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Discutere e ricordare il ruolo del Sindacato nel paese

Ruolo del Sindacato nel paese, venerdì 29 aprile 2022 alle ore 18.00 presso la Sala Riunioni “Casa del Popolo” via Parenti 24 – Genova.

Introduzione di Sergio Dalmasso, segretario regionale del Partito della Rifondazione Comunista.

Interviene Lucano Zappalà (SPI) esperienze sindacali da Catania a Torino e in fabbrica a Cogoleto;
ricordando Bruno e Iris Cristofanini e Clara Scanagatta “sindacalisti sempre” sul territorio del cogoletese.

Territorio che, nonostante le lotte sindacali, ha subito negli ultimi anni un progressivo annientamento dei siti produttivi.

A seguire discussione.

Modera Luciana Patrone (Presidente ANPI Cogoleto)

Anpi Cogoleto - Ruolo del Sindacato

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Importanza dei video del canale

Gli spettatori avranno l’opportunità di immergersi nelle riflessioni di Dalmasso sulla storia politica italiana e internazionale, con particolare attenzione a eventi cruciali come i cento anni dalla Rivoluzione Russa.

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La varietà di argomenti presenti nei video crea un ambiente educativo e informativo che copre una vasta gamma di temi, contribuendo così a una comprensione più profonda della storia e della società.

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Governo indecente

 

Governo Draghi indecente e altro

Governo Draghi indecente e altro

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È stato formato un governo indecente, in cui ogni partito ha tradito il proprio elettorato:

– Mai faremo alleanze con i partiti e apriremo il parlamento come una scatola di tonno. Mai con il partito di Bibbiano. (5S)

– Mai con la sinistra “comunista” (sic!) e con l’Europa delle banche.

– Votateci per fare argine alla destra eversiva e per sconfiggere Berlusconi e Salvini (PD).

– Votateci per colorare di progressismo e di verde la sinistra (LEU).

È la più grande operazione di TRASFORMISMO, di inganno dell’elettorato. È la più grande operazione, legata all’indegno meccanismo elettorale, che fa dire: “La politica è una cosa sporca”, “sono tutt* eguali”.

Aumenteranno la disaffezione, il disinteresse (perché andare a votare? Perché partecipare?) e il successo della donna madre cristiana e fascista che si è smarcata dal coro generale.

La stessa scelta dei/delle ministr* fa temere il peggio per il pubblico impiego, per la scuola, sempre più privatizzata, per la sanità, sempre più aziendalizzata. Il mezzo milione di posti di lavoro persi in un anno rischia di moltiplicarsi.

L’UNITA’ di AZIONE di forze politiche, sindacali, associative, di singole persone che non si sentono omologate dal pensiero unico è più che mai indispensabile. Un INCONTRO on line, misto… nella forma che si vorrà definire, non può essere ulteriormente rimandato. Sarebbe opportuno un forte segnale nazionale, ma iniziamo dalle situazioni locali.

2) L’indegno pronunciamento (tra l’altro sgrammaticato e incoerente) del comune di Genova sull’anagrafe antifascista e anticomunista merita una risposta non solo con comunicati e articoli (ricordo sul “Secolo XIX l’articolo di Antonio Gibelli, la lettera del sindaco di Stazzema, l’intervista ad Angelo d’Orsi), ma richiederebbe, con i limiti imposti dalla zona arancione, un PRESIDIO davanti a Tursi.

La cosa deve essere preparata seriamente, ma è dovere collettivo organizzarla. Chi batte il primo colpo?

3) sabato 13, a Cogoleto manifestazione di protesta contro il saluto romano di tre consiglieri, nel corso di un recente consiglio comunale. Folta partecipazione. Persone arrivate anche da qualche comune vicino. Bandiere. Rabbia, sconcerto a cui si somma anche la delusione per il voto del consiglio comunale di Genova (maggioranza di destra, astenuto (sic!) il PD sull’anagrafe antifascista e anticomunista. Breve saluto della presidente locale dell’ANPI, breve discorso del sindaco, intervento del presidente provinciale dell’ANPI che, al termine dell’intervento dice: “la manifestazione è chiusa”.

A parte la sorpresa, per la manifestazione più breve della storia, si nota come la volontà di partecipazione, la rabbia, la delusione, la volontà di trovare risposte di tante perone rimanga delusa.

Timore che qualcun* ricordi la indecorosa astensione al consiglio di Genova? Preoccupazione che qualcun* ricordi come “la sinistra” sia al governo con una destra indegna e indecorosa? Timore di interventi “estremistici”?

In ogni caso, ricordiamo ancora come l’estrema destra non si affronti con discorsi più o meno retorici, ma solamente con politiche che affrontino i grandi nodi sociali (disoccupazione, precarietà, scuola laica per tutt*, questione ambientale, pace …).

Frenare o bloccare il bisogno di partecipazione e di protagonismo di centinaia di persone non è certamente la risposta migliore.

Genova, 13 febbraio 2021, ore 20:00

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Sergio Dalmasso

Addio Cristofanini

È morto a Cogoleto (Genova), Bruno Cristofanini

 

Addio Cristofanini
Addio Cristofanini. Pochi anni fa era scomparsa la moglie, infaticabile attivista, organizzatrice di feste dell’Unità, figura centrale della sinistra di questa cittadina partigiana, antifascista, un tempo operaia.

Lo scorso anno era morta, prematuramente, la figlia Iris, fondatrice della Rifondazione locale, consigliera comunale, maestra elementare, colonna dell’ARCI e della casa del popolo.

Bruno era stato partigiano a 16 anni, poi operaio, sempre iscritto al PCI.

Nel ’91, la scelta per Rifondazione, poi lasciata dopo una delle tante tristi scissioni.

Anni fa gli avevo chiesto di raccontarmi la sua vita, la scelta partigiana, la fabbrica, il PCI locale, il sindacato.

Mi aveva risposto di avere troppi impegni.

Avevo chiesto alla figlia, Iris, di mandarmi almeno la testimonianza del periodo partigiano, ma questa non mi è mai arrivata.

Vi era il ritegno, proprio di tanti militanti, nel raccontare la propria vita, ritenendo che le scelte, i sacrifici, le lotte fossero cosa di poco conto, quasi insignificante.

Il 9 gennaio, ho ricordato, alla casa del popolo di Cogoleto l’eccidio di Modena 1950.

Abbiamo messo fiori alla lapide che ricorda i lavoratori uccisi dalla polizia di Scelba.

La testimonianza di Bruno sul dopoguerra, le elezioni del 1948, gli anni duri del centrismo e delle ristrutturazioni industriali, è stata magnifica e commovente.

Lo avevo ringraziato, ricordandogli che – anche quando sembra tutto finito – la memoria ha una funzione importante e sarebbe stato utile riprendere il filo dei ricordi e scriverli.

Lo ho visto e salutato a fine febbraio, quando, nello stesso luogo, con Cristina Campanile, ho ricordato le figure di Rosa Luxemburg e degli spartachisti.

Mai avrei pensato che fosse il nostro ultimo incontro.

Saremmo dovuti tornare, per altra iniziativa pubblica, a marzo, ma non è stato, ovviamente possibile.

Leggo della sua morte.

Quando andavo a Cogoleto, il pensiero correva sempre ad Iris.

Ora correrà anche a Bruno, alla moglie, alle fotografie delle feste dell’Unità – anni ’50 – che nel corridoio della casa del popolo, parlano della nostra storia, della nostra sconfitta che dobbiamo cercare di non rendere irreversibile.

C’è sempre più bisogno di Iris, di Bruno, di questa epopea di persone semplici che – per un mondo diverso – hanno dato tutto.

Sergio Dalmasso,

notizia da facebook

Sabato 18 aprile 2020

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