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Orizzonte della sinistra

 

PER UN 25 APRILE ALTERNATIVO !!!

ANPI Ivrea e Basso Canavese

Un contributo dello Storico del Movimento Operaio

Sergio Dalmasso

Il mondo come orizzonte della sinistra

Orizzonte della sinistra

Orizzonte della sinistra. Il settantacinquesimo anniversario non deve essere affrontato retoricamente, ma con la consapevolezza della posta in gioco e della necessità di cercare insieme nuovi paradigmi…

Sono iscritto all’ANPI da quando l’adesione è aperta a figli di ex partigiani.

Nella crisi totale, se non assenza, della sinistra politica, sociale e culturale, l’ANPI resta una struttura unitaria, garanzia democratica, strumento di lavoro, di discussione.

Questi anni saranno ricordati, sui futuri libri di storia, non solamente come quelli della progressiva distruzione/catastrofe ambientale, ma come quelli in cui grandi masse popolari, anziché avere un riferimento in una ipotesi di cambiamento sociale (la rivoluzione sovietica, la lotta antifascista, il riscatto del terzo mondo, la protesta giovanile ed operaia…) sono stati consegnati ad una destra reazionaria, parafascista, fondamentalista, sovranista, populista (in senso deteriore).

Il 25 aprile e la valenza internazionalista del primo maggio debbono servirci a ripensare alcuni fondamentali: – il significato dei beni comuni – il primato del collettivo sul privato – uno sguardo non limitato al “particulare” nazionale, ma capace di abbracciare il mondo – il rilancio di un pensiero laico e critico.

Anche l’attuale emergenza mette in luce: – i rischi causati dalla progressiva distruzione dell’ambiente – i danni prodotti dalle progressive logiche privatistiche – i rischi di una chiusura democratica, dell’aumento del controllo sociale (una sorta di “grande fratello” planetario con crescita di poteri personali e autocratici) – il tentativo di far ricadere la crisi ambientale e sociale sulla parte più povera del mondo e sulle classi subalterne (il parallelo con gli anni trenta non è forzato).

Il settantacinquesimo anniversario non deve, quindi, essere affrontato retoricamente, ma con la consapevolezza della posta in gioco e della necessità di cercare insieme nuovi paradigmi.

Sergio Dalmasso, Genova 9 aprile 2020

Mario Beiletti, presidente ANPI Ivrea e Basso Canavese:

Grazie all’amico Sergio dall’Anpi

Articolo pubblicato il 21 aprile 2020

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Orizzonte della sinistra

Riccardo e Cecilia

Per un 25 aprile alternativo. Un contributo del professor Di Giorgi all’amico partigiano Riccardo Ravera Chion

 

Inviato da Mario Beiletti, Presidente ANPI Ivrea e Basso Canavese

Cari Riccardo e Cecilia

Riccardo e Cecilia Riccardo, Cecilia e Franco

ci piace ricordarvi sempre così, come in questa foto, scattata nell’estate di una decina di anni fa nell’ampio giardino antistante alla vostra bella e accogliente casa di Chiaverano.

Ogni volta ci riempie di orgoglio gioioso il poter rievocare assieme ad altri la vostra amabile e sorridente accoglienza fatta di premure e di affetto, di calore e di braccia aperte.

La vostra festosa ospitalità restava sempre imperturbabile e soprattutto convinta della propria vittoria, nonostante che i tempi cercassero di rimetterla in discussione.

Da voi e con voi ci si sentiva subito come a casa propria, tra persone care, specie dinanzi a un bicchiere di ottimo vino canavesano. Ci si sentiva più giovani e più ardimentosi, perché ci trasmettevate l’essenza dello spirito giovanile e rivoluzionario che muoveva il corpo e la mente dei partigiani.

Ecco perché ci facevamo latori e mediatori, vi mettevamo a confronto con i giovani di oggi: per vedere se, malgrado il mutar dei tempi, quello spirito ribelle e rivoltoso fosse in qualche modo ancora presente in essi.

I vostri racconti, così densi di avvenimenti decisivi, così pieni di vita, di dolore e di gioia estremi, ci stupivano perché ci facevano intravedere scenari che noi, dal nostro quieto e fosco presente, non avremmo mai neppure immaginato.

Eppure – ecco quanto più ci preme dire –, per quanto fossero così intrisi di sangue, di fango e di verità storiche, di verità che tutti noi abbiamo abbracciato e fatte nostre assieme alla Costituzione, questi vostri racconti ci commuovevano per la passione che trasudava dalle loro parole e per l’espressività vitale che le accompagnava.

Raccontavano di momenti decisivi della vostra vita che sono stati momenti fondativi di tutta la nostra vita associata.

Eppure lo stupefacente per noi consisteva nel fatto che azioni così nobili, importanti e pericolose fossero state compiute da persone assolutamente semplici come voi.

Ecco, più che la durezza delle difficoltà che avevate vissuto, sempre a bivaccare, in quel periodo, nel bivio tra la vita e la morte, era proprio questa vostra semplicità che destava in noi profonda meraviglia: una semplicità che per noi assurgeva subito a dignità, perché con il contributo di persone così, semplici e vere, uomini e donne dal cuore puro, e quindi naturalmente antifascisti, l’Italia era stata rifondata, era diventata una repubblica democratica.

Più che a debellare definitivamente il nazifascismo, cioè il virus della mente, con la vostra tenacia siete certamente riusciti quanto meno a resistere e a metterlo in quarantena.

Ed è sicuramente un futuro di quarantena che per noi già oggi si profila a causa dell’attuale conflitto contro il virus del corpo, il Covid-19. Virus, da vis, azione violenza, e vir, uomo (maschio).

(Franco Di Giorgi)

9 aprile 2020

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Riccardo e Cecilia Ricordo del partigiano Riccardo Ravera Chion - Franco Di Giogi

Cari amici, continuiamo con la nostra opera di divulgazione culturale e riflessione politico-sociale, come da tempo stiamo proponendo con gli incontri nella Sede dell’Anpi.

Nell’avanzata delle destre, nella caduta dei valori, la nostra Associazione è impegnata nel riaffermare l’antifascismo che solo può salvare la democrazia e le nostre libertà.

Mettiamo in gioco la Memoria storica ed il valore della Costituzione.

È però indubbio che sia necessario conoscere e comprendere a largo raggio ed una buona lezione di storia non potrà che essere utile a tutti noi.

Per questo non dovete assolutamente perdere l’incontro che vi proponiamo.

Mario Beiletti.

Locandina di presentazione del libro su Lelio Basso di Sergio Dalmasso a Ivrea

Un socialista “eretico”, che pensava con la sua testa, spesso mal tollerato anche dai compagni di partito. Tanto rigoroso, spesso lungimirante, tanto da non condividere nemmeno l’unione di partiti dalle varie ideologie che confluirono nel CLN durante la Lotta di Liberazione.

Dopo la guerra, fu attento critico verso ogni compromesso: “Solo una politica che si presenti come alternativa alla DC è oggi una politica che corrisponde agli interessi dei lavoratori e della democrazia…”

Fu suo il progetto, purtroppo all’epoca mai realizzato, di formare una associazione per la difesa della Costituzione… Sarà l’Anpi, mezzo secolo dopo, a riprendere il tema che, già allora, era di estrema necessità, dato che: la Costituzione è (era) “come sospesa fra due crinali. Da una parte lunghi anni di inattuazione, cominciata già all’indomani della sua promulgazione…”

“Il neocapitalismo – affermava – mette in discussione ogni reale democrazia. Sul piano economico, il processo di concentrazione a livello internazionale, pone le leve della vita economica in mano ad un numero sempre più ristretto di gruppi, sul piano politico questi stessi dominano le istituzioni che agiscono scopertamente in funzione dei loro interessi. Queste stesse forze, in collegamento organico con il capitalismo di stato, tendono a raggruppare il potere nelle mani di una ristrettissima élite, svuotando la democrazia di ogni contenuto reale…”

Sempre lucido e radicale anche verso il movimento giovanile: “Nel ’68 i giovani rifiutavano il principio d’autorità, negavano l’antica logica autoritaria… ma quando dalla protesta i giovani sono passati alle proposte, organizzandosi in gruppi, circoli, movimenti, non hanno fatto altro che impadronirsi di formule vecchie, superate, logore e riverniciarle, ma senza confrontarsi con la realtà…”

E ancora: “Se le cose dovessero continuare ancora così, noi probabilmente prima della fine del secolo vedremo il mondo dominato da pochissime multinazionali immense… grandi manager sconosciuti e inconoscibili… possono fare e disfare quello che vogliono; tutti gli altri miliardi di uomini o sono complici di questi padroni, aguzzini degli schiavi, o sono schiavi…”

Situazioni che oggi verifichiamo a livello nazionale ed internazionale, e che Basso denunciava con preveggenza, inascoltato. Vale la pena parlarne e riflettere…

Un cordiale, caloroso invito

Organizzato da Anpi Ivrea e Basso Canavese