Quaderno 66

Il Quaderno numero 66 contenente il libro

A SINISTRA DI INTERNET di Giovanni Ferretti

In anticipo, largo, sulla stampa cartacea – a cura del Centro Stampa della Provincia di Cuneo – si rende disponibile il quaderno cipec 66. Contiente anche alcune recensioni del libro Dalmasso su Lucio Libertini e un saggio di Sergio Dalmasso su Rodolfo Morandi.

Quaderno CIPEC Numero 66

Premessa, a sinistra di internet

Queste righe, lungi dal volersi ritenere complete ed esaustive, propongono un compendio degli studi relativi alle conseguenze provocate dall’impatto del digitale sulle nostre vite: scorrono sulle modifiche in atto in alcuni assetti psicologici, antropologici e sociali, e affrontano il rapporto tra digitale, economia e capitalismo del controllo, mettendo in risalto il ruolo del digitale nella creazione del consumo, del consenso e del controllo sociale.

Il testo, anche se di taglio per lo più sociologico, ha la presunzione di avanzare alcune analisi politiche; queste prendono spunto dal lavoro di diversi studiosi, alcuni dei quali potrebbero non gradire l’accostamento alla sinistra, presupposto nel titolo, soprattutto se accostata ad aggettivi quali radicale o anticapitalista1: pur avendo provato ad essere accurato nelle citazioni, la loro selezione e il filo logico utilizzato per collegarle tra loro è ovviamente di esclusiva mia responsabilità.

Vale la pena puntualizzare che le analisi che vengono riportate e le statistiche sulle quali si basano, sono fortemente influenzate da quello che potremmo definire gap generazionale: è chiaro che l’impatto dei media digitali, soprattutto sul nostro modo di interpretare il rapporto con il nostro prossimo, è molto diverso se riferito alle generazioni Y (nati dopo il 1981, cresciuti con il web, creato nel 1991) e Z (i digital native, nati dopo 1995) o, viceversa, se osservato nelle generazioni maturate nel secolo ventesimo.

Un esempio: i ragazzi di oggi difficilmente comprano giornali; quelli più sensibili sono comunque orientati a consultare giornali on-line o, più spesso, aggregatori di notizie tipo Google News.

Questo ovviamente non vale per persone che hanno più di 50-60 anni: troveremo anche tra di loro fruitori delle news on-line ma statisticamente il loro numero sarà molto meno rilevante.

Più in generale, possiamo cinicamente dire che ogni persona che muore è un fruitore di tecnologia broadcast (TV tradizionale, radio…), mentre ogni persona che nasce sarà fruitore di tecnologie di nuova generazione (streaming, podcasting, social o altro che sia o che sarà).

1 Anche se c’è da chiedersi che cosa sia una sinistra non anticapitalista.

Giovanni Ferretti

Nella foto seguente la figlia di CHE GUEVARA Aleida con Giovanni Ferretti:

Quaderno 67

Publicato in anteprima web il quaderno 67 contenente gli interventi di Sergio Dalmasso al consiglio regionale del Piemonte negli anni 2007-2010 nella VIII legislatura.

La parte degli inteventi dal 2005 al 2007 è contenuta nel quaderno 63 già pubblicato a stampa grazie al Centro Stampa della Provincia di Cuneo.

Questo quaderno uscirà a stampa ad inizio 2022.

Non è certo una lettura piacevole, ma serve come documentazione.

Copertina Quaderno Cipec n. 67

Il Consiglio regionale

È l’Assemblea che rappresenta direttamente i cittadini del Piemonte. Eletto dal popolo, il Consiglio è l’organo che discute, elabora ed approva le leggi regionali.

Compongono il Consiglio piemontese cinquanta consiglieri, riuniti in gruppi consiliari secondo le diverse appartenenze politiche.

Il Presidente rappresenta il Consiglio regionale, lo convoca, lo presiede, ne dirige i lavori;

l’Ufficio di Presidenza è composto dal Presidente, da due Vice Presidenti e da tre Consiglieri Segretari, in modo da assicurare la rappresentanza delle minoranze e resta in carica trenta mesi, i suoi componenti sono rieleggibili;

i Gruppi consiliari sono formati da consiglieri regionali, eleggono al proprio interno un Presidente che ne dirige l’attività, hanno strutture, personale e risorse dal Consiglio regionale per la loro attività;

le Giunte e le Commissioni consiliari:

Le Commissioni consiliari permanenti sono composte in modo da rispecchiare la composizione dei gruppi consiliari, esaminano in via preventiva i progetti di legge, svolgono la loro attività in sede referente, redigente e legislativa nonché indagini conoscitive.

All’interno del Consiglio sono istituite la Giunta per il regolamento e la Giunta delle elezioni.

Funzione legislativa
Secondo quanto stabilito dallo Statuto possono presentare iniziative di legge: la Giunta regionale, i consiglieri regionali, i Consigli provinciali e comunali e gli elettori.

Entro 15 giorni dall’approvazione del Consiglio regionale, la legge viene promulgata dal Presidente della Giunta regionale, entro 10 giorni dalla promulgazione viene pubblicata sul Bur (Bollettino ufficiale regionale) ed entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione.

Quaderno 65


Cari/e tutti/e ho il piacere di comunicarvi che il quaderno 65 “Scrivere è come vivere, solo che è più semplice” del’amico scrittore Danilo Zannoni ha visto la luce in versione digitale.
Quanto prima, Covid permettendo, avremo anche l’edizione a stampa.

Scrivere è come vivere, solo che è più semplice

Di seguito due mie righe di introduzione ai bei racconti di Danilo:

Ho conosciuto Danilo Zannoni a fine 2013, poco dopo il mio arrivo/ritorno a Genova, ad una conferenza in cui Antonio Ingroia presentava il proprio movimento, Azione civile.

Lo ho poi rincontrato pochi giorni dopo, alla prima riunione di quella che sarebbe stata la lista l’Altra Europa, bella avventura poi finita nel nulla, dopo un buon inizio.

Ricordo con nostalgia la sede collettiva di via S. Luca, dove si incontravano il circolo Thomas Sankara, pezzi diversi di sinistra, comitati che si erano formati dopo il lontano luglio 2001 (i convegni, le manifestazioni, i “fatti” di Genova, la morte di Carlo Giuliani).

È stato l’inizio di un impegno comune, le elezioni europee del 2014, le assemblee, i convegni, il tentativo di contatti con pezzi di società (ambiente, pace, partecipazione, lavoro), le presentazioni di libri (su Syriza, su Podemos, su Pietro Secchia, su problemi amministrativi torinesi che richiamavano Genova), gli incontri con Vittorio Agnoletto, Alfio Nicotra, l’avv. Flick…, la mancata (per decisioni dall’alto) candidatura di Pagano alle regionali, le solite, immancabili difficoltà successive.

Ho scoperto, con una certa sorpresa, che Danilo scrive novelle. Con passione, continuità, puntualità. Una produzione che cresce ogni giorno. Prima su Facebook, poi con un opuscolo “autoprodotto”, ora con questo quaderno che potete leggere in carta e sul sito del CIPEC.

Sono racconti diversi per lunghezza, impostazione, contenuto. A tratti cambia parzialmente anche lo stile. Sono stati presentati in pubblico in alcune occasioni, al circolo “Gramsci” in val Polcevera, alla libreria Ubik di Savona, al circolo ARCI di Ceriale. Poco o tanto il pubblico, è stata l’occasione per tornare sui temi toccati, con cari amici/he, da Rosario con la sua chitarra, alle letture dello stesso Danilo, di Cristina e Antonella. Poi è arrivato il Covid ad impedire altre serate.

È impossibile riassumere oltre 100 pagine di racconti.

Fermiamoci sul 30 giugno, data storica per l’antifascismo genovese, incontro di tre generazioni, quella partigiana, quella del 1960, quella di oggi, sconfitta, ma ancora colma di volontà e di speranze. Raccontalo a tuo figlio tocca il tema dei migranti, di chi a loro contrappone l’ordine, l’”uomo forte al comando”, in un mondo in cui le malattie nascono dall’inquinamento, in cui l’unica religione è “lo sviluppo senza se e senza ma” e la tecnologia non è strumento di liberazione.

Il tema torna nel Cormorano. A questo piccolo essere viene consigliato di non volare vicino a quanto costruito dall’uomo, perché l’uomo Qualsiasi cosa tocchi, la distrugge.

Julia e il Caimano è l’incontro tra il grande (il caimano) e il piccolo (la farfalla), tra il mondo visto dal fiume e dall’alto, tra una vita che sta finendo perché mi sento così vicino al buio, al non essere più, perché tutto ciò che mi piaceva…e una esistenza che dura un attimo. I loro cuori smisero di battere all’unisono.

Diverso è il tono di Anniversario. Un amore è finito e il ricordo dell’incontro di dieci anni prima non può riportarlo in vita. Anzi. La donna scopre la propria libertà, un nuovo inizio, il ritorno alla vita.

Padre e figlio ripropone il tema politico, le scelte esistenziali. Danilo legge, per una volta, la realtà da un punto di vista opposto al suo, proprio di quel mondo di quelle classi sociali che non ama.

Si potrebbe continuare. Lascio a chi legge di scoprire e valutare altri racconti, altre storie, altre osservazioni.

Questo quaderno diverso da quelli che ci hanno accompagnato per un quarto di secolo, ci propone per la prima volta, racconti, novelle, osservazioni morali sulla nostra realtà.

Torneremo, nei prossimi, ai temi storici, a presentare documenti, magari aridi, ma che rischierebbero di perdersi se non esistessero queste pagine (fate il conto di quante sono, dal lontano quaderno n. 1, dedicato a Lucia Canova).

Buona e piacevole lettura.

Sergio Dalmasso

Addio Moioli

Vittorio Moioli è morto

Ad una certa età si scopre che se ne vanno tante persone che abbiamo incontrato.

Leggo, da Bergamo, della scomparsa di Vittorio MOIOLI che ho conosciuto e seguito nei lontani anni ’90.

È stato tra i primi a rendersi conto del Fenomeno LEGA (o LEGHE), della natura pericolosa e non transitoria di questa formazione politica, delle sue proposte, dei suoi programmi, del senso comune che sapeva raccogliere e organizzare, del fatto che desse dignità a idee, sentimenti (l’anti meridionalismo), stati d’animo (il senso di abbandono di parti, anche geografiche, della società) che erano sempre esistiti e che il crollo dei partiti organizzati aveva liberato.

Addio Moioli - Vittorio Moioli durante una manifestazioneAnche in Rifondazione (ricordo con orrore) qualcun* parlava di possibili alleanze con la protesta leghista. In provincia di CUNEO, il centro sinistra (DS e ex DC) amministrava molte città con la Lega, sostenendo di dover isolare la destra di Berlusconi.

Questo ancora dopo il rito pagano dell’acqua del Po.

Organizzammo due dibattiti con lui, poi un grosso convegno di cui esiste ancora la mia relazione (1996). La trovate nei quaderni del CIPEC.

Ad un dibattito (pochi presenti) ad ALBA, partecipò anche come spettatore, l’attuale presidente della regione Piemonte Corrado Cirio, allora leghista.

Anni dopo, lo trovai isolato, adirato con Rifondazione e Bertinotti, ma ancora con tanta voglia di studiare, scrivere, pensare a “scuole quadri”.

Rifiutò un invito ad un convegno per la presenza di altri relatori che non stimava. Ci siamo scritti ancora pochi mesi fa, scambiandoci file con nostri scritti.

La sua morte mi addolora, mi fa pensare all’isolamento di tante intelligenze, all’apporto che potrebbero dare, alla assenza di strumenti collettivi e luoghi di incontro/scambio.

Di lui ci restano “Sinistra e Lega, processo a un flirt impossibile”, “I nuovi razzismi, la lega lombarda”, “Il tarlo delle leghe” e forse, più segnati da spirito polemico e da delusione, “Oltre la delega e la politica”, “Considerazioni sulla crisi della sinistra”.

Aveva visto lungo e prima di altr*.

Alcuni di questi temi andrebbero ripresi e aggiornati oggi, davanti ad una destra e ad un senso comune ancora più pericolosi che negli anni ’90 e ad una sinistra (anticorpo) quasi inesistente.

Un saluto al figlio e agli amici di Bergamo che ho conosciuto in una della mie chiacchierate luxemburghiane.

Genova, 14 marzo 2020

Sergio Dalmasso

Addio Vittorio Moioli download

Quaderno N. 64

È online il quaderno N. 64 la cui versione cartacea vedrà luce nel secondo semestre 2020.

Il quaderno contiente gli interventi al consiglio regionale del Piemonte del socialista Mario Giovana nella prima legislatura 1970-1975.

Giovana fece tanti interventi, raccolti nel quaderno, soltanto fino al 1972, poi non intervenne più fino alla conclusione del mandato.

Quaderno N. 64 copertina CIPEC

 

Seduta n. 1 del 13/07/1970

Discorso del Presidente provvisorio

GIOVANA Mario

Egregi colleghi, quest’Assemblea, al pari di ogni altra analoga nel Paese, inaugura la sua vita a ventidue anni dall’entrata in vigore del precetto costituzionale sulla creazione delle Regioni.

Ritardo oltremodo grave, e non altrimenti spiegabile se non registrando l’esistenza di una volontà politica delle varie maggioranze succedutesi al governo della Repubblica di rinviare all’estremo l’adempimento di questo precetto, nella quale volontà, quindi, sono ravvisabili, come già ebbe ad osservare l’illustre giurista che fu Piero Calamandrei, taluni fattori di indole prettamente dolosa.

Occorre ricordare e sottolineare questo troppo dilazionato compimento di un imperativo della legge suprema dello Stato non per amore di polemiche retrospettive o per gusto di disquisizioni giuridiche, bensì perché appaiono oggi quanto mai consistenti le resistenze occulte o palesi ad evitare che la Regione si attui non come semplice decentramento di funzioni amministrative ed in un tempo assai prossimo.

Sono chiare, infatti, le tendenze ad un decentramento amministrativo inserito in un quadro nel quale rimanga intoccabile primato centralistico e che corrisponde ad una razionalizzazione della gestione statale alla quale sono interessati, per fini propri ben noti, forze e centri di poteri finanziari e produttivi le cui scelte ed i cui scopi contrastano in maniera inconciliabile, a nostro avviso, con le esigenze della collettività nazionale e locale.

Nella circostanza in cui questa assemblea assume le proprie funzioni, riteniamo dovere essenziale di ogni forza autenticamente democratica e regionalistica affermare l’impegno affinché essa, in primo luogo, divenga espressione viva e operante dell’impellente richiesta di autogoverno e di partecipazione, che sale da ogni settore delle classi lavoratrici.

Riteniamo spetti a questa assemblea farsi momento promotore e collettore delle spinte nuove che emergono dal travaglio di crescita della nostra società, stabilendo rapporti diretti e sostanziosi con quante istanze di democrazia e di autogoverno delle masse vengono maturando in seno al corpo sociale e con quanti organismi sono rappresentanza concreta delle loro aspettative e delle loro necessità.

In tale contesto collochiamo innanzi tutto i rapporti con le organizzazioni dei lavoratori e il compito di procedere ad una riqualificazione degli enti locali, i Comuni innanzi tutto, meccanismi originali ed insostituibili del concorso, popolare al governo democratico, qualora riscattati dai mortificanti limiti in cui li relega il controllo oppressivo o repressivo dell’Italia prefettizia, e dei quali un quarto di secolo di pervicace perpetuarsi di tale sistema ha provocato una crisi quasi mortale.

È nostra ferma convinzione che l’avvento dell’istituto regionale debba segnare davvero una svolta storica per la fisionomia e per l’assetto del Paese.

Ma non nutriamo – e abbiamo il dovere di dirlo – alcuna illusione che ciò accada per il buon volere di forze e di gruppi le cui più che ventennali pratiche di governo hanno dimostrato, senza dubbi di sorta, l’indisponibilità ad un corso nuovo per la democrazia italiana ed i legami profondi con visioni ed interessi di conservatorismo e di privilegio.

I segni che del resto documentano la validità di questo nostro giudizio, si traggono anche e in misura cospicua, dall’odierna crisi governativa, riprova allarmante e sintomatica dell’impossibilità di avviare il Paese a differenti e più avanzati equilibri sociali e politici, e quindi a più ampie-prospettive democratiche, con formule di alleanze nelle quali hanno peso decisivo i presupposti del più chiuso conservatorismo quando non addirittura velleità avventuristiche di taglio autoritario.

Pertanto la parte politica che qui rappresento, nella modestia quantitativa e qualitativa di questa sua presenza, porterà nell’assemblea in modo incalzante, coerente e il più possibile nitido, la sua voce rivolta a cercare di interpretare le istanze cui facevo cenno poc’anzi.

Essa svolgerà la sua azione mirando sopratutto a porre di fronte alle proprie responsabilità componenti di questo consesso che si richiamano, idealmente e politicamente, alla difesa ed al progresso delle condizioni dei lavoratori, all’urgenza di ristrutturare gli strumenti della democrazia, all’obiettivo di conferire contenuti precisi ad un processo di radicale rinnovamento del Piemonte come dell’intera società italiana.

Ciò in assonanza con quelle che crediamo siano le attese che pervadono le migliori e più fresche energie di questa Repubblica, voluta appunto dai lavoratori e consacrata dai loro sacrifici nell’antifascismo e nella Resistenza partigiana.

Quaderno CIPEC 63

Sergio Dalmasso: Interventi al consiglio regionale del Piemonte: 2005-2007

È online il quaderno CIPEC Numero 63 in anteprima rispetto alla versione cartacea. In questo quaderno sono raccolti gli interventi di Sergio Dalmasso al consiglio regionale del Piemonte nella VIII legislatura.

Per questioni di spazio nella versione  a stampa del quaderno si è deciso pubblicare gli interventi effettuati negli anni 2005-2007.

I restanti interventi saranno pubbicati nel quaderno 66.

Il prossimo quaderno del secondo semestre 2020 raccoglierà gli interventi in consiglio regionale di Mario Giovana, grande figura della sinistra piemontese.

Il valore di questo quaderno è portare gli interventi pubblici di Sergio Dalmasso in questo sito web che come i lettori sapranno ambisce ad essere l’archivio della opera omnia presente, futura e quella che si riuscirà a reperire/ricostruire del nostro.
Questi interventi sono frutto di un lavoro, senza lesinare energie intellettuali; quindi, meritorio d’essere conservato e reso pubblico – a nostro avviso.

Vi è un commosso e meritato ricordo di Mario Canu in apertura degli interventi di Dalmasso nell’VIII legislatura presieduta a suo tempo da Mercedes Bresso.

 

“Rilanceremo un’ipotesi sostanzialmente di sinistra su grandi tematiche che non tocchino solo le sigle politiche, ma che cerchino di dare vita a quell’idea di sinistra che noi abbiamo in mente, che veda i partiti politici, le formazioni politiche come attori fondamentali, ma come attori altrettanto importanti e altrettanto fondamentali le grandi forze sociali le grandi forze sindacali, il volontariato, le associazioni, il mondo ambientalista e – non lo dico per fare contento l’amico Moriconi – il mondo animalista, rispetto al quale mi auguro che il collega m’insegnerà alcune cose su cui potremo lavorare per assumere impegni comuni in quest’aula. Sergio Dalmasso”

Buona visione!

Copertina Quaderno CIPEC Numero 63

Quaderno 15

Abbiamo fatto digitalizzare in formato pdf  il quaderno 15 intitolato: Il caso Giolitti e la sinistra cuneese.

Era mancante nel nostro archivio dei quaderni del CIPEC.

Il quaderno CIPEC 15 è la ristampa del mio libro dedicato alla memoria di Giovanni Ghinamo (“Spartaco”).

Nato a Boves nel 1904, esule antifascista in Francia, combatté nelle Brigate Garibaldine fra il ‘36 e il ‘39, a difesa della repubblica spagnola.

Ferito sul fronte dell’Ebro (settembre ‘38), lascia la Spagna nel febbraio del ‘39 ed è internato nei campi di concentramento di S. Cyprien Gurs e di Vernet.

Tradotto in Italia nel 1941, resta per due anni al confino all’isola di Ventotene.

Liberato nell’agosto ‘43, combatte nella 177ª Brigata Garibaldi dall’inizio del 1944 sino alla liberazione.

Fondatore della sezione bovesana del P.C.I., esce dal partito, per dissensi politici, nel 1951.

Muore a Boves, il 9 maggio 1978.

Quaderno CIPEC Numero 15. Il caso Giolitti e la sinistra cuneese

Questo quaderno (siamo al quindicesimo numero, quindi compiamo cinque anni!) ristampa il mio testo pubblicato nel lontano 1987 dalla Cooperativa libraria “La Torre” di Alba.

Il lavoro ripercorre, attraverso la vicenda politica di Antonio Giolitti, certo la personalità più significativa della sinistra in provincia di Cuneo, la storia di partiti e sindacati nel cuneese dal ‘45, immediato dopo-liberazione, al 1960 alle soglie cioè, del centro-sinistra che pure, in provincia, non vedrà mai la luce.

La biografia di Giolitti è seguita sin quasi al suo ritorno “da vincitore” nel PCI, come candidato indipendente nelle elezioni politiche del 1987.

Pur con tutti i suoi limiti, di contenuto e di metodo, questo studio rimane l’unico sui PCI PSI nella “provincia bianca” che superi le “colonne d’Ercole” del 1945.

Uno studio successivo , più corposo, sugli anni fra il 1960 e il 1976, giace da anni in un cassetto, alla critica “roditrice dei topi”.

Il libro, comparso nel maggio-giugno 1987, non ha avuto grande audience.

Poche le presentazioni (Boves, Borgo San Dalmazzo, Caraglio), poche le segnalazioni e le recensioni.

Poche, di conseguenza, le copie vendute, con danno economico degli amici della “Torre”.

Scarso, addirittura nullo, l’interesse dei partiti, poco attenti al proprio passato, anche recente, alla propria storia, alle proprie radici.

La tragica alluvione del 1994, colpendo Alba, ha distrutto i pacchi delle copie superstiti, rendendo quelle esistenti una sorta di “rarità bibliografica”. … Sergio Dalmasso 1997

Quaderno n. 61 del CIPEC a stampa

Renato Marchiaro Partigiano Calciatore

E’ uscito a stampa il quaderno n. 61 (una bella cifra) del CIPEC del primo semestre 2019. Il quaderno, già leggibile, da tempo, in internet, contiene:

– la biografia di Renato MARCHIARO (Fede), partigiano a Boves, calciatore giramondo, allenatore di calcio, scomparso a Nizza, all’età di 98 anni.

– i ricordi di Vinicio D’Agostini e di Nello Pacifico, torinesi e della saluzzese Ester Rossi che ci hanno lasciati;

– un breve scritto sul caso Peiper e l’incendio di Boves;

– due brevi articoli “musicali”;

– un più lungo “saggio” sulla rivoluzione russa, frutto di alcune conferenze tenute in occasione del centenario (autunno 2017).

Il quaderno, gratuito, si può ritirare a Cuneo presso la libreria “L’acciuga”, o da me, nei miei giri a Genova o in alcune città.

Ovviamente, è anche scaricabile gratuitamente nella sezione Quaderni CIPEC di questo sito.

Grazie a chi vorrà leggerlo, in tutto o in parte.

Genova, 3 febbraio 2019

Sergio

Il partigiano Calciatore Renato Marchiaro

Renato Marchiaro il partigiano calciatore. Quaderno 61

Nella foto Renato Marchiaro è il primo a sinistra accosciato.

Foto di Isabel Modigliani sulla serata di presentazione del quaderno cartaceo sui socialisti nel cuneese svoltosi al QI Centro di Aggregazione Giovanile a Cuneo:

Quaderno CIPEC cartaceo n. 60

Momenti della presentazione quaderno cipec n. 60 1

Momenti della presentazione quaderno cipec n. 60 12

Momenti della presentazione quaderno cipec n. 60 3

Renato Marchiaro il partigiano calciatore.

È online il quaderno CIPEC Numero 61 in gran parte dedicato a Renato Marchiaro il partigiano calciatore che iniziò la sua carriera calcistica con la Juventus nel 1937.

Racconti inediti della vita di Marchiaro vi si trovano in esso scritti dallo stesso Renato.  Bovesano, recentemente scomparso a Nizza all’età di 98 anni.

“Iniziò la sua carriera calcistica con la Juventus nel 1937, trasferendosi in seguito in altre squadre italiane quali lo Schio e il Liguria.

In totale nella massima serie professionista totalizzò 8 presenze ma nessun gol. A causa della seconda guerra mondiale interruppe la carriera calcistica nel 1943, riprendendola poi in Francia nel 1946.

Giocò nell’Antibes, nel Nizza e nell’Olympique Alès, totalizzando nel periodo francese 44 presenze e 13 gol.”

Renato Marchiaro. Partigiano Calciatore. Copertina del Quaderno CIPEC Numero 61