L’avventura dei Quaderni del CIPEC curati da Sergio Dalmasso nasce nel lontano aprile 1995 con il quaderno numero 1 dedicato a Lucia Canova. Ecco un passo di cosa racconta Lucia Canova a Dalmasso in una sua intervista trascritta nel quaderno 1 e in seguito in un video documentario dell’amministrazione provinciale di Cuneo e del Comune di Garessio, mostrato di seguito.

Lucia Canova comunistaSe mi guardo indietro e mi domando la ragione del mio essere comunista non posso attribuirla tanto alle mie letture giovanili – Marx e Gramsci li ho letti molto più tardi – quanto alla sensibilità che avevo fin da bambina di cogliere l’ingiustizia profonda che si nasconde nelle pieghe delle differenze sociali.

Nacque presto in me un senso di ribellione; volevo lottare per dare a tutti la possibilità di vivere meglio, di migliorare ed emanciparsi, di scrollarsi di dosso l’ignoranza; per me essere comunista voleva dire tutto questo“.

Lucia Canova nasce il 16 marzo del 1904 a Garessio (Cuneo). Fin dalla prima giovinezza partecipa attivamente alla vita politica del suo tempo.

Nel 1921 è al Congresso di Livorno dove avrà luogo la scissione del Partito Socialista e la fondazione del Partito Comunista Italiano a cui Lucia aderirà immediatamente. Perseguitata e imprigionata durante il Ventennio fascista, dopo l’8 settembre 1943 darà il suo contributo al CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) locale.

Candidata alla Costituente, nel 1950 viene eletta consigliere provinciale.

Lucia Canova muore nel novembre del 1999. Per l’intensità della sua passione politica e il coraggio dimostrato durante la sua lunga esistenza viene ricordata come la “Pasionaria” dell’Alta Val Tanaro.

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Michele TERRA (a cura di), Antifascismo e rivoluzione.

Storia critica dei movimenti reazionari di massa, Roma, Redstarpress, 2021.

 

Michele Terra è attivista politico bolognese e dirige l’Associazione culturale Victor Serge. Il breve testo, da lui curato, ha il merito di condensare sinteticamente almeno tre temi: – la presenza di una estrema destra in Italia, nella sua continuità rispetto al ventennio fascista – il carattere sessista e maschilista di questa area politica, dalle avventure coloniali mussoliniane, alla “difesa della razza”, alle proposizioni leghiste (non solamente di Borghezio) – l’incomprensione, da parte delle forze di sinistra, delle radici sociali che hanno portato alla affermazione del nazismo. Ancora: una breve panoramica sullo stragismo fascista, nel nostro paese, nel corso degli anni ’70, mai perseguito sino in fondo ed oggi dimenticato in una generica valutazione sugli “anni di piombo”.

Terra passa in rassegna la vittoria fascista che segue la frontale sconfitta operaia dopo il “biennio rosso”, i crimini coloniali, la oggettiva continuità degli apparati statali dopo il 1945 e l’uso del MSI, partito neo-fascista nato già nel 1946, durante tutta la storia repubblicana. Nel nuovo millennio, l’estrema destra assume connotazioni diverse, sposando le tesi della “sostituzione etnica”, dell’opposizione all’islamismo, della priorità nazionale. Non mancano i riferimenti ad esponenti della Lega (Borghezio, Savoini), al legame con la rivista “Orion”, ai richiami alla “stirpe”, a dichiarazioni razziste e antisemite di molt* elett*, al rifiuto populista di distinguere fra destra e sinistra.

Piero Nobili passa in rassegna l’ascesa del nazismo in Germania, sottovalutata e assecondata dalle forze di sinistra che rifiutano quell’unità di azione che avrebbe, ancora alla vigilia del gennaio 1933, potuto costruire una opposizione efficace all’hitlerismo: Gli errori del Partito comunista tedesco si intrecciano con quelli dell’Internazionale, per anni legata alla assurda teoria del “socialfascismo”. Tocca, quindi le potenzialità della Resistenza italiana che l’autore ritiene non compiutamente utilizzate e valorizzate dalle forze politiche e sociali della sinistra. Dal compromesso con la monarchia, al ritorno del dominio padronale in fabbrica, dalla continuità di tutto l’apparato amministrativo, militare, giudiziario, scolastico all’uso dell’estrema destra in funzione anticomunista, il panorama del dopoguerra segna l’esaurirsi della spinta propulsiva del “vento del nord”, a favore di una sostanziale restaurazione dei rapporti economici e sociali pre-fascisti.

La strategia della tensione, i tentativi di golpe, dal piano Solo a quello, che l’autore analizza, voluto da Junio Valerio Borghese (7-8 dicembre 1970) sino allo stragismo che costella tutto un decennio (piazza Fontana, piazza della Loggia, le bombe sui treni, la stazione di Bologna, Peteano…) sono la diretta continuazione, in una fase di forte scontro sociale e di crescita di movimenti di opposizione, della voluta protezione, a livello nazionale e internazionale, di forze fasciste e golpiste.

Chiara Mazzanti prende in esame i legami fra tematiche proprie del ventennio mussoliniano e della Repubblica sociale e gli attuali slogan della estrema destra. Ne emerge un doppio “statuto dello straniero, ritenuto pericoloso, ma anche oggetto sessuale (Venere, se donna), in un antifemminismo crescente, caratterizzato dalla riproposizione del ruolo tradizionale di moglie e madre (si pensi a Vox in Spagna e alle tendenze reazionarie, politiche e culturali, non solamente lepeniste, in Francia).

Chiudono il testo scritti di Gramsci e di Trotskij. Del primo si riportano lo scritto successivo alla morte di Giacomo Matteotti. La commozione per il suo martirio non nasconde le critiche alle scelte riformiste che hanno sempre sottovalutato la possibilità di un colpo di stato e lo splendido discorso (l’unico) da lui svolto alla Camera (16 maggio 1925). Al di là del contenuto (l’opposizione alla legge che limita l’attività delle associazioni) e delle schermaglie dialettiche con Mussolini e Farinacci, è ammirevole (in particolare oggi) la capacità di analisi strutturale, di lettura delle tendenze delle classi sociali e della questione meridionale.

Di Trotskij gli autori (di matrice trotskista) riportano una attenta valutazione del nazionalsocialismo e frontali critiche all’atteggiamento di Stalin verso di esso (si pensi al patto russo-tedesco dell’agosto 1939).

Un testo agile, sintetico che compendia materiali utili a chiunque si impegni contro il crescente pericolo di destra, non solamente nel nostro paese.

Genova, 1 gennaio 2022

Sergio Dalmasso

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Scheda libro antifascismo e rivoluzione

In occasione della recente uscita del libro della Red Star Press “Antifascismo e rivoluzione”: http://bit.ly/3qTzbxT Il video della relazione del curatore, Michele Terra, al seminario online, tenuto nel giugno 2020, “RESISTERE ALL’ONDA NERA – La nazionalizzazione delle masse: fascismo e antifascismo oggi”. La relazione di Michele Terra, dal tema “Classe e antifascismo”, ripercorre alcuni dei temi presenti nel libro, in particolare nella prima parte del saggio “Fascismo e Fascismi, Resistenza e Resistenze”.

A partire dal giorno 19 dicembre e fino al giorno 6 gennaio sarà possibile visitare la mostra fotografica sui trenta anni di Rifondazione Comunista nella provincia di Grosseto.

Domenica 19 dicembre 2021 è stato presente Sergio Dalmasso dalle ore 15:00 con il suo libro sulla storia Rifondazione Comunista (da Genova 2001 alla chiusura del quotidiano di partito Liberazione 2011.

Foto evento presentazione libro di Sergio Dalmasso al circolo PRC di Grosseto

L’ingresso alla mostra è consentito con mascherina ed esibendo green pass in corso di validità.

Calendario della federazione di Rifondazione Comunista della provincia di Grosseto, calendario che ripercorre la storia della federazione del PRC di Grosseto dalla fondazione ai giorni nostri ; ogni copia può essere richiesta al prezzo di € 10 ciascuna. Chi fosse interessato contatti la segretaria di federazione Stefania Amarugi.

Presentazione del libro moderata da Alessio Buzzani.

Circolo PRC Grosseto

Libro storia di Rifondazione Comunista Dalmasso

Vita sociale in occasione della festa per i 30 anni di Rifondazione a Grosseto 19-12-2021

Festa dei 30 anni di Rifondazione al circolo PRC Grosseto

SABATO 18 dicembre 2021 alle ore 15:00, a GENOVA, alla BIANCHINI (p. Romagnosi, Marassi), incontro sui 30 anni di Rifondazione.
– introduzione;
– Testimonianze, ricordi, di chi ha contribuito a fondarla, nel lontano 1991, di chi ha partecipato per fasi più o meno lunghe.

Dieci anni fa, a Cuneo, organizzammo un incontro simile, con la presenza della grande Bianca BRACCI TORSI.

La situazione non è certo migliore, ma è opportuno incontrarsi, ragionare insieme, sapendo che i percorsi sono stati diversi e tormentati.
– conclusione: dal 1991 al 2021 ed oltre.

Spero che il mio recente libro RIFONDAZIONE COMUNISTA

e il primo (2002), di cui ho artigianalmente ristampato alcune copie, servano ad una riflessione collettiva, aperta.
Mi auguro che gli incontri svolti sino ad oggi :
Piemonte: Cuneo, Torino, Asti, Mondovì
Liguria: Genova centro storico, val Polcevera, S. Teodoro, Rapallo
Resto del mondo: Bologna, Napoli
non siano stati inutili e che il Covid ci permetta di averne altri, da nord a sud, da est ad ovest.

Un grazie alle persone che ho incontrato e conosciuto in queste chiacchierate e a chi mi ha cercato per prossime avventure.

Non mancate SABATO 18. Vi sarà anche la focaccia!

 

Sergio Dalmasso

13 dicembre 2021, via facebook

Incontro partenopeo dell’11 dicembre 2021 :

Il 2 dicembre 2021 vi è stata la presentazione (grazie all’associazione no profit de “La Poderosa”) a Torino del nuovo libro di Sergio Dalmasso: Rifondazione Comunista. Dal movimento dei movimenti alla chiusura di “Liberazione”. Storia di un partito nella crisi della sinistra italiana. Scritti introduttivi di Roberto Musacchio e Giovanni Russo Spena.

Rifondazione Comunista Sergio Dalmasso

Relatori: Paolo Ferrero vicepresidente della Sinistra Europea e già Segretario di Rifondazione Comunista, Sergio Dalmasso, l’autore del libro, e lo storico Diego Giachetti come moderatore della presentazione.
Breve introduzione di Stefano Alberione.

L’incontro è stato videoripreso e trasmesso Live sulla pagina facebook La Poderosa – Associazione di Promozione Sociale, (superando ad oggi le ottocento visualizzazioni e collocandosi al primo posto tra i loro video eventi pubblicati sulla loro pagina fb – Da notare che Paolo Ferrero ha condiviso sulla sua pagina facebook il video evento).

La Poderosa Associazione Torino

Incontro lunghissimo, iniziato dopo le ore 21.00 e conclusosi oltre la mezzanotte. Interessanti i temi trattati e suscitati durante la presentazione del libro. Dibattito presente nel seguente video:

Paolo Ferrero, diverse volte citato nel testo, come protagonista della parte finale della storia raccontata (che spazia dagli anni 2001 con i fatti di Genova e del movimento NO Global di allora fino al 2011) a cui il libro è piaciuto, afferma che merita d’essere letto altrimenti non avrebbe partecipato alla presentazione, vi trova il limite di avere poco attinto alle fonti orali – a suo dire – che racconterebbero metà parte della storia di Rifondazione Comunista mancante nel testo.

Il moderatore e storico Diego Giachetti contrario a questa tesi di Paolo Ferrero sul grandissimo valore delle fonti orali, ritenute dall’ex segretario di RC essere superiori alle fonti documentarie, anche se prese dai quotidiani ufficiali del partito, sottolinea tra l’altro la mancanza di un archivio del partito che quest’anno compie il suo trentesimo compleanno.

E, mostra, dimostra, i pregi del libro (che ha una lunghissima bibliografia) in cui l’autore fa raccontare la storia ai protagonisti della storia stessa. Sostiene che l’autore non li interpreta l’autore fa raccontare loro quel che hanno detto o fatto.

E, questo è per egli cosa molto raffinata da fare per un autore che – pur essendo stato protagonista in in qualche misura di quel periodo – sfugge da considerazioni personali, tifo per questa o altra fazione.
Sottolinea, inoltre, che essendo questo un libro che fa discutere ha già assolto al suo compito, quindi è un libro di successo poiché compito dei libri di storia, in particolare, è suscitare la discussione per confrontare tesi diverse, per andare avanti nel prosieguo della storia nel modo migliore.
L’autore appare nel video ascoltare con grande interesse, sia le critiche, sia i pregi che i due colleghi relatori espongono. Intanto l’ora si è fatta tardi e deve concludersi la bella presentazione.

Pagine 170 E 171 del libro Rifondazione Comunista

Amazon libro in classifica

 

P.S.

Questo nuovo libro che racconta la storia degli anni (2001/2011) lo puoi trovare nelle librerie od acquistarlo online; è presente sul sito della casa editrice RedStar Press come pure su Amazon al seguente RIFONDAZIONE COMUNISTA, mentre il primo libro che racconta la storia di Rifondazione comunista dagli anni 1991 al 2001 è disponibile gratis in formato pdf nel quaderno 31

Sono gradite le recensioni sui siti online.

Copertina Libro sulla storia di Rifondazione Comunista

Storia di Rifondazione comunista

Nel lontano 2002, ho pubblicato la prima puntata della storia di Rifondazione, “Rifondare è difficile” che copriva gli anni 1991/2001. (Reperibile in formato pdf nel Quaderno CIPEC  31.)

Tra pochi giorni uscirà la seconda puntata, edita dalla Redstarpress di Roma che racconta gli anni dal 2001 (Genova) al 2011 (triste chiusura di “Liberazione“, passando per il movimento dei movimenti, il ruolo di Rifondazione, la “svolta” di Bertinotti, il governo Prodi, la sconfitta del 2008, il difficile tentativo di rilancio (Chianciano 2008 e la Federazione della sinistra).

Rifondazione Comunista nuovo libro Sergio Dalmasso

 

Il libro dovrebbe arrivare, in anteprima, al congresso nazionale di Rifondazione Comunista (ancora) Chianciano tra il 22 e il 24 ottobre 2021 ed essere in libreria da novembre.

Non ha “svolazzi” interpretativi, ricette per il futuro. Semplicemente racconta i fatti, spesso dimenticati, non conosciuti, sovrapposti.

Ringrazio Giovanni Russo Spena e Roberto Musacchio che hanno scritto le due introduzioni e chi vorrà leggere, discutere, criticare, cestinare il testo.

Spero che, nella difficilissima situazione in cui siamo, possa essere strumento utile.

Disponibile, nei miei limiti (non attiro folle) a partecipare a presentazioni, discussioni, tavole rotonde, convegni, se qualcun* vorrà, dalle Alpi alla Piramidi, nella nostra piccola comunità e all’esterno di questa.

Sergio Dalmasso

Facebook, 15 ottobre 2021

PS.
Sergio Dalmasso al congresso nazionale di Rifondazione comunista a Chianciano (22 ottobre 2021) mentre firma il suo nuovo lavoro ad una lettrice

Congresso Nazionale Rifondazione Comunista Chianciano 2021 Sergio Dalmasso

Congresso di Rifondazione Comunista a Chianciano Terme 22-24 ottobre 2021

Congresso Rifondazione Comunista Chianciano 2021 Le radici e le aliFoto Mirko De Berardinis

25 aprile

Franco Di Giorgi-Primo Levi

Per un altro 25 aprile “a distanza”, insieme a Primo Levi

A proposito di una mostra on-line a cura dell’Anpi.*

Mostra a Ivrea sulla festa della liberazione

«L’arte e la scienza» si legge al primo comma dell’articolo 33 della nostra Costituzione «sono libere e libero ne è l’insegnamento». Questo il principio, il fondamento. Dalla nostra storia e soprattutto dalla nostra Resistenza, dalla quale esso è sorto, apprendiamo però che non c’è e non ci può essere in generale libertà alcuna senza l’esperienza liberatoria e liberante della lotta per la liberazione. Liberazione anzitutto dal nazifascismo, i cui effetti, nonostante un secolo dalla fondazione e i 76 anni dalla fine della guerra, continuano ancora a farsi sentire su di noi, così come si sentivano sui giovani di allora. «Ci proclamavamo nemici del fascismo» annotava Primo Levi ne Il sistema periodico (Oro) «ma in effetti il fascismo aveva operato su di noi, come su quasi tutti gli italiani, estraniandoci e facendoci diventare superficiali, passivi e cinici».

Ebbene, non potremmo forse dire la stessa cosa noi oggi, sotto i colpi del Coronavirus, di un nemico invisibile che ci costringe a una nuova forma di Resistenza passiva? Passiva e deteriorante, simile nella sua inconfrontabilità all’esperienza vissuta dai deportati, e quindi – confessa Levi in una intervista concessa nel maggio del 1986 a Ferdinando Camon, a proposito della pubblicazione de I sommersi e i salvati – differente da quella attiva e vittoriosa vissuta dai partigiani (cfr. G. Poli e G. Calcagno, Echi di una voce perduta, Mursia, Milano 1992).

Il distanziamento non accresce forse la nostra estraneità, non approfondisce la nostra reciproca sospettosità, non alimenta l’intolleranza? «L’intolleranza – fa notare infatti Levi nel capitolo de I sommersi e i salvati dedicato al problema della comunicazione – tende a censurare, e la censura accresce l’ignoranza della ragione altrui e quindi l’intolleranza stessa: è un circolo vizioso rigido, difficile da spezzare».

E questa viziosa circolarità centrata sull’intolleranza non ricalca forse quella pendolarità della violenza preventiva che alimenta anziché smorzare la violenza stessa? Un simile vizio circolare ci sembra poi che si possa cogliere anche in rapporto all’uso contemporaneo del linguaggio. A causa del suo estremo semplificarsi richiesto dalle prestazioni tecnologiche sempre più avanzate, come pure a causa del moltiplicarsi delle emergenze nel presente, pur volendo progettare un futuro possibile e pur volendo recuperare un passato memorabile, alla fine non può fare altro che appiattirsi sul presente e sulle sue esigenze costantemente critiche.

E la precarietà, l’incertezza della vita e del domani, specialmente per quanto riguarda i giovani, non ci rende forse più superficiali, più passivi e soprattutto più cinici? Forse proprio ai giovani di oggi, certo non per colpa loro, manca quello che, nella primavera del ’45, in un campo allestito dai russi liberatori, Levi aveva colto nella diciottenne ucraina Galina (la giovane impiegata de La tregua) «la dignità di chi lavora e sa perché, di chi combatte e sa di aver ragione, di chi ha la vita davanti» (Katowice). I giovani degli anni ’80, scriverà ancora Levi nella Conclusione de I sommersi e i salvati, tendevano a non interessarsi dell’esperienza concentrazionaria vissuta solo quarant’anni prima dai deportati nei Lager nazisti, perché «assillati dai problemi d’oggi». Si tratta, precisa, di «una generazione scettica, priva non di ideali ma di certezze, anzi, diffidente delle grandi verità rivelate; disposta invece ad accettare le verità piccole, mutevoli di mese in mese sull’onda convulsa delle mode culturali, pilotate o selvagge».

Insomma: i segni di questa emergenza pandemica non sono forse quelli stessi che ha lasciato in noi il fascismo? Anche noi che ci proclamiamo antifascisti dobbiamo quindi porre attenzione all’emergenza Covid-19 – ecco il senso dell’avvertimento che cogliamo nella testimonianza di Levi –, perché da questa pandemia, come si vede, si creano impercettibilmente le condizioni, l’humus venefico per l’insorgenza di quell’erba malsana, della quale tanta fatica è costato lo sradicamento.

Com’è noto, inoltre, una tra le più profonde e dolorose ferite che questo virus ha scavato nel tessuto sociale è sicuramente quella dell’ineguaglianza, piaga che si apre come un ampio solco in cui facilmente possono attecchire i semi di quell’erba velenosa. Un disvalore che, per potersi radicare meglio, quell’erba è capace di trasformare in discriminazione sociale e perfino razziale. Nel 1976, al teatro Carignano, in occasione della presentazione de Il sistema periodico, Levi a tal riguardo ammoniva: «Il sentiero in discesa che comincia dalla negazione dell’uguaglianza tra gli uomini, finisce fatalmente nella perdita della libertà e nel Lager». E l’esperienza dei deportati, come ricorderà, è «esperienza passiva e deteriorante», mentre quella dei partigiani è «esperienza della lotta vittoriosa». Ma il Presidente Ciampi nel 2000 volle rimarcare il fatto che i primi segni della Resistenza, oltre che nella scelta partigiana dei civili l’8 settembre, compiuta dallo stesso giovane Levi, e nelle quattro giornate di Napoli, si vide anche nella maggioranza degli internati militari italiani che vennero rinchiusi negli Stammlager e negli Offlager tedeschi perché si erano rifiutati di aderire alla Repubblica di Salò e quindi al nazifascismo.

Ad ogni modo, una volta ripulito il terreno da quell’erba infestante, da quell’invadente gramigna, nonostante la stanchezza accumulata durante il ventennio e soprattutto nei lunghi cinque anni di guerra, tra cui l’odiosa coda della guerra civile, più facile sembrò ai nostri padri, ai padri fondatori, la ricostruzione: allontanandosi da quel passato torbido, essi, anche grazie al piano Marshall, poterono guardare a un futuro più radioso con fiducia, speranza e leggerezza. Ma oggi, ad appena un anno dall’esplosione della pandemia, siamo già molto provati e soprattutto cupi, perché sembra che essa, con le sue ferite, con i suoi 120 mila morti, ci stia di nuovo riportando nostro malgrado verso un futuro che sa molto di quel passato buio. Dinanzi a questo grave e attuale disagio nell’affrontare l’avvenire, le parole chiare e oneste di Levi ci vengono incontro: «Il domani» ci ammonisce ne L’altrui mestiere (1985) «dobbiamo costruircelo noi, alla cieca, a tentoni».

Ecco allora l’intervento quasi sempre provvidenziale dell’arte. Anche quando rievoca il passato, essa è sempre al contempo una messa in discussione del presente, una prefigurazione critica del futuro, allusione a dimensioni altre, a spazi di libertà impensati, a eventi inauditi. Anche a questo proposito, il testimone e scrittore torinese è molto schietto. In uno dei suoi racconti postumi (Auschwitz, città tranquilla) osserva: la pagina documentaria «non possiede mai il potere di restituire il fondo di un essere umano: a questo scopo, più dello storico e dello psicologo sono idonei il drammaturgo e il poeta». E noi, per questo secondo 25 aprile a distanza e segnato dalla pandemia, potremmo aggiungere a buon diritto anche i dieci artisti che hanno accettato l’invito dell’Anpi di Ivrea a celebrare la festa della Liberazione con una esposizione on-line di alcune loro opere. (https://www.facebook.com/472943589751904/videos/3822709961141953/).

* Il testo, pubblicato sulla pagina facebook dell’Anpi di Ivrea e del Basso Canavese, costituisce la presentazione della mostra a cui rimanda il link. Qui viene riproposto con un diverso titolo e con qualche aggiunta.

Primo Levi 1960

Primo Levi seduto alla scrivania mentre legge (1960)

Unigramsci Genova

L’Unigramsci  (Università popolare Antonio Gramsci) ha sede a Roma; è una associazione senza fini di lucro nata nel 2014.

Unigramsci Genova

L’Unigramsci arriva a Genova con una sezione staccata collocata all’interno del progetto casadeipopoli inaugurata il 6 marzo 2021.

La casa dei popoli di Genova organizza un ciclo di 11 lezioni aperto da questo incontro con Sergio Dalmasso intitolato: Vita e pensiero di Rosa Luxemburg.

La lezione di Sergio Dalmasso sulla figura di Rosa Luxemburg è stata trasmessa in diretta streaming YouTube tramite il canale Casa dei Popoli Genova e sulla pagina Facebook il 9 marzo 2021 dalle ore 18:00.

La lezione è stata trasmessa anche in differita da RadioGrAmma-Buridda AM 1359 KHz e resa disponibile sul sito buridda.org.

Hanno partecipato alla videoconferenza: Patrizia Poselli, Cinzia Ronzitti, Giovanni Ferretti, Roberta Piazza, Lautaro Castro.

Le recenti pubblicazioni di Sergio Dalmasso tra cui il libro: Una donna chiamata rivoluzione. Vita e opere di Rosa Luxemburg, edizione RedStar Press Roma sono presenti nella seguente foto.

Unigramsci Genova presenta Libro su Rosa Luxemburg

Corsi e seminari dell’Unigramsci

Antropologia

La costruzione dell’egemonia culturale statunitense in Europa dalla fine della Seconda Guerra mondiale

Alessandra Ciattini

2021

Antropologia

Pandemia e Capitalismo

Alessandra Ciattini
Beniamino Caputo

2021

Economia

I parte del testo Perla Critica (Gianfranco Pala)

Carla Filosa

2021

Economia

II parte del testo Perla Critica (Gianfranco Pala)

Francesco Schettino

2021

Economia

Storia della organizzazione del lavoro: un minicorso

Domenico Laise

2021

Filosofia

Controstoria della filosofia in una prospettiva marxista – Primo ciclo: la filosofia antica dai presocratici a Socrate

Renato Caputo

2021

geoeconomia

Corso di Geoeconomia del terzo millennio

Andrea Vento

2021

Pensiero Politico

Internazionalismo e questione nazionale nella storia del movimento dei lavoratori

Francesco Cori

2021

Antropologia

“Il socialismo e l’uomo a Cuba” di Ernesto Che Guevara, lettera al giornalista uruguayano Carlos Quijano (1965) : Esiste un’etica marxista?

Alessandra Ciattini

2020

Economia

Imperialismo e disuguaglianze

Francesco Schettino

2020

Economia

I paradigmi fondamentali della Organizzazione del Lavoro (OdL)

Domenico Laise

2020

Filosofia

La distruzione della ragione

Renato Caputo

2020

Filosofia

Democrazia e colonialismo. Il lato oscuro dell’occidente. Le ragioni profonde dei fenomeni razzisti

Francesco Cori

2020

Filosofia

Salario minimo e reddito di cittadinanza

Carla Filosa

2020

Antropologia

Le illusioni del postmodernismo

Alessandra Ciattini

2019

Economia

L’organizzazione del Lavoro nella fabbrica capitalistica

Domenico Laise

2019

Filosofia

Le origini filosofiche del marxismo: la filosofia di G.W.F. Hegel

Renato Caputo

2019

Filosofia

Concezione Materialistica della Storia

Carla Filosa

2019

Filosofia

Sull’Egemonia

Francesco Cori

2019

Antropologia

Breve Storia Della Riflessione Sulla Religione

Alessandra Ciattini

2018

Diritto

Corso di Diritto

Claudio De Fiores

2018

Economia

L’attualità di Marx

Francesco Schettino
Carla Filosa
Domenico Laise

2018

Filosofia

Poiesis e Praxis nella cultura occidentale

Felice Renda

2018

Storia

Controstoria del secolo breve (II parte): dal secondo dopoguerra ai giorni nostri

Renato Caputo

2018

Storia

Sovranità e conflitto nella Teoria Politica Moderna

Francesco Cori

2018

Antropologia

La Storia religiosa dell’America Latina e del Caribe

Alessandra Ciattini

2017

Economia

L’attualità di Marx (2017)

Francesco Schettino
Carla Filosa
Domenico Laise

2017

Filosofia

Il concetto marxiano di praxis nelle Tesi su Feuerbach e L’eredità della filosofia classica tedesca

Felice Renda

2017

Storia

Controstoria del secolo breve (I Parte)

Renato Caputo

2017

Economia

Critica al Capitalismo

Carla Filosa
Francesco Schettino

2016

Filosofia

Corso introduttivo di filosofia marxista

Renato Caputo
Rosalinda Renda

2016

Giornalismo

Pratica di Giornalismo

Eugenio Cirese
Paolo Miggiano
Valerio Strinati
Marco Luzzatto

2016

Pensiero Politico

Introduzione a Gramsci

Raul Mordenti

2016

Pensiero Politico

Il pensiero di Lukács

Lelio La Porta
Antonino Infranca

2016

Storia

Un mondo nuovo: istituzioni operaie e popolari nell’Italia post-unitaria

Valerio Strinati
Giacomo Gabbuti

2016

Economia

Critica all’economia politica

Francesco Schettino
Carla Filosa

2015

Storia

Un mondo nuovo: istituzioni operaie e popolari nell’Italia liberale

Giacomo Gabbuti
Valerio Strinati

2015