Sergio Dalmasso

Sergio Dalmasso

SERGIO

DALMASSO

2025

Storico del movimento operaio

Recensione Biografia Vittorio Bellavite

Vittorio Bellavite “La mia storia culturale, professionale e politica raccontata alla mia famiglia – a cura di Sara Bellavite e Giuseppe Deiana”, Noi Siamo Chiesa, 2025.

La recensione della biografia di Vittorio Bellavite, come anticipato la scorsa settimana1, dà conto dell’interesse per la storia di Democrazia Proletaria (1978-1991).

Vittorio Bellavite (1938-2023) racconta la propria vita, in poche e semplici pagine, pubblicate dalla figlia Sara e da Giuseppe Deiana2, base per un libro più ampio che dovrebbe raccogliere numerose testimonianze sulle varie fasi del suo impegno e comparire tra un anno.

Vittorio Bellavite dalle ACLI A DP

V i t t o r i o Bellavite

Vittorio racconta il proprio percorso scolastico sino al liceo, dai gesuiti, l’università frequentata poco diligentemente, negli anni della Chiesa pacelliana (rigidità dottrinale, tomismo, scarsa ricerca critica) che produce un insegnamento rigido ed autoritario.

Diventa segretario dell’Intesa, l’associazione cattolica degli universitari, quindi degli studenti della Cattolica, anche in contrasto con il Senato accademico.

Arrivano i primi lavori. La famiglia qui appena accennata, ma il cui ruolo (si vedano le fotografie) è fondamentale nella sua vita.

Inizia l’impegno nelle ACLI,

associazione atipica con la quale la Chiesa cattolica ha una presenza nel mondo del lavoro, non legata direttamente al sindacato. Sono gli anni in cui molti schemi saltano.

È enorme l’influsso del Concilio Vaticano II, ci si interroga sul collateralismo con la DC, le ACLI iniziano ad affermare la propria autonomia, nascono ovunque gruppi spontanei, si vive lo scandalo della povertà nel mondo.

Bellavite è funzionario, per due anni a Roma, dirige, per lungo tempo, l’Ufficio studi provinciale, sino alla nascita dell’ACPOL prima e- quindi- del MPL, fondato da Livio Labor,

nella speranza di costituire una alternativa alla DC nel mondo cattolico che non ne accetta più il conservatorismo.

Alle elezioni politiche del 1972, la delusione è enorme. 119.000 voti, all’interno di una dispersione di circa un milione (PSIUP, manifesto, Servire il popolo).

Una parte del MPL decide di proseguire il cammino senza aderire a PSI o PCI.

Si incontra con la sinistra (Foa, Miniati…) del PSIUP, anch’esso sciolto dopo la mazzata elettorale. Nasce il PdUP.

Le vicende politiche (il referendum sul divorzio, la fusione del PdUP con il manifesto) si intrecciano con l’inizio dell’insegnamento che lo accompagnerà sino alla pensione.

I vorticosi anni ’70 lo vedono dirigente, tra la dimensione locale e quella nazionale (la specificità di credente e i temi a questa connessi).

Nel 1973 è tra i fondatori di “Cristiani per il socialismo”. È nel PdUP per il comunismo e quindi, dopo scissioni e ricomposizioni, in Democrazia Proletaria, quando altre formazioni si dissolvono.

In DP è incaricato di seguire la “questione cattolica”,

attento alla laicità dello Stato, ai rapporti con i gruppi di base, alla critica all’insegnamento della religione cattolica nella scuola. Il massimo impegno, con scarsa attenzione del partito, è rivolto alla critica al nuovo Concordato, craxiano, nel febbraio 1984 e alla successiva legge che prevede l’otto per mille.

Convegni, dibattiti, viaggi in tutta Italia.

Il libro non dice (modestia?) che nel 1980 è il secondo, per preferenze, alle elezioni regionali in Lombardia, ma che Molinari, eletto al parlamento europeo (giugno 1984) non si dimette dal consiglio regionale, cosa che avrebbe permesso un anno di mandato. Peccato.

Nel 1991 DP decide di entrare nel processo costituente di Rifondazione. Bellavite è contrario, con altri. Rifondazione non rispecchia la pluralità di posizioni e le specificità che DP ha tentato di rappresentare. Così è per la formazione di Punto rosso, vicino alla scelta del PRC.

È necessario, invece, continuare interlocuzioni più ampie, attenzioni a più correnti e sollecitazioni culturali. Continua, per anni, il lavoro con il CIPEC che deve esprimere, dialogando, le posizioni di tutt*, entrat* o meno in Rifondazione, rifiutando l’“ortodossia”.

Inizia una stagione “senza partito”,

di impegno sociale, in cui prevale la tensione ecclesiale: Radio popolare, Assopace, formazione, immigrazione, seminari, i tanti viaggi nel mondo, Africa, Asia, Palestina, America Latina.

Nel 1996, nasce “Noi siamo Chiesa” di cui diventa coordinatore nazionale nel 2004, in un costante impegno di dialogo (“Beati i costruttori di pace”, “Pax Christi”) di lotta contro le guerre (Iraq, Kosovo), contro i rischi di regressione presenti nella Chiesa.

La vicinanza alle scelte di papa Francesco si sposa alle coraggiose posizioni sul caso Englaro, contro il sistema enfatico delle santificazioni, contro la presenza del crocifisso negli spazi pubblici, alla richiesta di una legge sulla libertà religiosa.

Una vita rigorosa e coerente, “in basso a sinistra”, nella proposta di un cristianesimo dei poveri, del pacifismo,della nonviolenza, dell’ambientalismo.

Mi fa piacere, partendo da matrici diverse, aver condiviso con lui parte consistente della mia modesta attività politica ed averlo avuto amico (ne accennerò in altra sede).

Sergio Dalmasso

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Comandante Che Guevara  alla Poderosa Torino

Il nuovo libro di Sergio Dalmasso “Comandante Che Guevara. La vita le battaglie e il pensiero politico di un rivoluzionario” sarà presentato giovedì 20 novembre 2025 alle ore 21:00 a LA PODEROSA di Torino in via Salerno n. 15a, 10152.

Con l’autore dialogherà Rocco Sproviero di Associazione Italia Cuba.

Comandante Che Guevara alla Poderosa di Torino

Locandina evento presentazione libro CHE GUEVARA di Sergio Dalmasso

Prima della presentazione vi sarà, alle ore 19.30, l’ apericena, con prenotazioni tramite Wathsapp.

Libro Che Guevara su Amazon:

  • Editore ‏ : ‎ Red Star Press
  • Data di pubblicazione ‏ : ‎ 29 ottobre 2025
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Lunghezza stampa ‏ : ‎ 320 pagine
  • ISBN-10 ‏ : ‎ 8867184571
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8867184576
  • Peso articolo ‏ : ‎ 380 g
  • Dimensioni ‏ : ‎ 12.2 x 2.6 x 19.6 cm

 

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Quaderno CIPEC Numero 76

Secondo semestre 2026

Download “Quaderno CIPEC N. 76 secondo semestre 2026 (a cura di Sergio Dalmasso)” Quaderno-CIPEC-Numero-76.pdf – Scaricato 1795 volte – 4,50 MB

Indice del Quaderno CIPEC N. 76

Introduzione pag. 5

La Comune di Parigi (18 marzo-28 maggio 1871). Tra “assalto al cielo” e dura e terrena realtà del potere e delle armi dei dominanti di Giorgio Riolo, pag. 7

Balzac e il nostro tempo di Giorgio Riolo, pag. 11

Honoré de Balzac pag. 11

Illusioni perdute e Splendori e miserie delle cortigiane pag. 13

Bibliografia minima – Honoré de Balzac pag. 17

Un altro comunismo? Il messaggio di Rosa di Sergio Dalmasso, pag. 18

La “fortuna” pag. 18

La difesa del marxismo. La totalità pag. 22

Lo scontro sull’organizzazione. Lo sciopero di massa pag. 23

L’imperialismo, la guerra pag. 26

Il cammino nel deserto pag. 27

La rivoluzione russa pag. 29

I consigli. La rivoluzione spartachista pag. 30

Due Rose? pag. 31

In sintesi pag. 32

Il “fascismo eterno” (definizione di Umberto Eco) di Francesco Barbommel, pag. 34

La querelle sullo stalinismo di Giacomo Casarino, pag. 36

LUCIO LIBERTINI l’attività a Torino di Sergio Dalmasso, pag. 39

Eugenio Colorni. Biografia di un socialista europeista di Mario Barnabé, pag. 48

Gustavo Gutierrez, la teologia della liberazione e noi. Per un mondo dal volto umano di Giorgio Riolo, pag. 51

Walter Peruzzi: il direttore, il militante di Sergio Dalmasso, pag. 54

Università via Balbi, 1967/1971 di Sergio Dalmasso, pag. 57

COMANDANTE CHE GUEVARA di s.d., pag. 72.

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COMANDANTE CHE GUEVARA. La vita, le battaglie e il pensiero politico di un rivoluzionario

Edizioni Red Star Press, Roma, 2025

Copertina libro di Sergio Dalmasso: Comandante Che Guevara. La vita, le battaglie e il pensiero politico di un rivoluzionario

Comandante CHE GUEVARA. La vita le battaglie e il pensiero politico di un rivoluzionario di Sergio Dalmasso

Sinossi

Se è esistita sulla faccia della Terra una singola vita in grado di incarnare, da sola, il vento di rivoluzione che, spirando sul XX secolo, ha gonfiato come vele il cuore degli oppressi, ebbene, questa vita è quella di Ernesto “Che” Guevara.

Argentino con origini disperse tra l’Irlanda, il Paese Basco e il popolo Guaranì, trovò nel mondo intero la sua Patria, accorrendo ovunque lo portasse il desiderio e la necessità della Rivoluzione.

Da Cuba, dove sarà alla testa della colonna che entrò vittoriosa a L’Avana il 2 gennaio del 1959, al Congo, passando per tutta l’America Latina tiranneggiata e insanguinata dal colonialismo statunitense, Che Guevara continuava a ripetere che «in questa lotta fino alla morte non ci sono frontiere.

Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a quanto accade in ogni parte del mondo. Una vittoria di qualsiasi nazione contro l’imperialismo è una nostra vittoria, come una sconfitta di qualsiasi nazione è una nostra sconfitta».

Idolo per la gioventù ribelle che si apprestava a disselciare le strade di Stati Uniti, Francia e Italia per trasformare il 1968 in un nuovo assalto al cielo e punto di riferimento per gli operai e i contadini che, dall’Africa di Patrice Lumumba all’Asia di Ho Chi Minh,

rivendicavano il diritto di decidere una volta per tutte il loro stesso destino, Ernesto “Che” Guevara sarebbe stato catturato e assassinato in Bolivia, nel corso dell’ennesima impresa al servizio del popolo, il 9 ottobre 1967.

Ma vivere nel cuore – e nelle lotte – di chi resta non è morire.

E, Sergio Dalmasso, nel ripercorrere con passione e rigore le tappe della vita e del pensiero politico di Che Guevara, dimostra come la memoria del Comandante sia ancora oggi più viva che mai.

Rifondazione Comunista

Dal movimento dei movimenti alla chiusura di “Liberazione”,

storia di un partito nella crisi della sinistra italiana.

  RedStar Press, Roma dicembre 2021, Sergio Dalmasso storico movimento operaio.

Copertina libro Rifondazione Comunista di Sergio Dalmasso storico del movimento operaio

Rifondazione Comunista storia II decennio

Sinosssi libro Rifondazione Comunista

Nel 2001, alla vigilia delle giornate di contestazione al G8 di Genova, Rifondazione comunista – anima di quel “movimento dei movimenti” che sfidava gli assetti economici e politici del nuovo ordine liberista – poteva vantare, oltre che un importante consenso elettorale, un radicamento sociale niente affatto trascurabile.

Eppure, appena dieci anni più tardi, nel 2011, con la chiusura del quotidiano «Liberazione» calava un sipario non soltanto simbolico sul partito che aveva raccolto l’importante eredità del movimento operaio italiano.

Nel corso di quel decennio, al centro della storia ricostruita da Dalmasso, si consuma un cambio di rotta che, dall’attenzione per l’altermondialismo, traghetta Rifondazione su posizioni interne e/o subalterne a un centro-sinistra privo di qualunque velleità riformatrice. Simili scelte, con un secondo governo Prodi che segna il passo su temi fondamentali come quelli del lavoro, della migrazione o della scuola, accompagneranno Rifondazione ai disastrosi risultati delle elezioni del 2008, prologo all’arduo «cammino nel deserto» che si poneva l’obbiettivo di dare corpo a una sinistra realmente autonoma rispetto al quadro bipolare.

Da allora, l’esistenza di chi continua a lottare «dal basso a sinistra» non ha fatto altro che diventare più dura: una vicenda, ricostruita in questo libro, che parla della crisi della forma-partito ma, più in generale, della proposta politica di una sinistra italiana sempre meno rappresentativa, proprio nel momento in cui legare la grande tradizione del movimento di classe all’emergenza ecologica, alle questioni di genere, alla nuova e dilagante povertà, diventa non solo urgente, ma decisivo.

Scritti introduttivi di Roberto Musacchio e Giovanni Russo Spena.

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Home Sergio Dalmasso, Lucio Libertini, Lelio Basso, Rosa Luxemburg e quaderni CIPEC.

Quaderni del CIPEC e alcuni libri di Sergio Dalmasso

Una donna chiamata rivoluzione

Vita e opere di Rosa Luxemburg

Sergio Dalmasso storico movimento operaio, Malgrado le sue opere siano tra i classici fondamentali del marxismo e la sua vita un esempio di coerenza e coraggio impossibile da mettere in discussione, i libri di Rosa Luxemburg restano misconosciuti e la sua eredità a dir poco problematica. Ma chi era Rosa Luxemburg?

Quali furono i luoghi in cui avvenne la sua formazione giovanile, quali le temperie culturali che agitarono il suo tempo, chi i suoi inseparabili compagni di strada e chi, al contrario, i suoi principali avversari politici?

In modo agile e documentato, Sergio Dalmasso ricostruisce con la mente e con il cuore la storia di Rosa Luxemburg, la sua inesauribile battaglia contro il riformismo e la sua inesorabile opposizione al processo di burocratizzazione a cui nessuno struttura può dirsi immune.

Allo stesso modo, nelle pagine del libro, scorre l’epopea della Lega di Spartaco e concorrono al racconto personaggi fondamentali, da Karl Liebknect a Leo Jogiches, da Clara Zetkin a Franz Mehring. Insieme a loro, ecco il dissenso da Lenin sulla questione del partito e dell’organizzazione, la lotta contro la guerra e l’opposizione al cedimento della socialdemocrazia tedesca ed europea, gli anni del carcere, la tragica sconfitta del tentativo rivoluzionario e, infine, l’assassinio del gennaio 1919: una perdita di portata epocale per tutta la storia futura del movimento operaio.

Rosa Luxemburg. Una donna chiamata rivoluzione.

Rosa Luxemburg libro in Home Sergio Dalmasso

Serata dei saluti di Sergio agli amici e compagni di Boves

Intervento di Sergio Dalmasso
Ringrazio Elide e Giorgio per i brani letti. Ringrazio chi è presente questa sera, come chi ha partecipato ai due saluti a Cuneo …

Sarebbe stato più giusto un saluto a fine giugno, quando ho “levato le tende e bruciato le navi”, …

Avrei potuto scegliere una sala a Cuneo, ma mi è sembrato giusto che il “saluto finale” avvenisse qui in Boves, perché qui sono nato – tanti anni fa – e vissuto una vita intera, qui ho fondato il Circolo Barale, dal nome di due partigiani, padre e figlio, morti nella battaglia di Boves (31 dicembre 1943/ 3 gennaio 1944), qui abbiamo avuto per anni una sede e per anni abbiamo distribuito puntualmente un giornalino ciclostilato, qui ho avuto il primo incarico amministrativo.

Boves, sala Borelli, 27 settembre 2013

Sergio Dalmasso saluta tutti gli amici e compagni bovesani per via del suo trasferimento a Genova.

Resoconto completo della relazione è presente nel quaderno CIPEC Numero 52

Download “Quaderno CIPEC numero 52 (Contiene i saluti ai bovesani di Sergio Dalmasso)” Quaderno-CIPEC-Numero-52.pdf – Scaricato 49147 volte – 5,02 MB

Un saluto, un addio. Non ci perdiamo di vista