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Il socialismo eretico di LELIO BASSO (1)

In “Il Lavoratore” di Trieste Anno XXV n. 6, ottobre 2025 e in Archivio, Scritti storici, Articoli e saggi di questo sito.

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Prima pagina de IL LAVORATORE ottobre 2025, contiene Il socialismo eretico di Lelio Basso

Il Lavoratore di Trieste ottobre 2025 prima pagina.

Socialismo di sinistra

È assente, nello tsunami politico- culturale e nella sconfitta politico- antropologica che ci hanno travolti, un qualunque riferimento al socialismo di sinistra, ad un pensiero che, pur nelle sue differenze (Morandi, Lombardi, Panzieri, il primo Libertini…,

una breve stagione di “Mondoperaio”), ha avuto ruolo importante nel dibattito politico (quando esisteva), costituendo una matrice diversa e dalla socialdemocrazia (in Italia nella sua versione peggiore, governista e atlantista) e dallo stalinismo, dogmatico, autoritario, appiattito sull’URSS,

pur se, in Italia, nella particolare interpretazione e torsione togliattiana (Magri nel Sarto di Ulm parla di genoma Gramsci).

In questa area politico- culturale, che sarebbe interessante rivalorizzare, ha ruolo importante la singolare (non catalogabile in ismi) figura di Lelio Basso.

Nato a Varazze (Savona) nel 1903, vive a Ventimiglia (Imperia), quindi a Milano che è fondamentale nella sua formazione,

nell’intreccio fra lotte operaie, guerra e impatto della rivoluzione russa.

Qui scopre il socialismo e le trasformazioni psicologiche e antropologiche che la guerra e la speranza di emancipazione hanno portato:

è rivoluzione il fatto che le donne del popolo, nelle code nei negozi, non lascino più il posto alle signore eleganti, è rivoluzione il fatto che le ragazze del mondo operaio vogliano mettere le calze di seta.

La tessera socialista.

Nel 1921, a meno di 18 anni, si iscrive al PSI, in opposizione alle posizioni riformiste,

ma anche alla scissione di Livorno cui ha aderito la quasi totalità dei giovani socialisti. Al nuovo PCd’I rimprovera la rigida accettazione delle posizioni dell’URSS e della Terza Internazionale (i 21 punti).

Si laurea in legge nel 1925 (tesi sulla concezione della libertà in Marx) e in filosofia nel 1931, dopo tre anni di confino a Ponza,

con tesi sul teologo protestante Rudolf Otto, (l’interesse per la tematica religiosa è sua caratteristica, dimostrata dalla collaborazione alla rivista battista “Conscientia”).

Scrive su “Critica sociale”, “La rivoluzione liberale” di Gobetti, “Pietre”.

La collaborazione al centro socialista interno, con Rodolfo Morandi, sono causa di nuovo arresto e di reclusione (1939- 1940) nel campo di concentramento di Colfiorito.

CONTINUA .. Download completo della scheda su Lelio Basso di Sergio Dalmasso al seguente:

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Link principali sergiodalmasso.com

I tormenti e le intuizioni del “reprobo” Basso

La scelta socialista di Lelio Basso

I tormenti e le intuizioni di Basso, foto di Lelio Basso della fondazione Lelio e Lisli Basso

Il centoventesimo anniversario della nascita di Lelio Basso (25 dicembre 1903) è passato nel silenzio totale.

Quasi per coincidenza, poche settimane prima, è mancato il figlio Piero (1933) che, oltre a tener viva la memoria del padre, è stata figura importante nella vita culturale ed associativa milanese.

Alla dimenticanza (quasi mezzo secolo dalla improvvisa morte) si sommano stereotipi e luoghi comuni che fanno di Basso un teorico astratto, libresco,

privo di capacità politico- organizzative, sempre sconfitto in tutti i passaggi partitici.

Questi cancellano la sua singolare posizione nel socialismo, non solamente italiano e la sua
singolare e innovativa lettura del marxismo.

Queste note, per necessità brevi, tenteranno di ripercorre vita ed opere, lasciando ad una sintetica analisi successiva, una panoramica sui temi centrali da lui affrontati (marxismo, leninismo e Rosa Luxemburg, religione, democrazia, “partito nuovo”).

Nato a Varazze (Savona), vive a Ventimiglia, quindi, dal 1916, a Milano.

Sono fondamentali, nella sua formazione, la città, dove ribollono le spinte operaie, la guerra e la rivoluzione russa.

Nel 1921 si iscrive al PSI, in opposizione alle posizioni riformiste, ma anche in polemica con la scissione di Livorno e con il rapporto subordinato verso l’URSS (i 21 punti).

Si laurea in legge nel 1925 con tesi sulla concezione della libertà in Marx e nel 1931, dopo tre anni di confino a Ponza, in filosofia, con tesi sul teologo protestante Rudolf Otto,

a dimostrazione dell’interesse per la tematica religiosa e per la spiritualità evangelica (si veda la collaborazione alla rivista “Conscentiadella comunità battista).

Continua …

Download completo del saggio di Sergio Dalmasso, pubblicato sulla rivista Critica Sociale n. 7 nuova serie – Marzo/Aprile 2024, intitolato: I tormenti e le intuizioni del “reprobo” Basso:

Download “I tormenti e le intuizioni del "reprobo" Basso (di Sergio Dalmasso)” 7-marzo-aprile-2024-I-tormenti-e-le-intuizioni-del-reprobo-Basso.pdf – Scaricato 47600 volte – 789,95 KB