La poesia lo accompagna da allora e oggi riempie gran parte delle sue giornate.
Vi sono periodi in cui compone 4 poesie al giorno.
Le scrivo di getto, la poesia è la mia vita, mi riferisce.
Un estemporaneo poeta o un poeta alieno?
Ha perso il conto di quante ne ha scritte e donate, ma saranno quasi diecimila. Incredibile, e Complimenti!
Tante sono contenute al seguente indirizzo: http://www.poetare.it/santoro/santoro6.html (e pagine precedenti), dove è presente una sua breve biografia, tante altre sono sparse in altri spazi nel web.
In questo articolo propongo un suo libro di poesie intitolato: La sabbia negli occhi, (Collana di Letteratura Romantica).
Prelevo un paio di poesie dal portale www.poetare.it: Un fiore rosso e 12 gennaio 1999 dedicata quest’ultima a Fabrizio De André.
Un fiore rosso
Un fiore rosso in un vaso d’argilla collocato sui gradini d’una casa d’un vecchio borgo maremmano.
Una farfalla corteggia le corolle e sul calice si posa.
Un raggio di sole l’accarezza e dà colore alle sue ali ondeggianti al vento.
La tristezza d’una giornata opaca si colora di luce ed accarezza il cuore.
***
12 gennaio 1999
(A Fabrizio De André)
Peccato che tu non mi veda, peccato che tu non mi senta, non avrei parole da dirti, potresti soltanto capirmi, scrutando in fondo al mio cuore, più in fretta vederlo vibrare, guardando il mio viso soffrire, e gli occhi, … in silenzio, brillare.
***
E, non può mancare in queste righe – dedicate al poeta Salvatore Armando Santoro – la poesia pacifista intitolata: “Il Piave mormorava” presente nelle 42 de “LA SABBIA NEGLI OCCHI“, a cui l’autore tiene molto e, declamata anni fa (25 aprile 2008) nella trasmissione radiofonica belga Brussellando:
Il libro Dodicesima disposizione è stato presentato al Circolo Prc di Grosseto in una bella iniziativa con Sergio Dalmasso (coautore) il 4 dicembre 2022.
LIBRERIA POPOLARE DEL FORUM CITTADINI DEL MONDO PROMOZIONE DEL LIBRO :
Video del Convegno dell’incontro al circolo PRC di Grosseto sul libro Dodicesima disposizione:
Parte prima:
Seconda parte:
Canale YouTube Sergio Dalmasso
Il Canale YouTube di Sergio Dalmasso è una preziosa risorsa che offre un affascinante viaggio nel mondo della storia, della politica e della cultura attraverso gli occhi dello stimato storico. Con ben 86 video (attualmente), il canale si presenta come un archivio ricco di conoscenze, in cui Sergio Dalmasso presenta i suoi nuovi volumi, esplora i Quaderni del CIPEC e approfondisce l’attualità del pensiero di figure iconiche come Antonio Gramsci e Rosa Luxemburg, Che Guevara e altre figure importanti per il movimento operaio.
Gli spettatori avranno l’opportunità di immergersi nelle riflessioni di Dalmasso sulla storia politica italiana e internazionale, con particolare attenzione a eventi cruciali come i cento anni dalla Rivoluzione Russa. Le presentazioni di nuovi volumi offrono uno sguardo privilegiato sulle idee fresche e gli approfondimenti dell’autore, contribuendo a rendere accessibile un sapere di grande valore.
Il canale non si limita a trattare solo di teoria politica, ma esplora anche il patrimonio culturale italiano attraverso la lente di figure come il poeta Rocco Scotellaro.
La varietà di argomenti presenti nei video crea un ambiente educativo e informativo che copre una vasta gamma di temi, contribuendo così a una comprensione più profonda della storia e della società.
Sergio Dalmasso emerge come una guida autorevole, fornendo non solo informazioni storiche accuratamente documentate, ma anche interpretazioni illuminate che stimolano la riflessione critica.
La lezione laica di Lucio Libertini, che ha molto da dirci oggi
Pubblicato il 16 nov 2022
Ripubblichiamo, con lo stesso titolo, l’articolo di Roberto Musacchio e Giovanni Russo Spena, pubblicato da Left il 14/11/2022. Siti web di Attualità politica
Per Libertini il partito era, insieme, intellettuale collettivo gramsciano ma anche “partito sociale”. Nel centenario della nascita il 2 dicembre a Pistoia si terrà una giornata dedicata al suo percorso di intellettuale e militantecentenario dalla nascita
Lucio Libertini è stato un protagonista della storia della sinistra italiana e del rapporto tra masse e legalità costituzionale.
E’ stato un politico coerente, laico e innovatore, certamente un dirigente eretico del movimento operaio. Una figura da riscoprire oggi.
Il 2 dicembre a Pistoia si terrà una giornata dedicata al suo percorso di intellettuale e militante, organizzata dal Comitato per il centenario dalla nascita di Lucio Libertini.
La sua lezione si lega alla grande stagione dei partiti. Per Libertini il partito era, insieme, intellettuale collettivo gramsciano ma anche “partito sociale”.
Il rapporto con le masse ne era la linfa ineludibile, per evitare sclerosi, centrismo, burocratizzazione (mali frequenti dei partiti operai).
Libertini riteneva essenziale l’unità tra socialisti, comunisti come elemento di originalità, in Italia, rispetto alle altre esperienze europee.
E’ stato un esempio quotidiano di coerente pensiero laico, una dimensione che illuminava i suoi scritti, il suo stile di direzione, le campagne di massa che organizzava e dirigeva.
Libertini portò anche in Rifondazione comunista, negli ultimi anni della sua vita, il suo rigore antistalinista. La sua critica dello stalinismo e dell’Urss fu ferma e recisa ma non lo portò ad abbracciare la sponda liberista.
Non abbandonò il rapporto con il pensiero socialista e comunista. Libertini resta l’autore delle “tesi sul controllo operaio” e degli scritti sul partito di classe, uno dei fondamenti italiani della cultura anticapitalista, che furono la trama del suo pensiero sino alla morte.
Già quella ricerca straordinaria, infatti, portata avanti insieme a Raniero Panzieri, disegnava una uscita da sinistra dalla devastante crisi dello stalinismo. E la ricerca continuò negli anni successivi.
Non a caso, quando il Psi scelse il centrosinistra con la Dc, Libertini si fece promotore del Psiup (partito piccolo ma molto importante anche per la sua composizione operaia e sindacale molto colta), fino alla confluenza nel Pci nei primi anni Settanta, dopo la sconfitta elettorale del Psiup.
L’analisi delle composizione di classe e produzione e riproduzione delle catene del valore del capitale, il tema della formazione sociale sono sempre state al centro della sua analisi, così come l’attenzione alle involuzioni istituzionali.
La sua battaglia contro la “truffa del maggioritario” e per la rappresentanza proporzionale, nel rispetto della legalità costituzionale, è stato per tutti noi di grande insegnamento. Fu naturale, per Libertini, come disse, contro la svolta della Bolognina schierarsi per la costruzione di Rifondazione comunista.
Una coerenza, ma anche un saper osare, un azzardo scientifico, sostenendo sempre una visione critica e democratica del comunismo.
Libertini era davvero “liberamente comunista”; lottò per la rifondazione con la medesima energia con cui si era sempre schierato contro il culto acritico dell’Urss e di Stalin.
Crediamo che sia tuttora di straordinaria centralità la questione che Libertini propose in un famoso articolo nel 1990: ” Mi chiedo se la vicenda di questo secolo, con il tragico fallimento dei regimi dell’Est, segni la vittoria definitiva del capitale, che distrugge persone, natura, seppellisce la questione del socialismo; o se la degenerazione di un grande processo rivoluzionario, che ha inciso nella storia del mondo, (e le nuove gigantesche contraddizioni del capitalismo), ripropongano, in termini nuovi, la questione del socialismo , dell’orizzonte ideale.
Nel passato sono stato considerato un revisionista, quasi un traditore, perché mi sono rifiutato di definire socialisti e comunisti quei regimi, pur riconoscendo alcune storiche realizzazioni; ora mi si vuole far apparire un conservatore stalinista perché rifiuto di seppellire il socialismo sotto le macerie dell’Est…Una cosa è rifondarsi, altra cosa è abiurare”.
Mentre ricercava Libertini faceva militanza attiva accanto e con i soggetti sociali, studenti, lavoratori, popolo, affrontando le questioni che determinano le loro condizioni di vita. La sua era una militanza a tutto tondo fatta di assemblee, convegni, informazione, lavoro istituzionale. Soprattutto dell’intreccio tra questi momenti. In epoche in cui la politica ancora si occupava di trasformazione e non di eseguire ordini.
Lo si può definire un vero riformatore, definizione ben diversa da quella di riformista.
Riformatore è chi opera il cambiamento e lo fa avendo a mente l’esigenza di un mondo complessivamente diverso.
Si può essere riformatori e rivoluzionari ed anzi questi due elementi si aiutano dandosi concretezza e prospettiva. Si può invece essere riformisti ideologici e dunque senza riforme, anzi affondando il significato stesso della parola riforma.
Da lavoratore instancabile partecipa ad esempio alla stagione del corpo a corpo sul profilo riformatore che si prova a determinare dopo le grandi lotte degli anni ’60 e ’70 e delle grandi avanzate elettorali del PCI, partito di cui dirige l’attività su temi a sensibilità di massa come la casa, i trasporti, il territorio e la vita urbana.
Lo fa negli incontri popolari, nelle grandi conferenze tematiche che organizza, nel lavoro parlamentare che produce un poderoso quadro riformatore che prova a scardinare il peso dei poteri forti, a partire dalle rendite, che pesano su questi aspetti della economia e della vita.
Leggi sulla casa, piano trasporti, lotta all’abusivismo che però riconosca i bisogni e li liberi dalla speculazione, edilizia e città e dunque produzione e riproduzione.
Organizza, scrive, incalza, tra le persone e nel parlamento, col partito e i movimenti. Scrive per giornali articoli di lotta. Spiega i passaggi istituzionali.
Riflette nei convegni.
Stagione complessa e anche controversa quella dei governi ispirati dal tentativo di una egemonia riformatrice anche sulla democrazia cristiana.
Libertini che pensa sempre alla alternativa e che appoggerà Berlinguer dopo la fine di quella stagione si spende fino in fondo. Il quadro riformatore su casa e trasporti è fatto di luci ed ombre.
Disseminato di trappole per favorire il permanere e il rilanciarsi di vecchi e nuovi poteri.
Che puntualmente avverrà dopo la sconfitta e il disarmo dello scioglimento del Pci cui Libertini non si rassegna proponendo una nuova forza, Rifondazione comunista, che voleva di massa perché i partiti o sono di massa o non sono.
Perché le riforme si fanno con le masse organizzate.
Grande dirigente popolare dell’ultimo periodo in cui la politica prova a cambiare con le masse prima di divenire gestrice o imbonitrice come governance o come populista al servizio della controriforma neoliberale.
Dunque quello del comitato che lo ricorda non è solo un lavoro di mantenimento del passato ma di investimento per il futuro.
La sinistra italiana e lo stalinismo, Il caso Magnani e Cucchi – il saggio di Sergio Dalmasso – è stato stato collocato nella sezione Archivi, Scritti storici, Articoli e saggi; pubblicato da ISRAT, è presente online.
(israt: Istituto per la Storia della Resistenza e della Societa’ Contemporanea in provincia di Asti, C.so Alfieri 350 – Asti).
Lo scritto di Sergio Dalmasso è stato pubblicato anche nel Quaderno del CIPEC numero 55.
“Nel gennaio 1951, i parlamentari emiliani Magnani e Cucchi uscirono dal Partito comunista, criticando la supina adesione del Pci alla politica estera dell’Unione Sovietica.”
Lucio Libertini, Torino lo ricorda a 100 anni dalla nascita
Libertini ricordato a Torino, Lucio protagonista della sinistra italiana e del movimento operaio
Libertini ricordato a Torino, Il 20 ottobre 2022 Torino presso Palazzo Lascaris, Sala Viglione ha ospitato il Comitato Nazionale e l’Archivio Roberto Marini, che ne è stato il promotore: un’intensa e interessante giornata, nel ricordo di Lucio Libertini,
attraverso gli interventi di chi lo conobbe e degli storici che hanno sistematizzato il suo percorso politico e umano.
I doverosi ringraziamenti vanno al Ministero della Cultura, alla Regione Piemonte per la gentile ospitalità nelle sue bellissime sale, a tutti gli autorevoli relatori e ai molti intervenuti.
Prossimo appuntamento al Convegno internazionale di Pistoia, il prossimo 2 dicembre.
Nel video seguente del convegno torinese ecco dove trovare gli interventi:
MICHELE RUGGIERO – Giornalista, moderatore dell’iniziativa – dal minuto 6’38” al 7’51’’.
DANIELE VALLE – Vicepresidente del Consiglio regionale – dal minuto 7’52’’ al 15’27’’.
RAFFAELE GALLO – Capogruppo Pd in Consiglio Regionale Piemontese – dal minuto 15’28’’ al 19’43’’.
GIULIA COCIMANO – Polo del ‘900 – dal minuto 20’06’’ al 22’35’’.
ROBERTO NICCOLAI – Direttore Archivio Roberto Marini Oltre il Secolo Breve e Segretario del Comitato Nazionale Lucio Libertini – dal minuto 23’00’’ al 27’49’’.
GABRIELLA PISTONE – Ex deputata, compagna di Lucio Libertini, Presidente onoraria del Comitato Nazionale Lucio Libertini – dal minuto 28’13’’ al 41’24’’.
DARIO FRANCESCHINI – Ex Ministro della Cultura (letto da Michele Ruggiero) dal minuto 41’39’’ al 43’56’’.
SERGIO DALMASSO – Storico, autore di biografia su Lucio Libertini – dal minuto 43’58’’ al 1.11’57’’.
PIERO FASSINO – Dirigente Pci-Pds-Ds-Pd – dal minuto 1.12’12’’ al 1.27’14’’.
MERCEDES BRESSO – Ex presidente Regione Piemonte (letto da Michele Ruggiero) dal minuto 1.27’25’’ al 1.29’34’’.
PAOLO FERRERO – Ex segretario Prc, ex Ministro del Welfare, Vicepresidente Sinistra Europea – dal minuto 1.29’36’’ al 1.41’12’’.
GIOVANNI FERRERO – Presidente ISMEL Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, dell’Impresa e dei Diritti Sociali (letto dal Prof. Aldo Agosti) – dal minuto1.41’57’’ al 1.54’12’’.
DIEGO GIACHETTI – Storico dei movimenti sociali e politici – dal minuto 1.54’21’’ al 2.09’35’’ MARCO RIZZO – Segretario Pc – dal minuto 2.09’44’’ al 2.209’02’’.
MARIO VIRANO – Architetto, esperto di trasporti, già consigliere comunale e provinciale – dal minuto 2.20’04’ al 2.32’42’’.
NADIA CONTICELLI – Capogruppo PD al Comune di Torino – dal minuto 2.32’46’’ al 2.38’43’’.
FAUSTO BERTINOTTI – Ex Presidente della Camera dei Deputati, Presidente del Comitato Nazionale Lucio Libertini – dal minuto 2.38’49’’ al 3.02’26’’.
MICHELE RUGGIERO – Giornalista, moderatore dell’iniziativa – dal minuto 3.02’29’’ al 3.03’19’’
Alcuni convegni di Sergio Dalmasso – Domenica pomeriggio 9 ottobre 2022 alle ore 15.00, sarò a TORINO, presso il circolo Libertini (via Arezzo?) per parlare di Lucio Libertini, a 100 anni dalla nascita.
Giovedì 13 ottobre 2022, alle 17, sarò a RIMINI; presso il circolo di Rifondazione, per una chiacchierata su movimento operaio, marxismo… (chi più ne ha, più ne metta).
VENERDI’ 14 ottobre 2022 alle 21, a PISTOIA; presso la fondazione Marini, discuteremo della sinistra, dal PSIUP a DP.
La varietà di argomenti presenti nei video crea un ambiente educativo e informativo che copre una vasta gamma di temi, contribuendo così a una comprensione più profonda della storia e della società.
Sergio Dalmasso emerge come una guida autorevole, fornendo non solo informazioni storiche accuratamente documentate, ma anche interpretazioni illuminate che stimolano la riflessione critica.
Il canale rappresenta una piattaforma imprescindibile per chiunque desideri approfondire la propria comprensione della storia e della politica attraverso la prospettiva di un esperto appassionato.
Con video che coprono una varietà di argomenti e figure di rilievo, il Canale YouTube di Sergio Dalmasso si conferma come una risorsa educativa e coinvolgente per gli appassionati di storia e cultura.
Luigi de Magistris : alternativi a destre e a pseudo sinistra
“La nostra è una squadra che non si siede al tavolo del compromesso morale, non è consociativa.
Siamo alternativi ovviamente alle destre, ma anche a quel pseudo centrosinistra e al Movimento 5 stelle che finora sono andati in una direzione che non è quella dell’attuazione dei diritti sociali, della lotta alle discriminazioni, alle disuguaglianze, alla lotta alla mafia e alla corruzione e per l’ambiente”.
Così il portavoce di Unione Popolare, Luigi De Magistris, a #Genova in vista delle elezioni del 25 settembre 2022.
“Credo che Unione Popolare diventi, come ha detto #Melenchon, il voto necessario contro le destre e le mangiatoie varie.
I nostri candidati arrivano da storie coerenti e credibili: persone libere, oneste, autonome, indipendenti, competenti, coraggiose, che lottano per i diritti dei piu’ deboli, per l’ambiente, chi fa antimafia sociale“.
Per l’ex sindaco di Napoli, “entrare in parlamento significa portare la voce di chi non ha voce e questo è un fatto democratico molto importante, in un autunno difficile che avremo, per non lasciare solo alla piazza la rabbia, l’esasperazione, il conflitto sociale“.
Alle Politiche del 25 settembre 2022 Vota Nello Fierro
Vota Nello Fierro. Il 25 settembre sulla scheda elettorale del collegio Piemonte 2 – U05 troverete il mio nome come candidato all’uninominale per la lista Unione Popolare.
Per votarmi non bisogna indicare alcuna preferenza ma basterà fare una croce sul simbolo.
Ho accettato la candidatura per questo nuovo progetto unitario, alternativo ai partiti che hanno malgovernato in questi ultimi anni.
Abbiamo bisogno di assumere posizioni più nette contro il cambiamento climatico e le diseguaglianze sociali, a favore dell’ambiente, delle giovani generazioni, dei diritti per tutte e tutti, della sanità e della scuola pubblica.
E soprattutto abbiamo bisogno di una politica per la pace.
Domani 7 settembre 2022 alle 17:30 Jean-Luc Mélenchon sarà a #Roma in sostegno di Luigi de Magistris e di Unione Popolare. L’iniziativa si terrà alle ore 17:30 in Piazza dei Consoli, nel quartiere romano del Quadraro.
Ho seguito con interesse il dibattito sul manifesto in vista delle prossime europee e da ultimo l’intervento di Michele Santoro.
Considero assolutamente necessario fare ogni tentativo possibile, con lealtà e serietà, per costruire una lista per le elezioni, la più chiara e popolare possibile, per la pace e contro le guerre.
Un fronte pacifista coerente e credibile che si unisca intorno a un manifesto di pochi punti netti e forti: fuori l’Italia dalla guerra, stop all’invio di armi in Ucraina e in Israele, condanna dei crimini di guerra e del genocidio da parte dello Stato d’Israele contro il popolo palestinese, cessate il fuoco in Ucraina e Palestina, autodeterminazione del popolo palestinese a cui va garantito subito la nascita di uno Stato autonomo e indipendente.
Porre fine al riarmo e firmare i trattati per la messa al bando delle armi nucleari. Impegnarsi per il progressivo superamento della Nato e interrompere la subalternità economica e militare europea agli Stati uniti che è cosa differente dall’amicizia ed alleanza tra i popoli.
Costruire un’Europa unita nelle diversità dal Portogallo alla Russia come auspicavano Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, per contribuire a realizzare il continente dei popoli per un mondo multipolare senza alcuna supremazia di nessun tipo se non quella della pace contro tutte le guerre.
Una lista per la pace
Una lista per le pace non può essere disgiunta dalla giustizia sociale, economica e ambientale.
Per realizzare pace e giustizia si deve dire basta all’Unione europea dell’austerità e dei patti di stabilità che soffocano i diritti fondamentali e la vita delle persone, ma consolidano vendita e traffico di armi, speculazioni finanziarie ed economiche, l’accumulazione della ricchezza in poche mani.
Quindi è necessaria un’Europa capace di redistribuire le ricchezze che favorisca la coesione sociale. Così come non è più eludibile una radicale svolta ambientalista, perché la distruzione del pianeta è strettamente connessa alle politiche di guerra e della prevalenza del capitale sulle persone e sulla natura.
Se penso alla lista per la pace penso anche a una forza che sia in grado di porre fine, con politiche di solidarietà internazionale e cooperazione decentrata, al più grande cimitero d’Europa dopo la seconda guerra mondiale che è divenuto il mar Mediterraneo.
Per realizzare una lista per la pace sono necessari capacità, volontà, coraggio, passione, forza, innovazione in grado anche di suscitare entusiasmo.
Ma non basta mettere insieme dirigenti di partito e di organizzazioni, si deve provare ad attivare partecipazione e interesse concreti per poi provare a candidare persone credibili e coerenti, con storie personali o collettive coerenti e credibili, perché tutti si dicono per la pace, contro le guerre, contro le mafie, contro le corruzioni e per l’acqua pubblica e poi sappiamo dove ci sono fiumi di parole e invece zero fatti.
In Europa la lotta è difficile perché ci vuole autonomia, competenza e coraggio per opporsi al sistema che ci ha portati sull’orlo della guerra nucleare, nell’abisso dei cambiamenti ecologici, nel baratro delle terribili disuguaglianze sociali ed economiche.
Obiettivo superare la soglia di sbarramento alle elezioni
Una lista per la pace che possa superare la soglia di sbarramento è necessaria per dare finalmente voce agli oppressi contro gli oppressori.
Si deve provare a costruire una lista in cui prevalgano le ragioni dell’unità pur nelle differenze ma con l’obiettivo vero di attuare la Costituzione antifascista e rispettare un programma netto e radicale.
È un obiettivo che dovrebbe unire chiunque si collochi al di fuori del sistema e che vuole dimostrare anche nelle istituzioni che un’alternativa è possibile.
Ma neppure Robin Hood è riuscito a fare tutto da solo, nella sua lotta contro il Principe Giovanni e gli Sceriffi di Nottingham ha avuto bisogno dell’aiuto di tante persone comuni che ne condividevano la causa.
Così è anche per noi. Per vincere non basta il nostro portavoce Luigi de Magistris con i nostri candidati e candidate a Camera e Senato.
Per vincere tutti quanti devono avere un ruolo da protagonisti. Adesso tocca te!
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Con l’aiuto di tutte e di tutti prenderemo da chi ha troppo per darlo a chi ha bisogno! #Uniamoci