutt* contro Meloni)?

È possibile senza rimettere in discussione i danni provocati dai governi di unità nazionale (Draghi non è alternativa al governo di destra, ma ne è causa), le privatizzazioni, l’accettazione delle guerre, la gara a chi è più affidabile per il grande capitale?

La ricostruzione di un’alternativa alla destra mai è stata così complessa, perché la sconfitta da cui veniamo (sociale, culturale, istituzionale, organizzativa) coinvolge tutti gli ambiti.

L’antifascismo, legato a un sistema elettorale democratico, alla ricomposizione dell’unità di classe e della frammentazione sociale prodotta dal neoliberismo, al legame tra diritti sociali e politici, a una vera rifondazione di pensiero e pratiche, è parte necessaria, anche se non sufficiente di questo tentativo.

Scarica gratis il Lavoratore di Trieste del 25 aprile 2024:

Contiene “Elezioni europee: contro la guerra, senza se e senza ma…” di Gianluca Paciucci (editoriale);

articoli di Roberto Cattaruzza, Mauro Caselli, Effemme, Luigi Dal Fabbro e Paolo Radivo (sezione “Agire localmente”);

“Perché oggi un referendum sulla legge elettorale” di Tommaso Russo (sezione “Pensare globalmente”);

articoli di Lino Santoro, Igor Kocijančič, Eleonora Galli, Sergio Dalmasso (sezione “Pensare globalmente”);

un ricordo di Samo Pahor (scritto da Vincenzo Cerceo) e di Peter Behrens.

Download “IL LAVORATORE del 25 aprile 2024”

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Il Calendario del popolo n. 644, Il revisionismo storico “diffuso”

No a Tambroni e ai fascisti, di Sergio Dalmasso. Mentre si scrive è presente in Ebay il numero 644, luglio 2000, de “Il Calendario del popolo” del 2000 intitolato Il revisionismo storico “diffuso” dal saggio di Luciano Canfora.

In esso vi è – fra gli altri – il saggio di Sergio Dalmasso intitolato: Giugno-luglio 1960: NO a Tambroni e ai fascisti! catalogato nella sezione Archivio, Scritti storici e Articoli e saggi di questo sito.

Gli autori del numero 644, luglio 2000, del Calendario del popolo sono stati: Sergio Dalmasso, Franco Pedone, Luigi Urettini, Paolo Marzorati, Alberto Burba, Michael Löwy, Luciano Canfora, Gianni Giadresco, Fulvio Grimaldi, Irea Gualandi, Umberto Terracini.

Copertina calendario del popolo n. 644, Giugno-luglio 1960: No a Tambroni e ai fascisti!

CALENDARIO DEL POPOLO n. 644, 07/2000: Il revisionismo storico “diffuso.

Franco Della Peruta (direttore), Nicola Teti (direttore responsabile).

A tal proposito si ripropone il saggio di Sergio Dalmasso  in esso pubblicato:

Stralcio del saggio: Il governo Tambroni

Il 21 marzo ‘60, il DC Fernando Tambroni riceve l’incarico di formare il governo che nasce, il 25 marzo, senza una maggioranza precostituita.

Alla Camera, il monocolore DC di Tambroni ottiene la fiducia per soli tre voti.

Determinanti i 24 parlamentari del MSI.

Dieci ministri annunciano le dimissioni, anche se solamente tre (Pastore, Bo e Sullo, della sinistra del partito) le confermano.

Per una settimana si tenta di ripercorrere la strada di una cauta apertura a sinistra, ma il tentativo di Fanfani fallisce, anche per il mancato appoggio della Presidenza della Repubblica e la non velata opposizione di settori confindustriali e di parte della gerarchia ecclesiastica.

Il 16 aprile, il cardinal Siri, di Genova, ha minacciato; in un incontro con l’on. Lucifredi, la possibile nascita di un secondo partito cattolico, appoggiato ai Comitati civici, se la DC aprirà ai socialisti.

A questo punto, il presidente Gronchi riesuma il governo Tambroni e lo invia al Senato, dove ottiene la fiducia, ancora con l’appoggio del MSI e con dichiarazioni non lontane dall’antiparlamentarismo della destra.

Forte il timore di involuzione democratica, di verticalizzazione del potere, in una realtà europea segnata dall’ascesa, in Francia, di De Gaulle.

Pur presentatosi come ministero della organizzazione amministrativa e degli affari costituzionali, il nuovo esecutivo tenta di caratterizzarsi come “governo forte”, con un organico rapporto, da “governo di palazzo”, con il presidente Gronchi e con appoggi dalla destra economica.

Il 21 maggio, a Bologna, viene disperso un comizio del PCI, tenuto da Giancarlo Pajetta.

Tambroni, pur provenendo ufficialmente dalla sinistra DC, ondeggia fra anticomunismo, integralismo cristiano, atteggiamenti populistici. L’equilibrio fra le due ali estreme dello schieramento politico si trasforma nell’offrire legittimazione democratica al MSI.

Genova, il 30 giugno

Per il 2, 3 e 4 luglio, il MSI convoca il suo congresso nazionale.

Per la prima volta, anziché una cittadina di provincia, non toccata particolarmente dal movimento resistenziale, è scelta Genova, la città che si è liberata da sola, addirittura il 24 aprile 1945.

Anche il luogo fa pensare ad una provocazione, ad un oltraggio: il teatro Margherita, in via XX settembre, è a pochi metri dal sacrario dei partigiani caduti.

CONTINUA…

Download “Giugno-luglio 1960: No a Tambroni e ai fascisti! (di S. Dalmasso)”

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Lelio Basso: un maestro scomodo

Calendario del popolo n. 602, La ricerca teorica di Lelio Basso

La ricerca teorica di Lelio Basso – mentre si scrive è presente in Ebay il numero 602 dell’ottobre 1996 de “Il Calendario del popolo” intitolato Walter Fillak Il ragazzo partigiano impiccato due volte, saggio di Monica De Marinis.

In esso vi è – fra gli altri – il saggio di Sergio Dalmasso intitolato: La ricerca teorica di Lelio Basso catalogato nella sezione: Archivio, Scritti storici e Articoli e saggi di questo sito con il titolo Lelio Basso: un maestro scomodo.

Gli autori del numero 602 del Calendario del popolo sono stati: Sergio Dalmasso, Lelio La Porta, Aldo Bernardello, Franco Della Peruta, Fabio L. Grassi, Monica De Marinis,  Maria Canella, Sergio Giangirolami, Alessandro Roveri, Danilo L. Massagrande e Tiziano Tussi.

Copertina Il calendario del popolo numero 602, La ricerca teorica di Lelio Basso

CALENDARIO DEL POPOLO numero 602 ottobre 1996 – WALTER FILLAK – LELIO BASSO – MASSONERIA.
Franco Della Peruta (direttore), Nicola Teti (direttore responsabile).

A tal proposito si ripropone il saggio di Sergio Dalmasso in esso pubblicato: Lelio Basso: un maestro scomodo:

Download “Lelio Basso: un maestro scomodo (di S. Dalmasso)”

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Gratis il I capitolo del libro: Lelio Basso. La ragione militante. vita e opere di un socialista eretico.

Download “Primo capitolo del libro Lelio Basso”

Capitolo1-Lelio-Basso-La-ragione-militante.pdf – Scaricato 21360 volte – 308,09 KB

Esame universitario di Lelio Basso con il prof. Piero Martinetti.

Nel numero 15, luglio 2023, della rivista bimestrale Su la testa diretta da Paolo Ferrero,

Franco FERRARI, Indagine su Picelli. Fatti, documenti, testimonianze, Youcantprint, Lecce, 2023;

Giovanna Capelli, Passare con il semaforo rosso, quasi un romanzo. 1968-1976 Il Centro Mao di San Giuliano. Comuniste e comunisti alla ricerca del partito, Mimesis, Milano, 2022.

Indagine su Picelli. Fatti, documenti, testimonianze

Indagine su Picelli, Guido Picelli è l’eroe delle barricate di Oltretorrente, a Parma, dove nell’agosto del 1922, le squadre fasciste, capitanate da Italo Balbo, subiscono una delle poche sconfitte sul campo.

Amazon, libro di Franco Ferrari, Indagine su PicelliNato nel 1899, orologiaio, attore, interventista, partecipa alla guerra mondiale nella Croce Rossa.
È allievo dell’Accademia militare.

Nel 1921 è eletto parlamentare per il PSI. Nel 1922 passa al PCd’I, con la corrente dei Terzinternazionalisti.

Nell’agosto 1922, è l’anima delle barricate parmensi, nella convinzione che l’unità (socialisti, comunisti, anarchici…) negli Arditi del popolo sia l’unico strumento per opporsi alla marea fascista.

Rieletto parlamentare nel 1924, per il PCd’I: l’esposizione, il 1 maggio, della bandiera rossa dalle finestre della Camera.

Più volte condannato, sfugge all’arresto, in quanto eletto alla Camera, ma nel 1926 è condannato a cinque anni di confino a Lipari.

Da Lipari fugge nel 1932 ed è esule, con la moglie Paolina, in Francia, in Belgio, in URSS.

Lavora come operaio in fabbrica, isolato nel clima drammatico di sospetto proprio dell’URSS dell’epoca.

Nel 1936 ottiene la possibilità di andare a combattere in Spagna.

Nel passaggio a Parigi, incontra un esponente del POUM spagnolo che gli offre di partecipare all’organizzazione delle milizie della formazione di sinistra eterodossa.

Sceglie, invece, le brigate Garibaldi, legate al partito.

Continua …

Amazon, Libro di Giovanna Capelli, Passare con il semaforo rosso

Sergio Dalmasso

Download “Franco Ferrari, Indagine su Picelli, fatti, documentazioni, testimonianze”

n15-su-la-testa-luglio2023-Ferrari-Giovanna-Capelli-Passare-con-il-semaforo-rosso.pdf – Scaricato 12442 volte – 315,53 KB

In “Il presente e la storia ”, n. 98, 2020, Mariamargherita SCOTTI, Vita di Giovanni Pirelli. Tra cultura e impegno militante, Roma, Donzelli ed., 2018, pp. 291.

Sergio Dalmasso

Vita di Giovanni Pirelli

Mariamargherita Scotti archivista e ricercatrice in Storia contemporanea è autrice di Da sinistra. Intellettuali, Partito socialista italiano e organizzazione della cultura, 1953-1960 (Roma, Ediesse, 2011), originale studio sulla politica culturale socialista negli anni ‘50, nel difficile tentativo di evitare l’appiattimento sul PCI.

Download “Scheda, Mariamargherita SCOTTI, Da sinistra. Intellettuali, PSI e organizzazione della cultura (1953/1960)”

n.-81-2012-Da-sinistra.-Intellettuali-Partito-socialista-italiano-e-organizzazione-della-cultura.pdf – Scaricato 14537 volte – 857,94 KB

Vita di Giovanni Pirelli, copertina libro di Mariamagherita ScottiNe emergono le grandi figure di Gianni Bosio e di Raniero Panzieri.

Negli ultimi anni, si è occupata con grande attenzione di Giovanni Pirelli, singolare figura di intellettuale (romanziere, storico) e di militante politico, figlio di Alberto Pirelli, e quindi “erede” di una delle più grandi famiglie della borghesia italiana.

Pirelli è stato oggetto di studio da parte di Diane Weill Ménard, Vita e tempi di Giovanni Pirelli (Milano, Linea d’ombra, 1994), del grande Cesare Bermani, Giovanni Pirelli, un autentico rivoluzionario (Pistoia, CDP, 2011), oltre che dalla stessa Scotti, Giovanni Pirelli, intellettuale del ‘900 (Milano, Mimesis, 2016).

Pirelli nasce a Milano nel 1918. È destinato, primogenito, a succedere al padre nella direzione dell’industria: Sono cresciuto all’ombra di una grande fabbrica, nel fischio delle sue sirene, al suo odore: l’odore della gomma quando viene vulcanizzata. Mi si diceva: “Un giorno ne diventerai capo, se ne sarai degno”.

Giovanni Pirelli durante la guerra

In guerra è sul fronte francese (1940), quindi nei Balcani, inizialmente convinto delle ragioni della guerra fascista e della persecuzione contro i partigiani e la popolazione slava.

Nel 1942 è in Germania, nella commissione per la tutela degli italiani che vi lavorano, quindi nell’ARMIR, nella campagna di Russia: La mia scala? L’ho bruciata.

È successo in Russia, se ben ricordo; c’era la ritirata, faceva freddo. Se ben ricordo, non ho più avuto scale di valori.

Rientrato in Italia, evita l’arruolamento nelle milizie della Repubblica sociale per l’importanza strategica della Pirelli, ma, nel febbraio 1945, raggiunge i partigiani della val Chiavenna, commissario politico G.L. (Giustizia e Libertà) Continua…

Download “Mariamargherita SCOTTI, Vita di Giovanni Pirelli”

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Per la figura di Raniero Panzieri si legga il libro a cura di Paolo Ferrero:

Download “PAOLO FERRERO Panzieri, l'iniziatore dell'altra sinistra”

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Primo capitolo libro Rifondazione Comunista

Si rende disponibile – in data 26 gennaio 2024 – gratis il “Capitolo 1 Rifondazione Comunista” del libro sulla storia di Rifondazione Comunista dal 2001 al 2011 di Sergio Dalmasso.

Download “Capitolo 1 storia di Rifondazione Comunista”

Storia-di-Rifondazone-Comunista-Capitolo-1.pdf – Scaricato 19179 volte – 402,02 KB

Brevissimo stralcio del video sulla presentazione dell’11 aprile 2022 del libro sulla storia di Rifondazione Comunista. Dal movimento dei movimenti alla chiusura di «Liberazione»,
storia di un partito nella crisi della sinistra italiana, di Sergio Dalmasso (Red Star Press, 2021).
Presentazione organizzata dalla rivista Su la testa.
Con l’autore Dalmasso, Daniela Chironi (ricercatrice della Scuola Normale di Pisa) e Paolo Ferrero (direttore della rivista Su la testa: https://www.sulatesta.net/)
Il video completo è reperibile al seguente indirizzo:
https://www.youtube.com/watch?v=KzbNz9niEYo

 

Capitolo 1 Rifondazione Comunista copertina

Parte dell’introduzione

Nel lontano 2002 ho pubblicato Rifondare è difficile. Rifondazione comunista dallo scioglimento del pci al “movimento dei movimenti” (Centro documentazione di Pistoia, Pistoia, 2002).

Download “Quaderno CIPEC Numero 31 (Libro sul primo decennio di Rifondazione di S. Dalmasso)”

Quaderno-CIPEC-Numero-31.pdf – Scaricato 15674 volte – 1,03 MB

Il testo, poi ristampato integralmente nel n. 31 dei «Quaderni del cipec» di Cuneo, tentava di offrire una lettura il più possibile oggettiva, di non “fare il tifo” per questa o quest’altra posizione, ma di raccontare la nascita del partito, iniziando dagli scontri interni al pci nei suoi ultimi anni, la sua strutturazione, le divergenze indotte e dalle tante matrici che lo avevano costituito e – soprattutto – dalla legge elettorale maggioritaria che spinge inevitabilmente ad alleanze, anche spurie.

Giudizio sull’URSS

Non mancano differenze di riferimenti teorico-culturali, dalla storia del movimento di classe (il giudizio sull’URSS), alla concezione del partito e i suoi rapporti con i movimenti sociali, dalle relazioni con le altre formazioni di sinistra e progressiste (alla base, nel 1993, della defenestrazione di Garavini) alla percezione delle “emergenze” (questione di genere, ecologia, radicalismo cristiano, rapporto nord/sud del mondo…).

Da subito è stato presente – e in alcuni casi lacerante – il nodo continuità/rottura, tradizione/ innovazione, esistente nella stessa endiadi del nome Rifondazione comunista, in cui spesso le singole componenti hanno messo l’accento soprattutto su uno dei due termini.

Egemonia di Rifondazione nel movimento dei movimenti a Genova

Questo secondo testo intende coprire il decennio, dal 2001 al 2011, dalla oggettiva egemonia manifestata a Genova, alla crescita/trasformazione registrata negli anni successivi.

Sull’onda del “movimento dei movimenti”, alla svolta verso un nuovo accordo con il centro-sinistra, agli anni (2006-2008) di collaborazione governativa, sino alla scomparsa della presenza istituzionale (Camera, Senato, Parlamento, europeo), dai media e la simbolica chiusura di «Liberazione».

Inizia, per dare continuità, dalle ultime pagine del primo libro, seguendo il dibattito sul rapporto fra partito e movimento, su Genova 2001, guerra, quinto congresso del partito, quello in cui emergono tematiche altermondialiste. Si chiude con una nuova egemonia, sociale e politica, della destra e con la frantumazione e l’uscita dal radar politico di quanto resta a sinistra.

Sergio Dalmasso

Valdo Magnani. Una eresia comunista

Saggio di Sergio Dalmasso pubblicato nella rivista mensile:Mondoperaio”, n.9, settembre 2018.

Valdo Magnani, una eresia comunista in mondoperaio settembre 2028

Stralcio del saggio su Magnani

Già dagli anni ‘30 i rapporti di forza nel Partito comunista illegale vedono uno spostamento del baricentro dal triangolo industriale all’Emilia, che diviene la regione con il maggior numero di iscritti e con la più significativa presenza organizzata.

Teresa Noce, in un rapporto sulla realtà emiliana e reggiana, sottolinea la presenza organizzata, ma non tace il problema dato dal passaggio al partito di tanti ex socialisti formati al riformismo prampoliniano.

Residui del riformismo della Seconda Internazionale debbono essere superati nella formazione e nella azione.

La resistenza

La resistenza vede l’esistenza di gruppi gappisti che operano in pianura e una successiva presenza di brigate in montagna. Ovvie le differenze, che permarranno poi nel partito, tra le forme di relativa democrazia proprie della guerra partigiana e la realtà del gappismo.

Il gruppo dirigente è quindi composto da compagni della clandestinità, delle carceri, da altri arrivati al partito durante la lotta di liberazione, da altri ancora aderenti solo nel 1945, con le ovvie differenze di esperienza, di formazione, di prassi politica.

Segretario è Arrigo Nizzoli, operaio delle Reggiane, militante integerrimo, ma rigido e legato alle regole della clandestinità.

Alla liberazione il Pci ha 6.200 iscritti che diventano 44.000 nell’autunno. Si racconta di code nelle sezioni e nelle fabbriche per il tesseramento. Nascono il Psi, l’Udi, l’Anpi, il Fronte della gioventù.

Esce La Verità, settimanale della federazione provinciale. E’ molto teso il clima per il rinvio dei processi ai fascisti, per la mancata epurazione, per le accuse al movimento partigiano, per l’amnistia.

Continua …

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Saggio catalogato nella sottosezione degli Scritti storici: Articoli e Saggi

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Approfondimento

Se vuoi approfondire sulla figura di Valdo Magnani non perderti la lettura del Quaderno 55 intitolato: Valdo Magnani e l’unione dei socialisti indipendenti (USI):

Valdo Magnani e l'Unione dei Socialisti Indipendenti, USI

 

Download “Quaderno CIPEC N. 55 (Valdo Magnani e l’unione dei socialisti indipendenti)”

Quaderno-CIPEC-N.-55.pdf – Scaricato 11231 volte – 1,57 MB

Archivio su Ernesto Che Guevara

L’associazione nazionale Amicizia Italia Cuba presenta questo archivio dei discorsi, video, fotografie riguardanti Ernesto Che Guevara.

Associzione nazionale Amicizia Italia Cuba, Ernesto Che Guevara56 anni fa veniva assassinato Ernesto ‘Che’ Guevara, l’uomo che rappresenta per eccellenza l’idea della Rivoluzione.

Sperando di farvi cosa gradita pubblichiamo qui di seguito (in lingua originale) Citazioni, Discorsi, Video, Fotografie e Musica estratte dal sito web del CEME (archivio storico, sociale, politico e culturale del Cile).

Video YouTube con Franco Zunino e Sergio Dalmasso che discutono su Ernesto Guevara, il Che:

Nathalie Cardone – Hasta siempre (Official Video HD) – YouTube:


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Amicizia Italia Cuba, Citazioni e discorsi di Ernesto Guevara

1952 Notas de Viaje. Ernesto Guevara
1955 Sobre el peronismo. Ernesto Guevara
1958 Entrevista de Jorge Masetti con el Che en Sierra Maestra
Che Guevara. Obras escogidas. Libro. 1.7 MB

Anno 1959

1959 Lo que aprendimos y lo que enseñamos
1959 Proyecciones sociales del Ejercito Rebelde
1959 Discurso en ‘El Pedrero’
1959 Guerra y población campesina. Ernesto Guevara
1959 Palabras en la despedida de los compañeros Juan Abrahantes y Jorge Villa
1959 América desde el balcón afroasiático
1959 Reforma universitaria y revolución
1959 Discurso en la concentración ante el Palacio Presidencial
1959 Discurso al recibir el doctorado honoris causa de la Universidad Central de las Villas
1959-1964 Cuatro artículos sobre guerrilla y guerra de guerrillas
1959 ‘Que es un guerillero’
1959 Una historia de la Revolución Cubana

Anno 1960

1960 Discurso en la entrega del Centro Escolar ‘Oscar Lucero’
1960 Discurso en la conmemoracióndel natalicio de José Martí
1960 Discurso en el Banco Nacional
1960 Discurso a los trabajadores de la industria textil
1960 El papel de la Universidad en el desarrollo económico de Cuba
1960 Soberanía política e independencia Económica
1960 Discurso en Santiago de Cuba
1960 Discurso en la inauguración de la exposición industrial en Ferrocarril
1960 Consejos al combatiente. Ocho artículos
1960 Las ametralladoras en el combate defensivo
1960 Discurso al Primer Congreso Latinoamericano de Juventudes
1960 La ‘Corte de los Milagros’ y otros motes de la OEA
1960 El médico revolucionario. Ernesto Guevara
1960 Notas para el estudio de la ideología de la Revolución cubana.

Anno 1961

1961 Sobre la firma de acuerdos con los países socialistas. Ernesto Guevara. 6 enero 1961
1961 Despedida de duelo a Osvaldo Sánchez y otros compañeros del MINFAR
1961 Discurso a las milicias en Cabañas, Pinar del Río
1961 Discurso en la Convención Nacional de los Consejos Técnicos Asesores
1961 Palabras a obreros destacados
1961 Discurso en el Encuentro Nacional Azucarero
1961 Cuba ‘Excepción histórica o vanguardia en la lucha contra el colonialismo
1961 Discurso a las milicias en Pinar del Río
1961 Economía y Planificación.
1961 Contra el burocratismo
1961 Discurso en el acto conmemorativo de la muerte de Antonio Guiteras
1961 Discurso en el acto de homenaje al general Líster
1961 Conferencia en el curso de adiestramiento del Ministerio de Industrias
1961 Discusión colectiva, decisión y responsabilidad únicas
1961 Discurso en la reunión del Consejo Interamericano Económico y Social, Uruguay
1961 Segundo discurso ante la CIES. Ernesto Guevara
1961 Discurso del Che en la Universidad República de Montevideo
1961 Discurso en la Primera Reunión Nacional de Producción
1961 Charla a trabajadores del Ministerio de Industrias
1961 Discurso en la inauguración de la planta de sulfometales ‘Patricio Lumumba’
1961 Discurso en la Conmemoración del 27 de noviembre de 1871
1961 La Guerra de Guerrillas
1961 Moral y disciplina de los combatientes revolucionarios. Ernesto Guevara

Anno 1962

1962 Conferencia a los estudiantes de la Facultad de Tecnología
1962 Mensaje a los argentinos
1962 El cuadro, columna vertebral de la revolución
1962 ‘Que debe ser un joven comunista’
1962 Discurso en acto de homenaje a Antonio Maceo
1962 La Batalla de Santa Clara. Relato del comandante Ernesto Che Guevara
1962 Pasajes de la guerra revolucionaria

Anno 1963

1963 Discurso de la plenaria azucarera en Camagüey
1963 Discurso en la asamblea general de trabajadores de la Textilería Ariguanabo
1963 Discurso en Minas del Frío
1963 En la clausura del Encuentro internacional de estudiantes de arquitectura
1963 Guerra de guerrillas, un método
1963 El partido marxista-leninista
1963 Guerra de guerrillas. El papel de la mujer. Ernesto Guevara

Anno 1964

1964 Palabras en la entrega de certificados de trabajo comunista
1964 Sobre las tareas fundamentales de la industria y trabajos de dirección. Ernesto Guevara
1964 Sobre el sistema presupuestario de financiamiento
1964 Conferencia Mundial de Comercio y Desarrollo.
1964 La Banca, el crédito y el socialismo
1964 Discurso en la inauguración de la Planta Mecánica de Las Villas.
1964 La Juventud y la revolución
1964 Discurso en la inauguración de la Planta Beneficiadora de Caolín
1964 Discurso en la inauguración de la Fábrica de Bujías de Sagua la Grande
1964 La planificación socialista, su significado
1964 Discurso en la inauguración de la Fábrica de Alambre de Puas en Nuevitas
1964 Discurso en la inauguración de la Fábrica de Bicicletas de Caibarién
1964 Discurso en la entrega de certificados de trabajo comunista en el Ministerio de Industrias
1964 Discurso en la Asamblea de Emulación del Ministerio de Industrias
1964 Discurso en homenaje al Comandante Camilo Cienfuegos
1964 Discurso en la Asamblea General de las Naciones Unidas
1964 Intervención en la Asamblea General de las Naciones Unidas, II replica
1964 Conferencia en el programa televisado ‘Face the Nation’
1964 Cuba, su economía, su comercio exterior, su significado en el mundo actual

Anno 1965

1965 Discurso de Argel
1965 El socialismo y el hombre en Cuba
1965 El Che y su carta sobre los estudios de filosofía
1965 Del libro Pasajes de la lucha revolucionaria Congo. Fragmentos
1965 Carta de despedida del Che Guevara a Fidel Castro
1965 Cuatro Cartas de despedida a su familia
1965 La piedra. Relato inédito del Che Guevara

Anno 1966

1966 Carta de despedida a Fidel Castro
1966 Notas Inéditas del Che al Manual de Eco Política de la Academia de Ciencias URSS

Anno 1967

1967 Mensaje a los pueblos del mundo a través de la Tricontinental
1967 Diario en Bolivia
1967 Cinco Comunicados redactados por el Che en la selva boliviana.

Amicizia Italia Cuba, Video

Festejos del triunfo Rebelde en Cuba en 1951
Hasta Siempre Comandante Che Guevara – Carlos Puebla
Che en la Sierra Maestra
Discurso de Ernesto Guevara en la ONU
Discurso de Ernesto Guevara en Santiago de Cuba
Palabras del Che sobre Playa Giron
El Che trabajando cuando era Ministro de Industria
Discurso de Ernesto Guevara a los trabajadores y voluntarios
Breve compilado de imágenes con música de fondo
Fidel Castro lee la carta de despedida del Che
Fidel habla del Che
Momento en que encontraron los restos del Che en Bolivia.
Ceremonia En Santa Clara cuando llega el ataud con los restos del Che

Amicizia Italia Cuba, Fotografie

Homenaje Fotografico de Ernesto Guevara desde su niñez hasta su muerte en Bolivia 23,6MB
Colección de Afiches en Homenaje a Ernesto Guevara 1 16,6MB
Coleccion de Afiches en Homenaje a Ernesto Guevara 2 10,4MB

Amicizia Italia Cuba, Musica

Alma Morena.- Miguel Angel Filipini
América te hablo de Ernesto – Silvio Rodriguez
Andes lo que Andes – Amaury Perez
Ay, Che Camino – Matio
Ayer y Hoy Enamorados – Santiago Felíu
Cancion al Guerrillero Heroico – Elena Burke
Cancion al Hombre Nuevo – Nereyda Naranjo
Cancion Cubana – Ernesto Lecuona
Cancion del elegido – Silvio Rodriguez
Cancion del Hombre Nuevo – Daniel Viglietti
Cancion funebre por Che Guevara
Carta al Che – Inti Illimani
Che Comandante – Cacique Paraguayo
Che Esperanza – Egon y Los Arachanes
Che Guevara
Comandante Che Guevara – Grupo Tabacalero
Diciembre 3 y 4
El aparecido. – Victor Jara
El Hombre Nuevo – Daniel Viglietti
Elegia al Che Guevara – Inti Illimani
Fusil contra Fusil
Guitarra en duelo mayor – Angel Parra
Hasta Siempre – Carlos Puebla

NOTA: Il sito web del CEME è un archivio storico, sociale, politico e culturale del Cile. Non persegue alcuno scopo di lucro. La versione elettronica dei documenti è fornita solo a scopo informativo e preferibilmente educativo e culturale.

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Fonte: archivochile.com/

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Quaderno cipec numero 58 amicizia italia cuba ernesto che guevara

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