Categoria del blog Sergio Dalmasso con articoli attinenti alla Filosofia. In via principale con scritti del filosofo Franco Di Giorgi.

Foto del filosofo Franco Di Giorgi durante un convegno a Ivrea

Filosofia e impegno politico: ANDRÉ TOSEL

In “Il Lavoratore” di Trieste, Anno XXV, n. 5 settembre 2025,

scheda di Sergio Dalmasso

È uscito, presso l’editore Mimesis, di Milano, un testo, da me curato, che raccoglie scritti di André Tosel e alcuni saggi sulla sua figura.

Copertina del libro André Tosel a cura di Sergio Dalmasso, Filosofia e impegno politico Tosel

Tosel nasce a Nizza nel 1941. Il padre è impiegato ed ha un passato “vichysta” che il figlio apprenderà con stupore e dolore.

La militanza politica. Al liceo, aderisce alla Jeunesse etudiante chretienne (JEC), vicina alla rivista “Temoignage chretienne” e al pensiero di Emmanuel Mounier.

Componente dell Ufficio nazionale della JEC, ne esce soprattutto per il trauma prodotto dalla guerra in Algeria (massacro di Charonne, 8 febbraio 1962).

All’Ecole normale superieure segue i corsi di Althusser, Bourdieu, Derrida, Deleuze, scopre Bachelard, Foucault, Levi Strauss, Lacan: Che confusione nella mia testa! Tesi di laurea su Spinoza.

La scelta per le formazioni marxiste- leniniste nasce dalla speranza di trovare nelle posizioni cinesi un’uscita a sinistra dallo stalinismo.

Tosel è insegnante in un liceo di Nizza e, quindi, assistente all’università, dove vive il maggio ’68.

Data al 1973 la sua adesione al Partito comunista, dopo la costatazione dell’ideologismo e dell’inefficacia delle formazioni “cinesi” e l’affievolirsi del “vento dell’est” proveniente dalla Cina. Ha incarichi politici (segretario nazionale della sezione Lettres) e sindacali (Consiglio nazionale universitario).

Si allontana dal partito nel 1988. Sono venute meno le speranze suscitate dalla presidenza Mitterand (1981). Il PCF si è logorato in due anni di governo e anche il suo passaggio all’opposizione non ha segnato una inversione a livello organizzativo, elettorale, culturale. Vi è legame tra la gestione burocratica e la assenza di una politica di trasformazione. Nel governo prevale la politica di rigore imposta dalla Unione europea cui i socialisti hanno aderito totalmente.

La non iscrizione non significa avvicinamento a posizioni riformiste. Nel 1987, appoggia la candidatura alle presidenziali di Pierre Jucquin, identificato come rinnovatore della tradizione comunista e della sinistra. I risultati e la sua parabola successiva sono, però, molto deludenti.

L’impegno diviene soprattutto teorico e filosofico nelle università di Parigi, Digione e Nizza.

Il ritorno al “partito” avviene solamente nel 2012, sull’onda delle speranze suscitate dalla nascita del Front de Gauche e della prima candidatura di Melenchon alle presidenziali.

Non mancano i dubbi sui ritardi, soprattutto culturali, del PCF, sulla sua struttura, ma questa sembra essere l’unica formazione capace di riproporre l’unità della sinistra e l’attenzione alle trasformazioni (ecologismo, pensiero di genere, globalizzazione).

Continua ed assidua è la sua attività costituita da scritti, conferenze, presenza nell’associazionismo democratico. Nel febbraio 2017 viene eletto presidente degli Amis/es de la liberté.

Il suo ultimo intervento pubblico, lo stesso mese, è davanti al Tribunale di Nizza, al termine di una manifestazione di solidarietà con i cittadini della valle Roja, processati per l’aiuto prestato ai migranti alla frontiera italo- francese.

Traspare il dolore per la barbarie delle istituzioni, ma anche la speranza nella solidarietà e in atti collettivi che ridiano senso all’umano.

André se ne va improvvisamente, tradito dal cuore, il 14 marzo 2017, a 75 anni di età.

Il pensiero filosofico. Il primo interesse è per Baruch Spinoza. Sulla scia di Althusser, Spinoza non è solamente una tappa del pensiero che porterà a Marx, ma il critico di elementi idealisti ancora presenti nel Capitale.

L’analisi si approfondisce nel 1994 con Du materialisme de Spinoza e continuerà, per decenni con convegni e scritti, sino a Spinoza ou l’autre (in)finitude, centrato sui temi della globalizzazione, della finitudine e della alienazione.

È fondamentale, però, la scoperta di Antonio Gramsci, che il partito ha sempre sottovalutato e di cui, in Francia, esistono poche e insufficienti traduzioni.

Per Tosel, che ne sarà il maggior conoscitore nel suo paese, Gramsci è il maggior interprete di Marx e l’intreccio filosofia/storia/politica costituisce l’equazione che accompagnerà tutti i suoi studi sul comunista italiano.

È Gramsci ad operare quell’analisi concreta delle situazioni concrete che va dalla questione meridionale alla vittoria del fascismo, dall’analisi sul movimento comunista internazionale a tutti i temi che emergono dai Quaderni (Risorgimento, intellettuali, Machiavelli, fordismo, Croce, senso comune, critica a Bucharin…).

Nel 1991, l’anno della scomparsa dell’URSS, pubblica due testi L’esprit de scission e Vers un communisme de la finitude.

Spirito di scissione è rifiuto totale del presente, è la necessità di produrre una critica complessiva del capitalismo, divenuto mondo.

Il comunismo della finitudine nasce dalla sconfitta del comunismo politico, ma la lezione marxiana è attuale per combattere il nichilismo della produzione capitalistica che produce una barbarie inedita.

La democrazia liberale non sa allargarsi a democrazia sociale (Democratie et liberalisme, 1995).

Il suo interesse si sposta sempre più sull’analisi della mondializzazione capitalistica e sulla ricerca di possibili alternative.

Lo testimoniano la collaborazione a molte riviste, Un monde en abime. Essais sur la mondialisation capitaliste (2008) e Scenarios de la mondialisation capitaliste (2011).

Si ripropongono, nella sua riflessione, il ritorno del religioso, cui dedica saggi e conferenze e la critica alla vulgata marxista (storicismo, economicismo, politicismo): Post- marxismo o rifondazione del marxismo?

Gli ultimi anni sono segnati da una riflessione tra analisi della rivoluzione conservatrice, arretratezza della sinistra fallimento del comunismo storico e scacco della socialdemocrazia) e speranza nella pluralità di resistenze al capitalismo globale (socialismo del XXI secolo in America latina, eco socialismo in Europa…).

Ritorna Gramsci, Etudier Gramsci. Pour une reprise critique de la révolution passive capitaliste (2016) che, nonostante le enormi differenze rispetto alla tematica dei Consigli di fabbrica (1920), pone domande fondamentali (rivoluzione passiva del capitalismo, scacco dell’esperienza sovietica) elabora – la teoria del blocco storico – un pensiero non economicista né determinista – l’ideologia del senso comune – concetti di egemonia e di rivoluzione passiva…

Il grande pensatore italiano può essere strumento per:

Elaborare il pensiero critico del nostro mondo e per uscire dalla rivoluzione passiva andando verso l’egemonia delle masse subalterne1

Esce, poche settimane dopo la sua morte, la sua prefazione dell’edizione francese de La città futura di Gramsci che comprende quell’Odio gli indifferenti, con cui Tosel aveva iniziato una delle sue ultime conferenze, a Nizza, nel dicembre 2016.

Il libro: Sulla crisi storica del marxismo. Saggi note e scritti italiani, Milano, Mimesis, 2025, comprende un mio saggio, la prefazione di Fabio Minazzi (università di Varese),

scritti di Tosel su Riviste italiane della allora nuova sinistra (“Alternative”, “Alternative Europa”, “A Sinistra”…), un suo lungo ripercorrere la propria militanza politica, articoli, ricordi, riflessioni che hanno seguito la sua improvvisa scomparsa.

È un omaggio doveroso ad un amico e maestro su cui non è inutile riflettere.

1 André TOSEL, De Spinoza à Marx, entretien, a cura di Gianfranco Rebecchini, http://revueperidodenet, p. 20.

***

Download scheda di Sergio Dalmasso: Filosofia e impegno politico: ANDRÉ TOSEL

***

Video presentazione libro André Tosel

a cura di Sergio Dalmasso

21 agosto 2025, con Giulio Cecchi e Sergio Dalmasso

Video presentazione libro André Tosel

André Tosel (nato a Nizza 1941 – morto a Nizza 2017) emerito dell’Università di Nizza è stato un filosofo e un accademico.

Studente alla Scuola Normale Superiore, subisce l’influenza di Louis Althusser.

L’indignazione contro la guerra francese in Algeria lo porta ad abbracciare posizioni marxiste.

La delusione per le posizioni della Cina, in cui aveva visto la speranza di rinnovamento del marxismo, e la scoperta del pensiero di Gramsci lo spingono, nel 1973, all’adesione al Partito comunista francese e al sindacalismo universitario.

Copertina del libro André Tosel a cura di Sergio Dalmasso

Numerosissimi i suoi testi: su Spinoza, su Marx, soprattutto su Gramsci, di cui è stato il maggior conoscitore e traduttore in Francia e sulla filosofia italiana (Vico, Labriola, Gentile).

Molte le collaborazioni (con Étienne Balibar, Domenico Losurdo, Cesare Luporini) sino agli ultimi studi sulla globalizzazione e le sue ricadute. In italiano sono apparsi: Kant rivoluzionario.

Diritto e politica (1999); Studi su Marx (ed Engels). Verso un comunismo della finitudine (2020);

Un mondo nell’abisso. Saggio sulla globalizzazione capitalista (2022);

Il ritorno del religioso. Scenari della globalizzazione (2023).

Prefazione di Fabio Minazzi.

***

Dopo la fine del comunismo storico novecentesco

di Diego Giachetti

Il libro, André Tosel, Sulla crisi storica del marxismo. Saggi, note e scritti italiani, a cura di Sergio Dalmasso, pubblicato da Mimesis (2025), è il compimento di un debito personale verso l’autore, che il curatore ha avuto la fortuna di conoscere.

Omaggio a un pensiero complesso, un interrogarsi che ha percorso l’intera vita di questo intellettuale e attivista politico.

Partecipe, per sua stessa ammissione, al travaglio di una generazione che ha vissuto sia le speranze della rivolta operaia e studentesca del 1968,

sia la convinzione che la strategia comunista del passaggio democratico al socialismo potesse introdurre importanti riforme nella struttura sociale.

Una generazione che ha vissuto in breve tempo l’affermazione e lo scacco di quella strategia.

Copertina del libro André Tosel a cura di Sergio Dalmasso, Recensione Giachetti André Tosel

André Tosel a cura di Sergio Dalmasso

André Tosel (Nizza 1941 – 2017) ha insegnato presso le università di Parigi, Digione e Nizza.

I suoi studi e interessi spaziano da Kant a Spinoza a Marx e Gramsci di cui è stato il maggior conoscitore e traduttore in Francia e sulla filosofia italiana (Vico, Labriola, Gentile).

Di formazione cattolica, studente alla Scuola Normale Superiore, subisce l’influenza di Louis Althusser.

L’indignazione contro la guerra francese in Algeria lo indirizza verso il marxismo,

con le dovute cautele derivanti dallo choc prodotto dal rapporto Kruscev sui crimini di Stalin del 1956,

il culto della personalità, l’intervento sovietico in Cecoslovacchia nel 1968.

Intervista a Vasco Rossi di Diego Giachetti pubblicata nel libro Odio i lunedì.

Vasco Rossi e Diego Giachetti


Vasco Rossi intervistato da Diego Giachetti per il suo libro Odio i lunedì

Download “Recensione Dalmasso libro di Giachetti Odio i lunedì. Con Vasco Rossi negli anni '80” Odio-i-lunedi-Vasco-Rossi-il-Ciclostile-15-settembre-2024.pdf – Scaricato 33504 volte – 252,69 KB

Con Althusser è alla ricerca di un’uscita a sinistra dallo stalinismo.

La intravede nel maoismo, nella rivoluzione culturale e aderisce, nella seconda metà degli anni Sessanta, a un gruppo politico filocinese.

La delusione per le posizioni politiche assunte dalla Cina e la scoperta del pensiero di Gramsci lo spingono, nel 1973, all’adesione al Partito comunista francese.

Ben presto deluso, si allontana dal partito criticandone l’immobilismo e il dogmatismo, per poi rientrarvi, nei suoi ultimi anni, sulla spinta del Front de gauche.

Nel libro, composto da un’introduzione di Fabio Minazzi,

da un saggio del curatore in cui ricostruisce il suo percorso filosofico- politico, e da uno scritto autobiografico dello stesso Tosel,

sono raccolti suoi contributi pubblicati su riviste italiane appartenenti all’area della nuova sinistra e del marxismo critico, e altri su Gramsci e non solo.

Completano l’opera i messaggi e gli omaggi seguiti alla sua improvvisa scomparsa. Si tratta di scritti elaborati dopo la caduta del muro di Berlino e la fine dell’Unione Sovietica aventi come referente la fine del comunismo storico novecentesco e la crisi della socialdemocrazia,

messi sotto scacco dalla rivoluzione neoliberista indotta dalla ristrutturazione e delocalizzazione del capitalismo.

 

CONTINUA …

Diego Giachetti, recensione del libro Sulla crisi storica del marxismo :

Download “Diego Giachetti: recensione del libro Andrè Tosel, Sulla crisi storica del marxismo. Saggi, note e scritti italiani, per una nuova riflessione critica (a cura di Sergio Dalmasso)” Diego-Giachetti-recensione-del-libro-Sulla-crisi-storica-del-marxismo.pdf – Scaricato 10514 volte – 215,36 KB

Logo portale Sinistrainrete.info, Recensione Giachetti André Tosel

André Tosel nuova pubblicazione

  Sergio Dalmasso (a cura)

E’ uscito oggi (12/03/2025), presso l’editore Mimesis, il testo “SULLA CRISI STORICA DEL MARXISMO” che contiene scritti del filosofo francese André Tosel.

INDICE DEL LIBRO

Libro di André Tosel, (a cura di Sergio Dalmasso) prefazione Fabio Minazzi, Sulla crisi storica del marxismo. Saggi, note e scritti italiani per una nuova riflessione critica

TOSEL è stato insegnante presso le università di Parigi, Digione e Nizza, è stato studioso di Spinoza e Kant, ma soprattutto il maggior interprete, in Francia, di Antonio Gramsci.

Dopo una formazione cattolica, abbandonata anche per il trauma della guerra in Algeria, e un breve passaggio nelle formazioni “cinesi”, ha aderito al Partito comunista francese nel 1973, per poi allontanarsi (accuse di immobilismo e dogmatismo) e rientrarvi, nei suoi ultimi anni, sulla spinta (oggi, purtroppo, esaurita) del Front de gauche.

Il LIBRO, da me curato (è un onore!) CONTIENE
– introduzione di Fabio Minazzi (università di Varese)
– un mio saggio in cui ricostruisco il suo percorso filosofico- politico
– uno scritto, critico e autocritico che ripercorre il suo pensiero politico e la sua militanza partitico- sindacale
– suoi scritti su riviste italiane, schematizzando dell’area della nuova sinistra e del marxismo critico.

Contengono la proposta del “comunismo della finitudine” e una riflessione sulla globalizzazione
– alcuni suoi scritti in francese (Gramsci e non solo)
– i messaggi e gli omaggi seguiti alla sua improvvisa scomparsa. Fra questi un lungo saggio del filosofo Jean Robelin.

Spero che questo libro, che si somma ai due già pubblicati dall’editrice “Punto rosso”, serva a ricordare un pensiero complesso, mai dogmatico ed un interrogarsi che ha percorso l’intera vita di questo pensatore ed attivista politico- culturale.

Da parte mia è anche il compimento di un debito personale, perché ho avuto la fortuna di conoscere André nei suoi ultimi anni.

Fonte Facebook, 12 marzo 2025, Sergio Dalmasso

Libro catalogato in Archivio, Scritti storici, Cure

***

Download “Recensione di Roberto Musacchio del libro: TOSEL. Sulla crisi storica del marxismo (a cura di Sergio Dalmasso, Mimesis 2025).” Andre-Tosel-sulla-crisi-storica-del-marxismo-Roberto-Musacchio.pdf – Scaricato 10942 volte – 180,10 KB

***

Sezioni principali:

André Tosel Sulla crisi storica del marxismo

André Tosel. Sulla crisi storica del marxismo. Saggi, note e scritti italiani per una nuova riflessione critica.
Ediz. illustrata. (A cura, e con un saggio, di Sergio Dalmasso), prefazione di Fabio Minazzi, Mimesis Edizioni / Centro Internazionale Insubrico, Milano, 2025.

Download “Recensione di Roberto Musacchio del libro: TOSEL. Sulla crisi storica del marxismo (a cura di Sergio Dalmasso, Mimesis 2025).” Andre-Tosel-sulla-crisi-storica-del-marxismo-Roberto-Musacchio.pdf – Scaricato 10942 volte – 180,10 KB

Libro (a cura di Sergio Dalmasso) André Tosel. Sulla crisi storica del marxismo. Saggi, note e scritti italiani per una nuova riflessione critica. Prefazione di Fabio Minazzi, Edizione Mimesis/ Centro Internazionale Insubrico

Sinossi libro

André Tosel (Nizza 1941 – 2017) emerito dell’Università di Nizza è stato un filosofo e un accademico.

Studente alla Scuola Normale Superiore, subisce l’influenza di Louis Althusser.

L’indignazione contro la guerra francese in Algeria lo porta ad abbracciare posizioni marxiste.

La delusione per le posizioni della Cina, in cui aveva visto la speranza di rinnovamento del marxismo, e la scoperta del pensiero di Gramsci lo spingono, nel 1973, all’adesione al Partito comunista francese e al sindacalismo universitario.

Numerosissimi i suoi testi: su Spinoza, su Marx, soprattutto su Gramsci, di cui è stato il maggior conoscitore e traduttore in Francia e sulla filosofia italiana (Vico, Labriola, Gentile).

Molte le collaborazioni (con Étienne Balibar, Domenico Losurdo, Cesare Luporini) sino agli ultimi studi sulla globalizzazione e le sue ricadute. In italiano sono apparsi:

Kant rivoluzionario. Diritto e politica (1999);

Studi su Marx (ed Engels). Verso un comunismo della finitudine (2020);

Download “Recensione di Sergio Dalmasso libro di André Tosel "Studi su Marx (ed Engels). Verso un comunismo della finitudine"” n-7-Dalmasso-recensioni-Su-la-testa.pdf – Scaricato 21029 volte – 339,32 KB

Un mondo nell’abisso. Saggio sulla globalizzazione capitalista (2022);

Il ritorno del religioso. Scenari della globalizzazione (2023).

Prefazione  al libro di Fabio Minazzi.

Indice del libro

***

Informazioni sul libro da MIMESIS EDIZIONI

A cura di Sergio Dalmasso
Saggio di: Sergio Dalmasso
Prefazione di: Fabio Minazzi

Collana: Centro Internazionale Insubrico
2025, 278 pp.
ISBN: 9791222318035

***

Giovanni Tesio e il Camino per Santiago come ritorno a se stessi

Giovanni Tesio e il Camino per Santiago come ritorno a se stessi-Libro Diario di un camminante sulla strada per Santiago
Download “Giovanni Tesio e il Camino per Santiago come ritorno a se stessi (recensione di Franco Di Giorgi)” Giovanni-Tesio-e-il-Camino-per-Santiago-come-ritorno-a-se-stessi.pdf – Scaricato 31600 volte – 470,13 KB

Quando ci accorgiamo che la vita fuori di noi non ha più quel senso che per molto tempo assieme ad altri ci siamo sforzati di imprimerle,

allora – rifacendosi a un modello già più volte seguito dagli uomini in passato e del quale Mission di Joffé, grazie soprattutto alla musica di Morricone, è forse la realizzazione cinematografica più toccante – allora ci mettiamo a cercarlo dentro di noi, nella nostra anima, passando però attraverso il corpo che ne è la manifestazione materiale.

Quando a sua volta quest’anima, anche a causa di quella perdita di senso esteriore,

si sente perplessa e come smarrita fra mille vie secondarie che la sollecitano costantemente a scelte contraddittorie e incoerenti, ecco che quel modello suggerisce al corpo di mettersi in cammino per un lungo e faticoso sentiero, di affrontare un percorso di disincrostazione e quindi di purificazione se non addirittura di espiazione,

in modo che all’interno esso possa valere come una strada principale, una via diritta su cui mettersi volenterosamente alla ricerca di quel senso perduto.

Come accade purtroppo ancora nel nostro presente, anche in passato, ricordava Vico,

quando la vita degli uomini, a causa dello scetticismo e dell’eccessiva riflessione, cominciava a perdere memoria di se stessa e la violenza tornava a dilagare come un incontenibile ricorso storico, gli antichi (Platone, Agostino, Dante), raccomandavano a loro modo “ritorna in te!”, confidando nel fatto che la salute e la purezza dell’anima derivassero dalla sanità del corpo.

Ebbene, seppure in maniera certo più disincantata, anche oggi, nell’epoca in cui l’intelligenza artificiale ha sostituito quella naturale che,

secondo Anselmo, Dio ha voluto instillare nell’uomo affinché potesse comprenderlo, anche oggi in qualche modo quell’antica esortazione viene avvertita da coloro che, per vari motivi – perlopiù per mettere alla prova la propria persona e la propria umanità –, intraprendono il Camino per Santiago di Compostela, lungo ben ottocento chilometri.

E da un fine letterato come Giovanni Tesio il minimo che ci si potesse attendere era un resoconto di questo avventuroso viaggio a piedi, di questa lunga e severa scarpinata che egli ha voluto intraprendere nel luglio dello scorso anno assieme alla sua compagna (una vera e propria guida per lui che si avvia per gli ottanta), un diario scarno ed essenziale che quest’anno (2024) ha pubblicato presso l’editore Lindau di Torino, col titolo, appunto, Diario di un camminante sulla strada per Santiago.

Un’essenzialità peraltro voluta e ricercata (com’è d’altronde nel suo stile letterario) da cui promana tuttavia un invito a sviluppare quelle che ironicamente egli definisce “sofisticate considerazioni” e dalle quali prova una certa fatica ad astenersi.

Si tratta di un’essenzialità radicale a fronte della quale ogni cosa finisce con l’apparire inessenziale; un’essenzialità che, sulla scorta della ben assimilata lezione leviana, egli cerca di raggiungere o limando concetti e parole (si veda il suo bel sillabario di Parole essenziali, Interlinea 2014),

cioè per sottrazione, oppure ricorrendo a quella sua lingua privata o dell’intimità, vale dire il dialetto piemontese, grazie al quale, come si è già visto nel suo primo romanzo (Gli zoccoli nell’erba pesante, Lindau 2018), riesce ad esprimere quelle cose di dentro, quei segreti aporetici dello spirito che restano perlopiù negati all’ufficiale lingua italiana.

Scrive infatti il pellegrino torinese: “cerco nel Camino i segni simbolici di un’esistenza che di certo non esclude il segreto dello spirito, delle cose di dentro, di ciò che non riusciamo a spiegarci e a spiegare”.

Non per nulla in questa sua agenda di viaggio di tanto in tanto, tra una meta e l’altra,

il viandante si affida ad estemporanei sonetti in piemontese (certo, riportando in nota le opportune traduzioni) proprio per descrivere come un flâneur le sue contemplazioni esteriori e interiori o per esprimere le sue riflessioni più urgenti e a caldo, quasi con il sudore ancora gocciolante.

Sono riflessioni sul tempo e sull’eterno (“Partiamo dall’Eterno per arrivare al tempo”),

sul sublime dinamico dell’oceano, ma anche sulla tanto desiderata esistenza di un Dio misericordioso, un Dio che sappia restare vicino agli umani fragili,

caduchi e transitori mentre, eterno come la musica, ci scopre sempre imperfetti e colpevoli; sono brevi e saltuarie meditazioni sul misterioso e intimo piacere dell’abbandono delle cose vane e quindi sul congedo, sul distacco, sulla morte, sul raggiungimento di una fine,

sulla realizzazione di uno scopo, di un’opra (per ricordare il virtuoso legnaiolo leopardiano), sul conseguimento di una meta di cui proprio quel duro Camino è simbolo, metafora, sul kairós infine e sulla pazienza o sulla capacità di saper cogliere e vivere il momento felice che fugge. “Grande – davvero grande – esperienza” quella del Camino, dice Tesio alla fine del suo percorso.

Essa ha la sua unicità e la sua grandezza soprattutto nel fatto che, grazie ai silenzi dei paesaggi esterni che si riverberano all’interno come delle lamentazioni o come dei moniti che i suoi sonetti traducono immediatamente in preghiere, in lacrimose invocazioni di perdono e di accoglienza,

egli giunge all’in-essenzialità dell’io, del me e della mia stessa vita, un’in-essenzialità radicale rispetto alla quale non solo il mio corpo appare il rivestimento dello spirito, ma la mia stessa vita, la mia propria vita finisce – per evocare il Libro d’ore rilkiano – con l’assumere la consistenza di una buccia che sta attorno a un frutto, ossia intorno alla mia propria morte. Ritorna in te!

Questa sembra essere la silente esortazione che il nostro peregrino avverte durante il suo Camino.

Torna alla tua infanzia, ritorna ad essere ciò che eri.

E l’amore per Joana, per la sua guida, più volte apertamente dichiarato, non può fare altro che approfondire un tale regressus ad uterum.

Ivrea, 5 ottobre 2024 – Franco Di Giorgi

Aporia, amicizia, attesa. Lezioni di filosofia

Aporia amicizia attesa copertina nuovo libro di Franco Di Giorgi Mimesis edizioni

Aporia, amicizia, attesa. Lezioni di filosofia DI FRANCO DI GIORGI. Spesso capita a qualche studente di entusiasmarsi per le idee di un filosofo e di non riuscire tuttavia, al momento dell’interrogazione, a spiegarne a parole le teorie in maniera chiara e organica.

Compito delicato dell’insegnante, a questo punto, è di valutarne obiettivamente la preparazione senza però smorzarne l’entusiasmo.

Uno dei modi per affrontare questa difficile situazione, è far presente al discente che quel problema non riguarda soltanto lui, ma tutti coloro che si sono confrontati con il pensiero filosofico e che proprio Platone ha cercato di affrontare in alcuni dei suoi primi dialoghi, quelli socratici e aporetici, come il Carmide e il Lachete.

Sviluppati in tempi e prospettive diverse, i tre scritti raccolti in questo volume costituiscono altrettante disamine filosofiche maturate durante l’esperienza didattica.

Attraverso il tema dell’aporia ci si interroga assieme a Socrate e a Platone sui limiti e sulle possibilità della ricerca filosofica; attraverso il concetto di philía si indaga assieme ad Aristotele sul valore dell’amicizia; con l’idea dell’attesa, insieme ad Heidegger, si riflette sul senso dell’esistenza.

IBS Feltrinelli libro

Copertina del libro: mimesis-di-giorgi.compressed

Editore: Mimesis
Collana: Mimesis
Data di Pubblicazione: 12 luglio 2024
EAN: 9791222310244
ISBN: 1222310244
Pagine: 414
Formato: brossura
Argomento: Filosofia e teoria dell’educazione

Franco Di Giorgi

Franco Di Giorgi – Riflessione intorno alla Shoah

È stato pubblicato il nuovo volume intitolato: “Il negativo e l’attesa. Riflessione intorno alla Shoah a partire da Primo Levi” dell’autore Franco Di Giorgi pubblicazione del 21 luglio 2023.Il negativo e l'attesa. Riflessioni intorno alla Shoah a partire da Primo Levi Franco Di Giorgi

Copertina del testo di 404 pagine

Sinossi

Questo lavoro muove una critica nei confronti della logica dialettica che vede nel negativo, soprattutto quello di Auschwitz, la conditio sine qua non del positivo: logica terribilmente assurda – un’antica “superstizione”, un’acrobazia dialettica, un’interpretazione sofistico-dialettica la definisce infatti Hannah Arendt – che si riflette nei più diversi piani culturali (filosofico, pedagogico, storico, politico, militare) al punto da generarlo preventivamente e opportunamente – ecco l’assurdità – anche là ove esso, questo negativo, di fatto non si dà.

Come a dire, ad esempio, che la guerra è necessaria o indispensabile per ottenere una condizione umana migliore.

Eppure questa è stata (e purtroppo continua a essere) l’idea bizzarra presente nella mente di molti tra i migliori rappresentanti della filosofia occidentale (Eraclito, Hegel, Nietzsche, ecc.).

A un siffatto negativo si intende contrapporre il concetto leopardiano di attesa, il quale si esprime in un atteggiamento capace di svelare quell’assurdità logico-dialettica, giacché con il proprio attendere essa non ha alcun bisogno di generare appositamente un negativo per ricavarne un positivo.

***

  • Editore ‏ : ‎ Mimesis (21 luglio 2023)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 404 pagine
  • ISBN-10 ‏ : ‎ 8857598837
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8857598833
  • Peso articolo ‏ : ‎ 492 g
  • Dimensioni ‏ : ‎ 14.1 x 5.8 x 21.1 cm

Per informazioni sull’autore visitare la seguente pagina web:

Acquista il volume su Amazon o dall’editore Mimesis

Bookdealer

Libro su ROSA Luxemburg

Rosa Luxemburg goWare scritti introduttivi di Sergio Dalmasso

Malgrado la neve, il gelo, la solitudine, noi – io e le cincie – crediamo nella primavera che viene.

E se io per impazienza non dovessi vederla, non si dimentichi che sulla mia tomba non ci deve essere scritto altro che zvi-zvi.

ROSA LUXEMBURG

Il motto, l’incarico e il modo in cui esso viene affidato, tutto è caratteristico di Rosa Luxemburg.

Immergersi nella tenera contemplazione della natura, penetrare il mondo con intelligenza, dedicare tutta la vita alla lotta, affrettandone il ritmo con ardore e con passione – questo era il suo stile di vita. Ed il suo motto preferito: «l’essere umano deve essere sempre come una candela che brucia da due parti».

PAUL FRÖLICH

***

Contiene Introduzione, in Paul FRÖLICH, Rosa Luxemburg, Firenze, goWare, 2023 – di Sergio Dalmasso.

Download “Il messaggio di Rosa Luxemburg” in-Paul-FROLICH-Rosa-Luxemburg-Firenze-goWare-2023.pdf – Scaricato 55172 volte – 400,63 KB

***

Autore del libro

Paul Frölich (1884-1953) militò fin da giovane nelle organizzazioni del movimento operaio tedesco e nel 1918 partecipò al congresso di fondazione del Partito comunista tedesco.

Nel 1925 assunse il compito di curare l’edizione delle opere complete di Rosa Luxemburg, raccogliendo una ingente quantità di materiali.

Costretto a lasciare la Germania dal nazismo continuò da esiliato una intensa attività di ricerca e di opposizione allo stalinismo.

Tornato in Germania nel 1951 si spense due anni dopo.

Risale alla vigilia della Seconda guerra mondiale la monografia su Rosa Luxemburg.

***

Traduzione a cura di MARZIO VACATELLO

Con scritti di Sergio Dalmasso, Simone Weil, Hannah Arendt

 

***

Libro in Formato Kindle 6,99 Euro

ASIN ‏ : ‎ B0C2DFK261
Editore ‏ : ‎ goWare (12 aprile 2023)
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Dimensioni file ‏ : ‎ 2325 KB
Utilizzo simultaneo di dispositivi ‏ : ‎ illimitato
Da testo a voce ‏ : ‎ Abilitato
Screen Reader ‏ : ‎ Supportato
Miglioramenti tipografici ‏ : ‎ Abilitato
Word Wise ‏ : ‎ Non abilitato
Memo ‏ : ‎ Su Kindle Scribe
Lunghezza stampa ‏ : ‎ 545 pagine

***

 

***

Introduzione al libro di Sergio Dalmasso presente anche in Archivio, Scritti storici, Collaborazione a testi Estratti

 

Articolo sui lupi

Franco Di Giorgi Filosofo Al lupo Al lupo

E così, alla fine, a causa della continua, implacabile e distruttiva rivalità tra i guardiani, i lupi e i lupetti, da anni costretti nel loro recinto, si sono trovati inaspettatamente liberi, dinanzi a una prateria sterminata.

Dopo quasi ottant’anni, per eccessiva sicurezza e per alterigia, i guardiani finivano addirittura per giocare con quei lupi, i quali continuamente, con i loro cuccioli, ringhiavano, scalpitavano e zampettavano sempre più vicini alla porta del recinto.

In alcuni momenti poi, facendo comunque attenzione che lo sportello non venisse mai aperto, quasi a scherno e tenendo bene in vista le chiavi del recinto, il gioco preferito dei guardiani era quello, ben noto già da Esopo, di gridare “Al lupo! Al lupo!”

Ostentazione infantile

Questa infantile ostentazione di potere se da un lato rassicurava una parte degli abitanti del paese, dall’altro lato non faceva che aumentare il livore e il mai sopito desiderio di vendetta nei lupi e in quell’altra parte di abitanti che li difendevano.

Ora, però, che nel recinto, in quella specie di Strafkolonie, ci sono loro, cioè i guardiani, che continuano inutilmente a gridare con più enfasi Al lupo! Al lupo!;

ora che, in questo gioco delle parti, i ruoli si sono invertiti, i lupi a loro volta deridono gli ex guardiani con tradizionali frasi ad effetto come “homo homini lupus, suscitando in questi naturalmente altrettanto livore e un mesto digrignar di denti.

Ora, infatti, anche i lupi, i nuovi guardiani, possono finalmente ritornare ad essere quello che sono sempre stati, vale a dire semplicemente dei lupi:

possono cioè finalmente tornare ad ululare ai quattro venti e alla luna o al sole e in pieno giorno quelle parole che per troppo tempo hanno dovuto sottacere e soffocare in deboli guaiti, possono ostentare liberamente quegli atteggiamenti lupeschi che in passato e da reclusi potevano solo accennare o abbozzare…

Resistenza italiana

Continua

Franco Di Giorgi, Ivrea, 30 maggio 2023

 

Download “Al lupo al lupo di F. Di Giorgi” Al-lupo.pdf – Scaricato 55487 volte – 70,51 KB

 

Dowload al lupo al lupo