RANIERO PANZIERI:
USCIRE DALLO STALINISMO, A SINISTRA
di Sergio Dalmasso
In, “IL LAVORATORE”, Mensile della Federazione di Trieste del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, Anno XXVI n. 1 – 03.02.2026 e in Archivio, Scritti storici, Articoli e saggi – Sergiodalmasso.com
Il socialista
È un errore riferirsi a Panzieri solamente per i “Quaderni rossi” o, al massimo, per le Sette tesi sul controllo operaio.

Cercheremo di rispondere alla questione.
Nato nel 1921, quadro della sinistra socialista, è vicinissimo a Rodolfo Morandi, ministro sino al 1947, poi nettissimo nello scontro contro Saragat (scissione socialdemocratica nel gennaio 1947) e vicesegretario dal 1951, quando la corrente di sinistra, dopo una breve parentesi, torna a reggere il PSI.
Panzieri nel 1949 si trasferisce a Messina, dove, per alcuni anni è insegnante di Filosofia del diritto all’università, su indicazione di Galvano Della Volpe.
È attivissimo nelle agitazioni contadine siciliane, nelle lotte di minatori e solfatari.
Nel 1953 è nominato responsabile nazionale della sezione stampa e propaganda.
In questo ruolo, è intenso il suo impegno per una politica culturale del PSI che abbia capacità di autonomia rispetto a quella del PCI1 e proponga una “identità socialista”.
Il nodo è, però, il 1956, con lo sconvolgimento nel mondo comunista.
La scelta di autonomia del PSI nenniano ha aspetti contraddittori.
Intervenendo al Comitato centrale, in polemica con Lombardi (identificazione di stalinismo e comunismo), Panzieri sostiene che questo porti “la sinistra italiana alla divisione di un’ala estremista, rinchiusa in posizione settaria di isolamento, contrapposta ad un’ala aperta alla capitolazione riformista”.
È l’inizio di un impegno, dentro e fuori il PSI, centrato sulla necessità di “uscire dallo stalinismo, ma a sinistra”2.
Nel 1957, è nominato condirettore di “Mondo operaio”.
I due anni, sino al 1959, coincidono con la stagione più ricca e innovativa della rivista fondata da Pietro Nenni.
Al centro, la necessità di rianalizzare il capitalismo nelle sue trasformazioni, il “miracolo”, la realtà operaia, le prospettive per i partiti del movimento operaio, non in astratto, ma alla luce della condizione della classe.
I caratteri nuovi del capitalismo non attenuano la lotta di classe, ma propongono nuove contraddizioni. Il livello più avanzato del capitalismo accentua le potenzialità socialiste della lotta.
La coscienza delle masse cancella le valutazioni pessimistiche sulla loro subordinazione; si assiste, al contrario, a un progressivo processo di proletarizzazione.
Nel 1958, in un singolare sodalizio con Lucio Libertini, pubblica su “Mondo operaio” le Sette tesi sul controllo operaio,
in antitesi all’orientamento di Togliatti e Nenni, centrate sulla proposta di nuovi istituti di controllo,
sulla centralità della fabbrica, sul primato dei referenti sociali e non del partito, sulla proposta di democrazia diretta e consiliare (ritorno al Lenin di Stato e rivoluzione, in un singolare incontro fra leninismo e tradizione consiliarista).
Vi è un richiamo (soprattutto in Libertini) alla costruzione di consigli operai nei Paesi socialisti (Polonia, l’autogestione jugoslava), vi è una rivalutazione del Gramsci del movimento dei consigli, non riducibili (togliattianamente) a fase preparatoria della fondazione del partito (PcdI).
Di pochi mesi successive sono le Tredici tesi per il partito di classe, complementari alle Tesi sul controllo e finalizzate alla battaglia interna a un PSI che si avvicina, a larghi passi, al centro-sinistra.
Nel 1959, dopo il congresso nazionale di Napoli, matura la convinzione che sia insufficiente una lotta interna al PSI, ormai proiettato verso la scelta governativa e verso la totale dissociazione fra azione di massa e azione parlamentare.
Anche l’azione della opposizione interna è insufficiente. Da qui la rottura con Libertini, uomo di partito, che accetta, invece, di dirigere l’organo della sinistra del PSI, “Mondo nuovo”.
I “Quaderni rossi”
Si trasferisce a Torino per lavorare all’Einaudi, in progressivo allontanamento dal partito e dalla stessa sinistra interna che non comprende le trasformazioni strutturali e la necessità di nuovi paradigmi.
È poco conosciuto lo scontro con Nenni nel Comitato centrale socialista del 2 giugno 1960, in cui accusa il segretario socialista di voler riportare il Psi alla situazione pre 1921, rendendo inutile l’esperienza che va da Morandi a noi più giovani.
È del 1961 il definitivo distacco dal partito.
Al congresso nazionale (Milano) non interviene e si dichiara estraneo alla stessa minoranza interna (Vecchietti, Valori, Libertini…).
L’impegno è proiettato su gruppi esterni e sulla fondazione di una rivista che, infatti uscirà nel mese di giugno.
I “Quaderni rossi” nascono dalla collaborazione dell’Istituto Morandi, di nuclei formatisi a Torino, Roma, in Veneto e della CGIL torinese (Foa, Garavini, Alasia, Pugno…) che abbandonerà, però, subito il progetto, accusato di schematismo e di semplicismo di giudizio. … CONTINUA
Note
1 Cfr. Maria Margherita SCOTTI, Da sinistra: intellettuali, Partito socialista e organizzazione della cultura, Roma, Ediesse, 2011.
2 Pino Ferraris parla di Uscita libertaria e classista dallo stalinismo.
3 Cfr. anche Romano ALQUATI, Per fare conricerca. Teoria e metodo di una pratica sovversiva, Bologna, Derive e approdi, 2022. Di grande interesse, ma discutibile in più parti, è l’intervista dello stesso Alquati, in cui sostiene che mai Panzieri ha praticato inchiesta e conricerca, che i giovani torinesi lo seguivano perché portava finanziamenti della Einaudi. Disinvolto è l’uso del termine “trotskista” riferito a Panzieri e Foa. Cfr:
https://www.archiviomovimenti.org/public/documenti/Romano%20Alquati.pdf
4 Raniero PANZIERI, Conricerca e controllo operaio, in Paolo FERRERO (a cura di), Raniero Panzieri, Un uomo di frontiera, Milano, Punto rosso, 2006. Ferro è oggi il dirigente politico che ha prestato più attenzione alla figura di Panzieri. Cfr anche Attilio MANGANO, L’altra linea. Fortini, Bosio, Montaldi, Panzieri e la nuova sinistra, Catanzaro, Pullano ed., 1992.
DOWNLOAD COMPLETO, RANIERO PANZIERI: USCIRE DALLO STALINISMO, A SINISTRA
***
