Sergio Dalmasso storico del movimento operaio
  • Home
  • Archivio
    • Scritti storici
      • Libri Dalmasso
      • Opuscoli
      • Collaborazioni a testi Estratti
      • Cure
      • Articoli e saggi
      • Schede e recensioni
      • Conferenze dibattiti
      • Prefazioni
      • Appendice
    • Scritti Dalmasso nel blog
    • Consiglio Regionale Piemonte
      • Profilo
      • Articoli 2005 -2010
      • Comunicati
      • Delibere
      • Documenti
      • Interpellanze
      • Interrogazioni
      • Interventi Consiglio
      • Interventi vari
      • Interviste
      • Leggi
      • Lettere
      • Mozioni
      • Ordini del giorno
      • Proposte di legge
    • Articoli Dalmasso
    • Copertine Quaderni CIPEC
  • Notizie
    • Nuove Notizie
    • Slider Notizie
    • Autori
      • Libri in vendita
      • Sergio Dalmasso
      • Franco Di Giorgi
      • Domenico Capano
      • Adriano Agostino
      • Danilo Zannoni
  • Chi siamo
    • Foto eventi
    • Contatto
    • Credits
  • Quaderni Cipec 1-30
      • Quaderno N. 1
      • Quaderno N. 2
      • Quaderno N. 3
      • Quaderno N. 4
      • Quaderno N. 5
      • Quaderno N. 6
      • Quaderno N. 7
      • Quaderno N. 8
      • Quaderno N. 9
      • Quaderno N. 10
      • Quaderno N. 11
      • Quaderno N. 12
      • Quaderno N. 13
      • Quaderno N. 14
      • Quaderno N. 15
      • Quaderno N. 16
      • Quaderno N. 17
      • Quaderno N. 18
      • Quaderno N. 19
      • Quaderno N. 20
      • Quaderno N. 21
      • Quaderno N. 22
      • Quaderno N. 23
      • Quaderno N. 24
      • Quaderno N. 25
      • Quaderno N. 26
      • Quaderno N. 27
      • Quaderno N. 28
      • Quaderno N. 29
      • Quaderno N. 30
  • Quaderni Cipec 31-76
      • Quaderno N. 76
      • Quaderno N. 75
      • Quaderno N. 74
      • Quaderno N. 73
      • Quaderno N. 72
      • Quaderno N. 71
      • Quaderno N. 70
      • Quaderno N. 69
      • Quaderno N. 68
      • Quaderno N. 67
      • Quaderno N. 66
      • Quaderno N. 65
      • Quaderno N. 64
      • Quaderno N. 63
      • Quaderno N. 62
      • Quaderno N. 61
      • Quaderno N. 60
      • Quaderno N. 59
      • Quaderno N. 58
      • Quaderno N. 57
      • Quaderno N. 56
      • Quaderno N. 55
      • Quaderno N. 54
      • Quaderno N. 53
      • Quaderno N. 52
      • Quaderno N. 51
      • Quaderno N. 50
      • Quaderno N. 49
      • Quaderno N. 48
      • Quaderno N. 47
      • Quaderno N. 46
      • Quaderno N. 45
      • Quaderno N. 44
      • Quaderno N. 43
      • Quaderno N. 42
      • Quaderno N. 41
      • Quaderno N. 40
      • Quaderno N. 39
      • Quaderno N. 38
      • Quaderno N. 37
      • Quaderno N. 36
      • Quaderno N. 35
      • Quaderno N. 34
      • Quaderno N. 33
      • Quaderno N. 32
      • Quaderno N. 31
  • Canale YouTube
    • Video
  • Map
  • Link
    • Siti tematici
      • Attualità politica
      • Quotidiani
      • Radio nel Mondo
        • Radio italiane
      • Riviste
      • Storia
    • Link storico culturali
    • Link politici
  • Login
    • Login
    • Modifica Profilo
    • Recupera password
    • Registrazione
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Facebook

Archivio per categoria: Covid 19

Sei in: Home1 / Notizie2 / Covid 19

Lidia Menapace partigiana per sempre

ANPI, Antifascismo, Articoli, Bolzano, Covid 19, News, Notizie, Novara, Partiti politici, Resistenza, Rifondazione Comunista, Saggi

LIDIA MENAPACE PARTIGIANA PER SEMPRE

Lidia Menapace partigiana per sempre, in “Il Lavoratore”, n. 3 – 22 aprile 2025, pubblicato integralmente in Archivio, Scritti storici, Articoli e saggi.

Lidia Menapace, da giovane - Lidia Menapace partigiana per sempre, articolo di Sergio Dalmasso

È difficile, parlando di Lidia Menapace, affrontare la sua ricchissima biografia, tracciarne un profilo, senza inserire ricordi personali, modestissimi, ma molto numerosi in una conoscenza durata oltre mezzo secolo.

Lidia nasce a Novara nel 1924.

Racconta di “aver preso coscienza” nel corso della guerra, per motivi familiari, per i rastrellamenti tedeschi.

Prima, il trauma, nel 1938, per l’improvvisa assenza dalla scuola di una sua compagna di classe, perché ebrea (non è una malattia), le aveva fatto comprendere l’assurdità delle discriminazioni.

La scelta di divenire partigiana nasce da questo intreccio (ricordate La storia di Elsa Morante?) di grandi, drammatici fatti storici e di vicende personali, quotidiane:

la mancanza di cibo, i bombardamenti, la solidarietà tra persone semplici, i posti di blocco, l’attività clandestina…

Lo racconterà, settanta anni dopo, in Io partigiana. La mia resistenza (Manni 2014).

L’esperienza partigiana le lascia un segno indelebile. La sconfitta del fascismo deve essere il primo passo per la costruzione di una società più giusta.

Il rifiuto della guerra è consequenziale.

Dopo il lancio delle bombe atomiche nell’agosto 1945, scrive per un giornale locale, un articolo, bloccato dalla censura, in cui dice espressamente che le due atomiche buttate sui civili di un paese vinto ci mettono alla pari con i nazisti.

Dirà sempre: Chiamatemi ex politica, ex parlamentare, ex insegnante, ma non chiamatemi ex partigiana.

Ancora, la scelta pacifista l’accompagnerà per tutta la vita, contro i blocchi, il riarmo, le basi militari, l’installazione dei missili e la militarizzazione del territorio.

Sono conseguenti, “protofeministe”, le scelte di vita.

Frequenta gli ambienti cattolici e ha una relazione con un insegnante universitario che le propone il matrimonio, dicendole: Sarai la mia assistente.

Ovvio il rifiuto del ruolo subordinato e la fine della relazione.

Eguale la reazione davanti ad una persona, conosciuta frequentando la FUCI (la Federazione universitaria cattolica) che le propone il matrimonio, non accettando che lei lavori (il lavoro della moglie è considerato possibile solamente in famiglie modeste). …

CONTINUA

(PS. Lidia Menapace è presente sulla tessera di Rifondazione 2025 assieme a Pier Paolo Pasolini):

Lidia Menapace partigiana per sempre, nella tessere di Rifondazione anno 2025 con Pier Paolo Pasolini

Tessera Rifondazione Comunista 2025, Pier Paolo Pasolini e Lidia Menapace

di Sergio Dalmasso

***

Download de “Il Lavoratore”, Anno XXV, n. 3 – 22 aprile 2025:
Download “Il lavoratore, mensile, Anno XXV - n. 3 - 22 aprile 2025” IL-LAVORATORE-APRILE-2025.pdf – Scaricato 33945 volte – 2,54 MB

***

Link principali sergiodalmasso.com

  • Quaderni CIPEC dall’1 al 30
  • Quaderni CIPEC dal 31 in poi
  • Archivio SERGIO DALMASSO
  • Notizie Blog Dalmasso
  • YouTube Sergio Dalmasso
  • HOME SERGIO DALMASSO
Visite: 223
23/04/2025/0 Commenti/da Sergio DALMASSO

Pandemia TV

Corona Virus, Covid 19, Notizie, TV

Pandemia in TV, Franco Di Giorgi

NOTE A MARGINE DELLA PANDEMIA

Da circa due anni a questa parte, ogni giorno, alla solita ora, con la scadenza e la precisione monotona di una medicina, gli speaker televisivi diffondono le notizie sulla pandemia, quasi nello stesso modo in cui il mal’àkh, il messaggero, le comunica a Giobbe.

A pensarci bene, tuttavia non è tanto il loro contenuto nefasto (il numero dei morti o i ricoverati in terapia intensiva) che viene immediatamente recepito e che alla lunga infastidisce, quanto piuttosto la strana accentatura, quasi una vera e propria inflessione, con cui alcuni giornalisti le divulgano.

Questo singolare accento fa pensare a una lezione impartita da maestri impettiti, quasi come un rimprovero, una ripetizione risentita per discepoli poco attenti. La monotona prosodia ricorda una cantilena lamentosa e annoiata.

Il tono risuona risentito, monitorio, quasi sdegnato, colpevolizzante, offeso, infantile. Ma la cosa che più colpisce e indispone di questa specie di cantilena letargica, di cui peraltro ci si rende conto solo dopo averla quasi inconsciamente registrata, è accorgersi che sia proprio essa, questa accentazione eccipiente ad impedire di comprendere appieno il contenuto, il nucleo delle notizie stesse, specie se date velocemente una dopo l’altra, una sopra altra, senza soluzione di continuità.

In tal modo rimane solo il peso, ma non il senso della gravità dei comunicati.

Pandemia in TV, Dati Covid-19 del 15 novembre 2021

Inoltre, per suggerire ancora qualche nota a margine, sembra che oltre ai fragili e agli estremamente vulnerabili, questa pandemia abbia rivelato anche l’esistenza dei non catalogabili, di quelli che sono talmente fragili e vulnerabili da non poter essere sussunti in nessuna categoria, perché pare che per loro qualsiasi vaccino “potrebbe” essere deleterio.

La medicina infatti non sa ancora come prendersene cura. Sicché, per essi l’unico rimedio per sopravvivere, più che il distanziamento, rimane l’evitamento, l’asocialità, vale a dire il lockdown permanente; e ciò non solo per il virus e per la paura del contagio, ma soprattutto per quei prodotti chimici che tutti gli altri (parenti compresi) usano normalmente proprio per ragioni igienico-sanitarie.

Ciò premesso, bisognerebbe a questo punto dire in tutta chiarezza che il reale pericolo di morte che pandemie come quella generata dal Covid-19 comportano dovrebbe necessariamente costringere alla temporanea messa in mora del libero arbitrio, vale a dire della facoltà che più contraddistingue l’individualità dell’essere umano, e della quale esso va maggiormente fiero.

L’attuale epidemicità è tale infatti che, fatta eccezione per i non catalogabili, la libera scelta anti-vaccinale di un singolo è in grado di mettere a rischio la vita di molti altri, se non addirittura di un’intera comunità.

Se, nonostante questa fondamentale esigenza etica, si continua ugualmente a voler esercitare il proprio libero arbitrio, è perché in coloro che lo pretendono l’individualismo non è più solo un’esigenza personale, quanto piuttosto una convinzione ideologica.

Infatti, per quanto profonda possa essere l’influenza che un’ideologia può esercitare in una persona, un’esigenza è tuttavia tanto meno personale quanto è più ideologica.

E in effetti, quelli che lo scorso 9 ottobre – a perfetta imitazione della preannunciata irruzione del 6 gennaio al Campidoglio degli Stati Uniti (e non sbagliava di certo chi allora pensò subito che una tale irruzione costituiva un buon precedente per altri trumpiani che intendessero reagire al cosiddetto establishment) –, quelli che allora, sfruttando l’individualismo sordido manifestato dalla nebulosa dei No green pass, dei No vax e degli Io apro, hanno (ri)dato l’assalto alla sede della Cgil di Roma, ebbene costoro sono proprio quelli che non sanno cosa farsene della responsabilità sociale.

Viceversa, in quanto simbolo del socialismo operaio, la Cgil è da più di un secolo il sindacato sorto dalle società operaie di mutuo soccorso, le quali, esattamente un secolo fa vennero chiuse durante il periodo fascista proprio in ragione della loro connotazione sociale.

In questo gesto violento dei neonazifascisti italiani, dai quali quella nebulosa di individualisti No vax non è riuscita a prendere nettamente le distanze – un gesto che prende solo a pretesto il disagio sociale generato dalla pandemia e che ha nell’azione violenta la propria cifra storica –, ecco questo gesto si può leggere come una sorta di kairós, di momento propizio – ricercato, pur in tutta la sua casualità – in cui si intersecano e si intrecciano sorprendentemente due delle direttrici fondamentali della storia del Novecento, costitutive di un Dna, di un ordito storico in cui, come punto e contrappunto, si contrappongono dialetticamente socialismo e individualismo, solidarismo ed egoismo, internazionalismo e nazionalismo, come pure, traslandolo all’oggi, europeismo e sovranismo populista.

Con la formula del nazional-socialismo, peraltro, a cui quei facinorosi ancora si ispirano, Hitler seppe in effetti sintetizzare “a suo modo” gli opposti, generando in Germania quel Reich dal quale, grazie a una politica biologica radicale, venne definitivamente eradicata ogni forma di socialismo solidale e internazionale, forma nella quale, com’è noto, si riconosceva buona parte degli ebrei occidentali emancipati e assimilati.

Sicché se da un lato, a fronte del fatto che allora, per paura che gli ariani perdessero la loro purezza, l’ebreo (solo a causa della sua ebraicità) venne visto, ridotto, trattato e combattuto dal regime nazionalsocialista come un virus letale, oggi, dall’altro, risulta davvero altrettanto delirante il parallelismo o l’idea di chi pensa che i governi di tutto il mondo invitino le persone a vaccinarsi non per salvarle dal contagio del nuovo virus, ma per costringerle a un totalitarismo politico-sanitario.

Per fortuna, però, al di là di ciò, l’adesione della maggioranza degli italiani alla vaccinazione non sembra affatto il frutto di una semplice costrizione, della cieca obbedienza, del conformismo o dell’allineamento passivo, ma l’espressione di un senso eticamente attivo e partecipe di responsabilità per sé, per gli altri e per tutto quanto il Paese.

Per questo, infatti, pur avendone costituzionalmente la facoltà, il governo non ha voluto imporre l’obbligo del vaccino e ha optato per il green pass, per uno strumento giuridico che mira più alla persuasione che all’obbedienza.

Il rifiuto dei No vax, pur non essendo questi per la maggioranza non vaccinabili come i non catalogabili, nasce da un anticonformismo di maniera, da una disobbedienza assunta come presupposto infondato e desideroso di produrre una distanza, se non addirittura una distinzione ideologica tra sé e gli altri.

Ora, proprio da questo punto di vista, non è forse ingenuo, superficiale, irresponsabile e in definitiva pericoloso scavare e approfondire ulteriormente, con il proprio prendere le distanze dagli altri, il distanziamento sociale e interpersonale che il contenimento del contagio purtroppo richiede?

A chi giovano, a cosa servono le tesi complottiste di una tale minoranza disobbediente, se non, appunto, ad alimentare la violenza sociale che contraddistingue storicamente la destra nazifascista?

Certo, l’esito del putsch di Monaco serve da monito per tutti; ma non si può continuare a riflettere su una questione (la chiusura di Forza Nuova) su cui, per quanto complessa e delicata, la Repubblica democratica italiana avrebbe dovuto decidere già da tempo, a partire almeno dal 1946, cioè a meno di un anno dalla liberazione dal nazifascismo, a partire dalla fondazione dell’Msi.

Ciò induce a ritenere che proprio come allora, cioè dopo la terribile esperienza della guerra, specie quella civile, e soprattutto dopo Auschwitz, ci si era illusi di essersi definitivamente liberati dal fascismo e dal razzismo (con tutto il loro brutale armamentario di muri e di filo spinato), così anche ora, nel tempo penoso del lockdown, ci si andava illudendo che dopo l’esperienza della lotta contro il Covid-19 saremmo diventati migliori o quantomeno più consapevoli dei nostri errori.

Ma ce ne hanno appena dato un’amara smentita – ahinoi! – sia il G20 di Roma che il Cop26 di Glasgow.

Resi miopi da pressanti esigenze di sopravvivenza immediata, non riusciamo infatti a mettere bene a fuoco che sia i cambiamenti climatici sia la pandemia hanno ormai irreversibilmente crepato i pilastri, i fondamenti della nostra esistenza.

Sicché ci è assai comodo a questo punto, sebbene non rassicurante, dire che il futuro verso cui stiamo procedendo ci è sconosciuto, perché dicendo questo ne neghiamo almeno intimamente l’angosciosa pericolosità.

Ed è ovviamente difficile se non impossibile giungere a una tale consapevolezza per quei partiti che attingono molti dei loro consensi proprio dall’area dell’estrema destra.

Ben più complesso del semplicistico confronto tra queste due esperienze di lotta (quella contro la pandemia e quella contro la peste nazifascista) è dunque il loro intrecciarsi, il loro riannodarsi proprio in occasione dell’attacco vandalico alla sede della Cgil.

Il problema a tal proposito non consiste solo nel chiudere l’acqua ai pesci più agitati, ma nel rendersi conto che nella vasca la tensione sociale può creare un effetto luciferino tale da agitare anche la variegata popolazione di pesci pacifici e pacifisti.

Paradossalmente, infatti, i movimenti di estrema destra che hanno vandalizzato la sede della Cgil non sono altro che il frutto amaro del tentativo di defascistizzazione, di normalizzazione e di sdoganamento storico-politico operato da Gianfranco Fini nel 1995 con la svolta di Fiuggi e con la relativa nascita di Alleanza Nazionale, grazie all’occasione d’oro offertagli da Berlusconi l’anno precedente per farne una legittima componente del suo governo delle “libertà”.

Anche la svolta della Bolognina, nell’89, causò l’allontanamento dei contrari alla proposta di Achille Occhetto, ma, pur posizionandosi a sinistra del Pds, del neonato Partito democratico della sinistra, non hanno mai manifestato il proprio dissenso violentemente contro i simboli della destra.

A tal proposito non si deve trascurare di aggiungere che l’attuale situazione pandemica costituisce un banco di prova per il nostro altruismo, cioè di quel senso etico che difetta nella mente dei complottisti e che certo fa difficoltà ad esprimersi in tutte quelle persone che per quasi mezzo secolo sono state nutrite con il latte nero dell’individualismo competitivo – una sorta di vaccino, questo sì, approntato ad hoc da stregoni della politica per combattere lo spirito solidaristico.

Comunque sia, al contrario di quanto credono i No vax, l’assalto alla sede di quel sindacato è invece la prova che confuta i loro dissennati confronti con il regime nazista. È del tutto evidente infatti che sono proprio quei facinorosi di destra – troppo disinvoltamente spalleggiati dagli stessi No vax – che si ispirano al nazifascismo, e non la maggioranza dei cittadini italiani vaccinati, i quali, proprio perché rispettosi della legge, vengono considerati dai negazionisti come tanti ubbidienti Eichmann, mentre loro, gli oppositori, oggi si sentono perseguitati come ieri lo sono stati gli ebrei.

È inoltre un’evidente assurdità anacronistica quella di assimilare l’attuale governo a un regime dittatoriale, e ciò al solo scopo di giustificare la propria disobbedienza e la propria astensione, spacciandosi come una specie di minoranza eroica.

A differenza dei partigiani, però, cioè di coloro che nel recente passato hanno davvero saputo dire di no, con la vita e con la morte, al male dei regimi totalitari, quelli che ora si oppongono alla politica vaccinale dell’attuale governo non possono dire di no al male, al virus, giacché per loro esso semplicemente non esiste, ma possono invece dire di no al bene, cioè ai vaccini, dal momento che, per la ragione premessa, risulterebbero del tutto inutili. In tal modo è chiaro che nemmeno la morte dei 150 mila connazionali potrà servire da prova contraria alle loro costruzioni mentali.

Pur sostenendo quindi contro ogni intuizione che non esiste nessuna pandemia perché semplicemente non c’è alcun virus, i No vax tuttavia continuano a considerarsi come il Covid, cioè come un virus che i governi, con il supporto di volenterosi medici specialisti, stanno cercando di debellare con il vaccino.

Da qui nasce il loro avvilente paragone con gli ebrei vissuti sotto il Terzo Reich e la loro assimilazione dei premier, dei capi di stato e dei ministri della sanità a tanti Himmler o Hitler, i quali avevano pur detto che il mondo avrebbe riguadagnato la salute solo liberandosi degli ebrei.

Al posto del vaccino è però utile ricordare che i nazionalsocialisti fecero ricorso al Zyklon B, all’ingrediente attivo dell’acido prussico, al gas asfissiante.

In tal modo si dovrà perlomeno ammettere che mentre i nazisti volevano eliminare più ebrei possibile, viceversa scopo degli attuali governi (anche se purtroppo non di tutti) è quello di vaccinare, ossia di salvare più persone possibile, anche i No vax.

L’obiettivo dei governi è l’immunità di gregge, quello dei nazisti era un Reich judenrein, purificato dagli ebrei.

Il progetto dei primi è di salvare tutti, o quanti più esseri umani possibile; quello dei secondi era di salvare non tutti, ma solamente gli ariani, quelli che, secondo loro, erano degni di vivere; non quindi gli ebrei, non tutti gli altri indesiderabili, non gli oppositori, non gli zingari, non gli omosessuali (nemmeno pertanto tutti quelli che oggi si riconoscono nell’acronimo Lgbt), non gli affetti da gravi malattie rare ed ereditarie, i fragili, i vulnerabili, i non catalogabili, poiché per il fatto di essere ritenuti impuri, contagiosi e quindi pericolosi (un tempo qualcuno li definiva “malriusciti”), erano considerati unwertes Leben, vita indegna, cioè esseri la cui vita non aveva assolutamente alcun valore.

Proprio come quella, diremmo, degli attuali migranti, rappresentativi di un dato a cui noi stessi ci siamo ormai abituati ascoltando le diuturne nenie lamentose dei cronisti. Gli attuali governi di buona parte del mondo mirano alla guarigione di tutti; per i nazionalsocialisti la Gesundung, la guarigione prevedeva una imprescindibile Judensäuberung, una epurazione degli ebrei razionalmente attuata dai freddi automatismi della burocrazia.

I primi cercano in tutti i modi di sfuggire alla morte; i secondi, rendendola moralmente utile sotto forma di eutanasia, ne facevano invece uno strumento di Reinigung, di purificazione.

Inoltre, a differenza degli ebrei, che allora venivano isolati e ghettizzati in vista della loro eliminazione, i No vax, per esprimere il loro dissenso nei confronti della vaccinazione, si auto-isolano. E certamente la loro ostilità nei confronti del green pass sarebbe ben poca cosa rispetto a quella che essi manifesterebbero se il governo italiano avesse adottato la pur legittima misura dell’obbligo vaccinale per tutti.

In tal caso essi avrebbero sicuramente inteso questa obbligatorietà del green pass come un provvedimento simile a quello introdotto da Goebbels nel novembre del 1941, con il quale, scrive Zygmunt Bauman in Modernità e Olocausto, si costringevano gli ebrei a portare la stella di Davide come «una misura di “profilassi igienica” (il Mulino, Bologna 1992, pp. 101-108).

In tal caso avremmo visto sfilare i contestatori con addosso una stella simile.

E così in effetti è stato l’estate appena trascorsa in molte città italiane.

Come se utilizzare a piacimento per il proprio tornaconto quei simboli del male assoluto fosse una cosa degna per un’umanità razionale che ha prodotto e conosciuto l’Olocausto.

E ciò si deve forse al fatto che le nostre società hanno smarrito non solo il senso dell’indignazione, ma anche il valore stesso della dignità – come pure quello del semplice vivere in un pianeta che l’inappagabile nichilismo della modernità ha reso e rende sempre più inospitale.

Per il governo italiano, poi, i No vax non sono affatto gli “indesiderabili” di cui il Terzo Reich si era liberato con la politica della sterilizzazione e dell’estinzione. Essi sono coloro che, non volendo vaccinarsi e rifiutando mascherina e distanziamento, mettono a rischio non solo la propria vita, ma con essa inevitabilmente anche quella di tutti coloro con cui sono in contatto.

Non è un caso, infatti, che in questi giorni di fine ottobre, si registra un aumento dei contagi e di ricoveri proprio nelle città in cui si è manifestato più a lungo il dissenso, in barba alle misure precauzionali. È esattamente per questo motivo che alcuni Stati stanno pensando di attuare un lockdown ad hoc solo per i non vaccinati, mentre altri avanzano addirittura l’ipotesi di far pagare a questi le spese per un loro eventuale ricovero in ospedale.

Attraverso l’applicazione del piano vaccinale anti-Covid, l’obiettivo finale dei governanti non è quindi eugenetico, non prevede cioè la selezione di una maggioranza di cittadini vaccinati da cui escludere una minoranza di non vaccinati – anche se, come si è accennato, il perdurare degli assembramenti potrebbe spingere anche il nostro governo verso un lockdown per i No vax.

Quando questi ultimi urlano “libertà”, forse non si rendono conto (o si rendono perfettamente conto, secondo lo spirito del “prima gli italiani”) che con ciò essi rivendicano egoisticamente la libertà e il diritto di infettare gli altri; forse non hanno capito che, in casi di emergenza pandemica come quello in corso, le libertà, il libero arbitrio e i privilegi, di cui in altri momenti si può costituzionalmente godere, debbono, come si è accennato, essere temporaneamente e responsabilmente sospesi, posti – non dai governi e dalla politica, ma dalla coscienza di ogni singolo individuo! – in secondo piano per il bene dell’intera comunità.

Questo l’umile insegnamento resiliente della natura violentata da un’umanità irriguardosa e antropocentrica, la quale sin dall’inizio ha fatto del suo diritto uno strumento di dominio, vale a dire un elemento contro natura.

Certo, in società da tempo strutturate sul diritto all’individualismo competitivo, per molti è ancora difficile applicare su di sé questa epoché, compiere questo temporaneo autoporsi fra parentesi, fare questo passo indietro.

Sembra però che gli italiani (già vaccinati, peraltro, quasi al novanta per cento) stiano superando questo genere di difficoltà e siano disponibili anche per una terza dose. In sostituzione del vaccino, messo a disposizione gratis dallo Stato, ai riottosi viene data la possibilità del tampone, pagato giustamente a loro spese.

Sicché, eccezion fatta per coloro che hanno seri e fondati motivi per non vaccinarsi, ad un operaio, ad esempio, converrebbe vaccinarsi, per non andare a intaccare con un tale esborso aggiuntivo la sua già leggera busta paga.

Ciò per dire che è del tutto fuori luogo fare ricorso ai paragoni con il dramma vissuto dagli ebrei e dagli altri deportati al solo scopo di dare maggiore rilevanza e legittimazione alla propria protesta.

Si tratta, in realtà, per così dire, di stereotipi “rovesciati” di sinistra, nel senso che fanno il verso agli stereotipi antisemiti di cui si servono notoriamente gli oppositori dell’estrema destra per fomentare nelle masse impoverite l’idea del complottismo elitario, dietro cui opererebbe di nascosto un subdolo burattinaio, un manovratore occulto che nella percezione della folla esagitata, a seconda delle occasioni, assume l’aspetto ora del capitalista ora dell’industria farmaceutica.

Non ci vuole nulla in tali situazioni a passare dallo stereotipo dell’ebreo-vittima a quello dell’ebreo-responsabile, dal filosemitismo all’antisemitismo, dal filoisraelismo all’antiebraismo. È bastato poco infatti a trasformare una protesta contro il green pass in un assalto contro la sede di un sindacato, l’antagonismo di sinistra, civile e pacifico, in un antagonismo di destra, incivile e violento.

E bene hanno fatto a questo proposito gli organizzatori della protesta triestina ad annullare alcune manifestazioni per timore di infiltrazioni da parte di antagonisti filofascisti. «In effetti – non lo diciamo noi, lo diceva già Bauman in quel suo saggio del 1989 – sarebbe opportuno evitare la tentazione di utilizzare l’immagine disumana dell’Olocausto al servizio di un atteggiamento partigiano verso conflitti umani più o meno gravi» (op. cit., p. 129).

Di recente, infatti, per ostentare la loro presunta e infondata condizione di vittime, i dimostranti No vax, oltre ai gilet gialli e alle stelle gialle, hanno indossato anche una specie di giubbotto che ricorda la divisa dei deportati.

Ma proprio questa assenza di ritegno nei confronti delle vittime dell’Olocausto (si veda il caso di Anne Frank, o quello, ancora più recente, della senatrice Segre, costretta da due anni ad essere scortata solo per aver proposto una legge che contrastasse i fenomeni di razzismo, di antisemitismo, di istigazione all’odio e alla violenza), ebbene proprio una siffatta assenza di scrupolo fa pensare che questo loro movimento, così connotato, sia anche l’espressione di elementi che si ispirano ancora, purtroppo, alla politica razziale adottata dagli ex carnefici.

A differenza che nel Terzo Reich, qui non c’è nessuna istigazione all’odio nei confronti dei No vax; c’è piuttosto un invito alla pazienza e alla resistenza, c’è una legittima campagna di convinzione per uscire quanto prima dall’emergenza della pandemia.

È nei No vax, piuttosto, che, sentendosi esclusi, vittime di un nuovo totalitarismo politico-sanitario, si trovano espressioni di odio ingiustificato e irrazionale verso tutti coloro che promuovono la campagna vaccinale.

Possibile che non provino alcun pudore quando esprimono il loro dissenso facendo ricorso ai simboli dell’Olocausto?

Forse i No vax non conoscono abbastanza quel tremendo capitolo della recente storia europea. Possibile che non si rendano conto che questo loro gesto è un affronto verso tutte le vittime e verso gli ultimi superstiti di quella politica razziale?

E se scopo di quei cosiddetti infiltrati fosse proprio quello di voler sporcare ancora una volta la memoria e l’immagine di quelle vittime, ebrei e non ebrei?

Il sospetto non sarebbe ingiustificato se torniamo emblematicamente con la mente ancora una volta all’uso riprovevole che qualche anno fa (nel novembre 2017) alcuni tifosi di calcio hanno fatto dell’immagine di Anne Frank:

gli stadi infatti (ma non solo) sono ormai diventati un po’ dappertutto pericolosi terreni di coltura. Ecco perché l’offesa arrecata alla memoria delle vittime non può provenire che da coloro che irresponsabilmente continuano a supportare la posizione dei carnefici.

Ma questo contrasta con la critica che la maggioranza dei No vax rivolge al governo, la cui politica sanitaria, come si è detto, è da essa sentita come una forma attuale di totalitarismo. Perché delle due l’una: o si critica o si ha nostalgia del totalitarismo.

Ciò lascia supporre che il movimento No vax sia composto da almeno due anime, le quali utilizzano impudicamente i simboli della Shoah per motivi contrastanti: la prima perché si sente una vittima e quindi accusa il governo di nuovo totalitarismo; la seconda perché può sfruttare questo uso del tutto improprio e indegno per sporcare a suo vantaggio il ricordo delle vittime e per rivalutare di riflesso l’immagine dei carnefici.

Ad ogni modo, l’odio che entrambe le anime esprimono non è affatto a somma zero, ma, proprio come temeva Primo Levi, si esalta e talvolta, come nell’opaco episodio dell’assalto alla sede della Cgil, esplode in aperta violenza.

Con le loro manifestazioni, insomma, specie con quelle del tutto inopportune nelle quali fanno ricorso ai simboli della deportazione nazista, i No vax vorrebbero dire che si sentono trattati come vittime della dittatura vaccinale, come dei “sommersi” rispetto a tanti “salvati”, e che questi si sarebbero piegati e omologati a quella politica totalitaria. È per tali motivi che essi credono di rappresentare anche una minoranza eroica, capace di resistere al potere che fa leva su una maggioranza prona e accondiscendente.

Una cosa in ultima analisi sembra tuttavia evidente: la benevola propaganda governativa anti-Covid ha creato suo malgrado nel Paese una spaccatura tra la maggioranza dei Sì vax e la minoranza No vax, tra positivisti e negazionisti.

Una fenditura certamente nuova dal punto di vista epidemiologico, ma che è servita alla destra facinorosa come ennesima occasione per ritornare a rimestare nella ferita storica, della quale i suoi adepti auspicano non la guarigione, ma la recrudescenza.

Il vasto fronte dei primi, sulla scorta delle indicazioni scientifiche, crede che per fronteggiare il Covid-19, oltre al distanziamento fisico, l’unica soluzione praticabile sia il vaccino – anche nella prospettiva di doverne fare annualmente il richiamo, alla stessa stregua del vaccino anti-influenzale (a cui sorprendentemente ricorrono anche molti No vax).

I secondi, sulla base di indicazioni che essi reputano altrettanto scientifiche, sono convinti invece che il virus non esista, che sia solo una montatura, un’invenzione (comprese le stesse varianti) approntata ad hoc da potenti case farmaceutiche, dietro le quali (secondo il più classico dei modelli di complottismo) opererebbero forze occulte e poteri oscuri allo scopo di mettere in ginocchio e asservire ad essi il mondo intero.

Per queste ragioni, essi ritengono che, pur ammettendo l’esistenza del virus, anche nella sua forma artificiosa o sintetica creata in laboratorio, l’infezione si possa curare con farmaci alternativi al vaccino, con una terapia da seguire comodamente a casa, senza andare necessariamente in ospedale.

Ma il loro scetticismo radicale non riguarda solo l’efficienza o la realtà del vaccino.

Esso ha di mira anche il numero dei deceduti nella pandemia, perché i No vax credono compatti a un’altra vulgata: sostengono che, tra gli oltre 250 milioni di contagiati nel mondo, molte dei 5 milioni di persone falciate dal virus in meno di due anni sarebbero decedute per altre malattie, solo che, dicono, vengono registrate come morti per Covid.

E ciò, ribadiscono, perché si vuole imporre il vaccino, la cui diffusione frutterebbe ingenti guadagni alle multinazionali del farmaco e tanto potere alle forze politiche occulte. Rassicuranti queste teorie dietrologiche, ma è probabile che per essi saranno valide finché il mal’àkh non verrà a bussare anche alla loro porta.

Ivrea, 15 novembre 2021

 

Download articolo di Franco Di Giorgi: Note a margine di una pandemia

Visite: 149
15/11/2021/0 Commenti/da Franco Di Giorgi

Green Pass

Attualità politica, Covid 19, Notizie

Green Pass

Green Passo

AUSPICI, DELUSIONI E SOSPETTI A PROPOSITO DELLA PANDEMIA

di Franco Di Giorgi

Nella prima fase dell’attuale pandemia (inverno-estate 2020), le misure draconiane che i governi (non solo quello italiano) sono stati costretti a prendere per contenere il rovinoso contagio, specialmente il lockdown,

avevano fatto vacillare con nostro grande stupore i quattro rapporti fondamentali su cui si regge l’intera impalcatura della nostra esistenza: quello con sé stessi (solitudine),

quello con gli altri (distanziamento) e con il mondo (confinamento), quello con il tempo e lo spazio (dilatazione temporale, restringimento spaziale), e quello con la morte, nostra e altrui (caducità, transitorietà).

Proprio in quanto frutto di una originaria gestione malsana del creato in nome del progresso,

la crisi pandemica ha rivelato i nostri punti critici, che sono insieme di forza e di debolezza, evidenziando soprattutto le contraddizioni e quindi le fragilità costitutive dei nostri sistemi, a partire da quello sanitario, da quello economico e da quello politico.

Tuttavia, l’auspicio che ognuno, a tutti i livelli, avvertiva in sé era, in questo primo periodo, che quell’improvviso scuotimento,

quell’inattesa messa in crisi dei fondamenti della nostra convivenza potesse far superare con più coscienza quelle contraddizioni sistemiche e con esse anche le emergenze pandemiche.

Con la seconda fase, però (estate-inverno 2020),

cioè con la riapertura dei lidi, delle discoteche e delle scuole, e con il conseguente aumento dei contagi e delle vittime,

quell’intimo auspicio, quel debole filo di speranza si è spezzato, specie a seguito del moltiplicarsi di coloro che non credevano né nella letalità del virus, né tanto meno nelle misure prese per fronteggiarlo.

Una diffidenza che non verrà meno nemmeno nella terza fase (inverno-estate 2021), che ha visto l’inaspettato ingresso dei vaccini.

Anzi, proprio per la celerità con cui questi sono stati immessi sul mercato mondiale, quella sospettosità si è inasprita sempre di più, fino a trasformarsi in aperte manifestazioni contro le vaccinazioni e, da ultimo, contro il Green Pass,

il documento che consente a chi è vaccinato di frequentare in (semi)sicurezza luoghi pubblici.

Ora, certo molte sono le ragioni dei diffidenti (opportunamente cavalcate da politici interessati) che non reggono dinanzi al crescente numero delle persone a cui il Covid-19 ha abbreviato la vita;

ma un sospetto, se guardiamo al recente passato, è forse legittimo sollevarlo rispetto a quel documento, anche a fronte delle continue mutazioni del virus.

Tale documento, infatti – come è accaduto giusto vent’anni fa con il crollo delle Torri gemelle, a seguito del quale i governi di tutto il mondo furono legittimati ad introdurre sofisticati sistemi di controllo delle persone -, potrebbe forse essere preso anch’esso a pretesto, come occasione propizia per estendere ulteriormente un tale controllo, almeno (ma forse non solo) in quei paesi a innata vocazione totalitaria.

Ad ogni modo, al di là di questo legittimo sospetto, il Green Pass si propone di conciliare due diversi piani:

quello bio-sanitario e quello bio-etico.

Nel primo risiede il diritto alla salute e alla cura: è quello che riguarda la vita e la morte delle persone.

Il secondo concerne invece non solo il diritto alla libertà individuale (quello che si teme venga leso), ma anche i diritti e i doveri della vita associata, e quindi il rispetto di sé e degli altri.

Giacché è solo avendo cura degli altri che curiamo e salviamo noi stessi.

E viceversa.

Ci si salva infatti sempre tutti insieme, sforzandosi, nel reciproco rispetto e nel rispetto delle leggi, di conciliare tutte le diverse e persino contrastanti esigenze.

Questo è il senso dell’umanità che ci hanno consegnato i nostri padri costituenti.

Diciamo questo, però, con un certo imbarazzo e anche con un po’ di vergogna, perché in Etiopia, ad esempio, al contrario che da noi, il Coronavirus è l’ultimo dei pensieri.

 

Ivrea, 31 agosto 2021

Visite: 140
31/08/2021/0 Commenti/da Franco Di Giorgi

Addio Lidia

ANPI, Antifascismo, Articoli, Bolzano, Covid 19, Italia, Notizie, Novara, Resistenza, Rifondazione Comunista, Scuola

Addio Lidia Menapace

di Sergio Dalmasso

Ho incontrato, per la prima volta Lidia Menapace a Roma, nel luglio 1970, ad una delle prime assemblee nazionali del Manifesto.

Eravamo partiti da Genova, viaggiando di notte (le cuccette erano un lusso impossibile) in treno, Giacomo Casarino ed io, arrivando a Roma, morti di sonno, in una giornata caldissima di luglio.

Morta Lidia Menapace 7 dicembre 2020, Addio Lidia Menapace senatrice di Rifondazione ComunistaCi era stata consegnata la prima stesura delle “Tesi sul comunismo”, in una assemblea che si sarebbe dovuta svolgere a piazza del Grillo, ma data la partecipazione, si svolse a Montesacro.

Lidia era la più simpatica, la più disponibile fra i/le dirigenti che, a noi ventenni, sembravano di altra età, generazione, formazione e incutevano rispetto (Natoli, Rossanda…).

Quando si telefonava a Roma per chiedere che qualcun* partecipasse a dibattiti, incontri… arrivava sempre Lidia, puntualissima, precisissima.

Decine di riunioni della commissione scuola (ricordate le critiche ai “decreti Malfatti”?, poi il referendum per difendere il divorzio.

Ancora lei, dappertutto.

Ai temi usuali, il Manifesto aggiungeva tematiche insolite e originali, riprendendo riflessione dell’UDI sulla famiglia, il ruolo della donna; Lidia, per la sua formazione cattolica e democristiana era anche tramite con comunità di base, settori allora attivissimi su questo e altri temi.

Rimase stupita quando ad Alba (Cuneo), la sala prenotata si dimostrò troppo piccola per la partecipazione enorme e fummo messi in una palestra. Lo racconto sul “manifesto”.

Poi l’ennesima scissione, DP e PdUP, il suo ruolo di consigliera regionale nel Lazio, i suoi articoli e libri, le migliaia di assemblee, incontri su scuola, pace/guerra, il no al servizio militare per le donne, l’originalità e centralità della tematica di genere che spesso, a sinistra, veniva ridotta a servizi sociali, maternità, asili…

Nei primi anni di questo secolo, l’avvicinamento e poi l’iscrizione a Rifondazione. Incontri dappertutto, pur in una situazione difficilissima, partecipazione a convegni, direttorA (non voleva il termine direttrice che le ricordava le scuole elementari) della prima “Su la testa,” rivista mensile, consigliera provinciale (dopo due consigli regionali e il Senato!) a Novara, città in cui era nata.

A più di 90 anni era sempre in moto, in treno, dalla sua Bolzano nell’Italia intera per collettivi di donne, associazioni pacifiste, ambientaliste, per l’ANPI di cui era dirigente nazionale: “Sono ex insegnante, ex senatrice, ma sempre partigiana”.

Tre aneddoti:

– 2004. Abbiamo un incontro pubblico con lei, a Cuneo. Leggo su “Liberazione” della morte del marito. Le scrivo dicendole che possiamo annullarlo, che non si faccia obblighi con noi. Risposta: “Arriverò. Alla mia età, se ci si ferma, non si riparte più”.

– 2010: per le elezioni regionali piemontesi, nostra assemblea a Bra, città sede di uno dei più attivi e capaci circoli del vecchio PdUP. Era convinta che tant* sarebbero venuti a rivederla, salutarla, dopo una militanza comune, di anni. Neppure un*. Il deserto. Era rimasta molto addolorata e colpita. Non uso aggettivi e tristi considerazioni antropologiche sul settarismo di “sinistra”.

– 2016. per il compleanno di Rosa Luxemburg, a Cuneo, viene fondato un circolo Arci che prende il suo nome. Mi viene chiesta una relazione su vita ed opere. Al dibattito partecipa anche Lidia (per me un onore).

Al termine mi dice di mettere per scritto quanto ho detto. Lei avrebbe aggiunto un suo testo e ne sarebbe nato un libro, a quattro mani, per l’editore Manni. Altro onore per me. Scrivo, diligentemente il mio compitino. Il suo testo non arriverà mai, nonostante, lettere, e-mail, telefonate…

Dopo due anni e mezzo alla “critica roditrice del computer”, “Una donna chiamata rivoluzione” uscirà presso la Redstar press che ancora ringrazio.

Mesi fa se ne è andata Rossana Rossanda. Prima di lei Natoli, Pintor, Magri, vinto anche dalla sconfitta politica e da un mondo in cui non si riconosceva più. È il nostro passato che ci lascia, in una realtà sempre più drammatica.

Lidia Menapace negli anni Sessanta

Essere stato amico di Lidia e avere condiviso tratti di percorso con lei è stato per me (e non solo) molto bello ed importante.

Con affetto.

Download articolo

Visite: 168
07/12/2020/0 Commenti/da Sergio DALMASSO

Archivi

Search Search

Genova per me di Roy Russo

Genova per me canzone di Roy Russo

Genova per me

El pueblo unido jamàs serà vencido

El pueblo unido jamàs serà vencido

El pueblo unido jamàs serà vencido

Categorie del blog

Facebook Sergio Dalmasso

Foto di Sergio Dalmasso

Seguimi su Facebook

Sergio Dalmasso
Immagine logo
Apri la pagina Facebook ora
Unisciti alla nostra community di Facebook

Articoli recenti

  • A stampa Quaderno 75 19/04/2026
  • La traversata nel deserto 13/04/2026
  • Dallapartedeltorto Che Guevara 30/03/2026
  • Democrazia Proletaria a Bologna 27/03/2026
  • Addio Adriana Stevanin 18/03/2026
  • Dalmasso, Comandante Che Guevara 13/03/2026
  • Gianni Bosio Danilo Montaldi 13/03/2026
  • Panzieri uscire dallo stalinismo 24/02/2026
  • Pensiero politico di rivoluzionario 14/02/2026
  • Odio i lunedì allo Zenzero 05/02/2026
  • La corazzata Potemkin 29/01/2026
  • Dalmasso raccontato da Gemini 04/01/2026
  • Viaggio Boves luoghi partigiani 01/01/2026
  • Socialismo eretico Lelio Basso II 12/12/2025
  • Biografia Vittorio Bellavite 25/11/2025
  • Comandante CHE Guevara Torino 15/11/2025
  • Quaderno CIPEC numero 76 13/11/2025
  • La fabbrica, la politica 13/11/2025
  • Comandante Che Guevara Cuneo 07/11/2025
  • Comandante Che Guevara recensione Musacchio 03/11/2025
  • Dignità TV CHE GUEVARA 25/10/2025
  • Comandante Che Guevara Rapallo 20/10/2025
  • Al Rettore? No, grazie 15/10/2025
  • Comandante Che Guevara 11/10/2025
  • Il socialismo eretico di Lelio Basso 08/10/2025

Download in evidenza

  • Download “Democrazia Proletaria a Bologna negli anni '80” Il-Ciclostile-20-aprile-Democrazia-Proletaria.pdf – Scaricato 2654 volte – 716,60 KB
  • Download “Sergio Dalmasso, Gianni Bosio e Danilo Montaldi” Gianni-Bosio-Danilo-Montaldi-LAVORATORE-MARZO-2026.pdf – Scaricato 4011 volte – 879,25 KB
  • Download “Il Lavoratore di Trieste n. 2 marzo 2026” IL-LAVORATORE-MARZO-2026.pdf – Scaricato 4573 volte – 2,41 MB
  • Download “Sergio DALMASSO, COMANDANTE CHE GUEVARA” Che-Guevara-Comandante-Sergio-Dalmasso-RedStarPress-Roma-2025.pdf – Scaricato 4579 volte – 198,92 KB
  • Download “Sergio Dalmasso raccontato dalla Intelligenza Artificiale GEMINI” Sergio-Dalmasso-GEMINI-3.0-PRO.pdf – Scaricato 12277 volte – 213,84 KB
  • Download “In "IL Lavoratore", dicembre 2025, Sergio Dalmasso, Il socialismo eretico di Lelio Basso, parte II.” Lelio-Basso-parte-seconda-in-Il-Lavoratore-12-25.pdf – Scaricato 14224 volte – 150,38 KB
  • Download “Quaderno 41: Antonio Gramsci, Ernesto Che Guevara e don Lorenzo Milani.” Quaderno-CIPEC-Numero-41.pdf – Scaricato 22131 volte – 1,24 MB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 76 secondo semestre 2026 (a cura di Sergio Dalmasso)” Quaderno-CIPEC-Numero-76.pdf – Scaricato 22224 volte – 4,50 MB
  • Download “Le atrocità di Mussolini. I crimini di guerra rimossi dell'Italia fascista” Le-atrocita-di-Mussolini.pdf – Scaricato 23071 volte – 110,08 KB
  • Download “Il Lavoratore ottobre 2025 diretto da Gianluca Paciucci” il-lavoratore-ottobre-2025.pdf – Scaricato 23366 volte – 6,93 MB
  • Download “Il socialismo eretico di Lelio Basso di Sergio Dalmasso (Parte I)” Il-socialismo-eretico-di-Lelio-Basso-Lavoratore-trieste-ottobre-2025.pdf – Scaricato 25794 volte – 133,07 KB
  • Download “Luglio 2025 Anno XXV Il Lavoratore mensile con saggio di Sergio Dalmasso” IL-LAVORATORE-LUGLIO-2025.pdf – Scaricato 26333 volte – 1,57 MB
  • Download “Opuscolo di Sergio Dalmasso La Rivista - La Sinistra in versione integrale” Sergio-Dalmasso-LaSinistra-La-Rivista-integrale-23gen2021.pdf – Scaricato 33164 volte – 424,90 KB
  • Download “Recensioni di Sergio Dalmasso dei libri di Marco Pezzi (Scritti eretici) e Dino Greco (Il bivio)” il-Ciclostile-17-marzo-2025-Recensioni-Sergio-Dalmasso-Pezzi-Greco.pdf – Scaricato 33479 volte – 981,23 KB
  • Download “Diego Giachetti: recensione del libro Andrè Tosel, Sulla crisi storica del marxismo. Saggi, note e scritti italiani, per una nuova riflessione critica (a cura di Sergio Dalmasso)” Diego-Giachetti-recensione-del-libro-Sulla-crisi-storica-del-marxismo.pdf – Scaricato 33885 volte – 215,36 KB
  • Download “Recensione di Roberto Musacchio del libro: TOSEL. Sulla crisi storica del marxismo (a cura di Sergio Dalmasso, Mimesis 2025).” Andre-Tosel-sulla-crisi-storica-del-marxismo-Roberto-Musacchio.pdf – Scaricato 33887 volte – 180,10 KB
  • Download “Il lavoratore, mensile, Anno XXV - n. 3 - 22 aprile 2025” IL-LAVORATORE-APRILE-2025.pdf – Scaricato 33945 volte – 2,54 MB
  • Download “Racconto La crociera dell'estate 1970 di Adriano Agostino” La-crociera-adriano-agostino.pdf – Scaricato 33998 volte – 75,52 KB
  • Download “Il Lavoratore, mensile anno XXV, n. 4, 30 maggio 2025” IL-LAVORATORE-MAGGIO-2025.pdf – Scaricato 34191 volte – 2,27 MB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 8 (1998) Partiti, Sindacato lotte operaie negli anni ’50” Quaderno-CIPEC-Numero-8.pdf – Scaricato 36472 volte – 2,60 MB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 75, Racconti di Adriano Agostino, I semestre 2026” Quaderno-CIPEC-Numero-75.pdf – Scaricato 37036 volte – 4,10 MB
  • Download “Intervento di Sergio Dalmasso al Convegno sul centenario dalla nascita di Livio Maitan “Con lo sguardo rivolto al futuro” - Roma, 1 aprile 2023” Intervento-di-Sergio-Dalmasso-sulle-Sette-tesi-del-controllo-operaio-Roma-1-aprile-2023.pdf – Scaricato 37151 volte – 248,06 KB
  • Download “Mensile "Il lavoratore" di Trieste marzo 2025” IL-LAVORATORE-MARZO-2025.pdf – Scaricato 37382 volte – 2,72 MB
  • Download “Articolo di Sergio Dalmasso sulle elezioni comunali Genova 2025” Elezioni-comunali-Genova-maggio-2025.pdf – Scaricato 38517 volte – 329,23 KB
  • Download “Recensione di Sergio Dalmasso libro di André Tosel "Studi su Marx (ed Engels). Verso un comunismo della finitudine"” n-7-Dalmasso-recensioni-Su-la-testa.pdf – Scaricato 40299 volte – 339,32 KB
  • Download “Ferruccio Maruffi ex deportato lager nazista: Relazione di Franco Di Giorgi” Ferruccio_maruffi-ex-deportato-lager.pdf – Scaricato 44676 volte – 249,36 KB
  • Download “Il Lavoratore di Trieste di Febbraio 2025” IL-LAVORATORE-FEBBRAIO-2025.pdf – Scaricato 44867 volte – 2,38 MB
  • Download “Quaderno CIPEC Numero 59 (Pagine e figure della nostra storia)” Quaderno-cipec-59.pdf – Scaricato 50773 volte – 9,07 MB
  • Download “Morte di Beppe Dutto, il ricordo di Sergio Dalmasso” Beppe-Dutto-morto-un-uomo-onesto.pdf – Scaricato 51613 volte – 136,60 KB
  • Download “Recensione di Sergio Dalmasso del libro Vita movimentata di Dominique Boschero” Nando-MAINARDI-La-ragazza-occitana-Vita-movimentata-di-Dominique-Boschero-2024.pdf – Scaricato 52106 volte – 256,43 KB
  • Download “Quando il cielo era con noi scheda di Sergio Dalmasso” Angelo-GUALTIERI-Quando-il-cielo-era-con-noi.pdf – Scaricato 52220 volte – 366,61 KB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 74, Cogoleto (Genova): pagine di antifascismo, ANPI, e altro” Quaderno-CIPEC-Numero-74.pdf – Scaricato 52557 volte – 4,81 MB
  • Download “Mensile Lavoro e Salute Anno 40, n. 12 dicembre 2024” LavoroeSalutedicembre2024.pdf – Scaricato 52658 volte – 5,02 MB
  • Download “Sinistra ieri, oggi? “Di' qualcosa di sinistra” di Sergio Dalmasso (in lavoroesalute dicembre 2024)” Lavoro-e-salute-dicembre-2024-Di-qualcosa-di-sinistra.pdf – Scaricato 52759 volte – 187,27 KB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 53 Gianni Alasia” Quaderno-CIPEC-Numero-53-1.pdf – Scaricato 52895 volte – 12,26 MB
  • Download “Giovanni Tesio e il Camino per Santiago come ritorno a se stessi (recensione di Franco Di Giorgi)” Giovanni-Tesio-e-il-Camino-per-Santiago-come-ritorno-a-se-stessi.pdf – Scaricato 53231 volte – 470,13 KB
  • Download “Quaderno CIPEC 15 Libro Il caso Giolitti” Quaderno-CIPEC-n-15-Giolitti.pdf – Scaricato 53583 volte – 8,27 MB
  • Download “Il LAVORATORE n. Anno XXIV n. 8 - 12.11.2024” IL-LAVORATORE-NOVEMBRE-2024.pdf – Scaricato 54083 volte – 1,96 MB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 61 (Partigiano calciatore Renato Marchiaro)” Quaderno-CIPEC-Numero-61.pdf – Scaricato 54527 volte – 10,26 MB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 38, I decenni della nostra storia (di S. Dalmasso)” Quaderno-CIPEC-Numero-38.pdf – Scaricato 54642 volte – 814,85 KB
  • Download “Odio i lunedì con Vasco Rossi negli anni Ottanta (Recensioni di Sergio Dalmasso)” Vasco-Rossi-Giachetti-Dalmasso-IL-LAVORATORE-SETTEMBRE-2024.pdf – Scaricato 54873 volte – 893,37 KB
  • Download “Quaderno CIPEC 37 ((1307-2007) 700 anni dopo. Fra Dolcino e Margherita)” Quaderno-CIPEC-Numero-37.pdf – Scaricato 55343 volte – 6,32 MB
  • Download “Il Ciclostile numero 15 settembre 2024” il-Ciclostile-15-settembre-2024.pdf – Scaricato 56875 volte – 6,11 MB
  • Download “Personaggi di un'altra sinistra Libertini di Sergio Dalmasso” Personaggi-di-una-altra-sinistra-Libertini.pdf – Scaricato 57299 volte – 834,53 KB
  • Download “Il lavoratore di Trieste n. 6 - 3 settembre 2024” IL-LAVORATORE-SETTEMBRE-2024.pdf – Scaricato 58270 volte – 1,80 MB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 65 - (Novelle di Danilo Zannoni)” Quaderno-CIPEC-Numero-65-Zannoni.pdf – Scaricato 58365 volte – 6,49 MB
  • Download “Recensione Dalmasso libro di Giachetti Odio i lunedì. Con Vasco Rossi negli anni '80” Odio-i-lunedi-Vasco-Rossi-il-Ciclostile-15-settembre-2024.pdf – Scaricato 58499 volte – 252,69 KB
  • Download “Quaderno CIPEC numero 47 (Il padule: uomini alla macchia di Luigi Poggiali)” Quaderno-CIPEC-Numero-47.pdf – Scaricato 58932 volte – 6,03 MB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 73 primo semestre 2025” Quaderno-CIPEC-Numero-73.pdf – Scaricato 59047 volte – 1,92 MB
  • Download “Il Lavoratore di Trieste n. 5 Anno XXIV del 7 luglio 2024” IL-LAVORATORE-LUGLIO-2024.pdf – Scaricato 59373 volte – 1,97 MB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 14 (La CGIL a Cuneo ... Livio Berardo, I colloqui di Dresda)” Quaderno-CIPEC-Numero-14.pdf – Scaricato 60269 volte – 1,63 MB
  • Download “I tormenti e le intuizioni del "reprobo" Basso (di Sergio Dalmasso)” 7-marzo-aprile-2024-I-tormenti-e-le-intuizioni-del-reprobo-Basso.pdf – Scaricato 60598 volte – 789,95 KB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 56 (Pietro Ingrao, Vittorio Rieser)” Quaderno-cipec-56.pdf – Scaricato 61011 volte – 5,37 MB
  • Download “Un utile libro di Sergio Dalmasso sulla storia di Rifondazione Comunista (su Left di Rosario Marra)” RecensioneRifondazioneComunistaRosarioMarra.pdf – Scaricato 61540 volte – 724,07 KB
  • Download “Bourget di Adriano Agostino” Bourget-Adriano-Agostino.pdf – Scaricato 61638 volte – 119,82 KB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 21 (I rossi nella Granda, la sinistra nella provincia di Cuneo, libro di Sergio Dalmasso )” Quaderno-cipec-numero-21-I-rossi-nella-granda.pdf – Scaricato 61793 volte – 1,46 MB
  • Download “Giacomo Matteotti, cento anni dopo (Transform! italia di Sergio Dalmasso)” In-Transform-italia-19-giugno-2024-GiacomoMatteotti.100-anni-dopo.pdf – Scaricato 62237 volte – 245,81 KB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 64 (Interventi in Consiglio Regione Piemonte di Mario Giovana)” Quaderno-CIPEC-Numero-64.pdf – Scaricato 62498 volte – 1,05 MB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 50 (Lavori in consiglio Regione Piemonte Sergio Dalmasso e altro)” Quaderno-CIPEC-Numero-50.pdf – Scaricato 62501 volte – 3,66 MB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 68 (Interventi al Consiglio regionale del Piemonte di Sergio Dalmasso parte seconda 2007-2010)” Quaderno-CIPEC-Numero-68.pdf – Scaricato 63461 volte – 858,96 KB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 51 (La realtà del Chiapas di Alessio Giaccone)” Quaderno-CIPEC-Numero-51.pdf – Scaricato 63500 volte – 4,05 MB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 49 (Scritti storici di Sergio Dalmasso, Il Marxismo è morto?, 2013)” Quaderno-CIPEC-Numero-49.pdf – Scaricato 63660 volte – 1,19 MB
  • Download “Il manifesto. Parabola di una eresia (di Sergio Dalmasso) su transform! italia” In-tranform-Italia-22-maggio-2024-Il-manifesto.-Parabola-di-una-eresia.pdf – Scaricato 64119 volte – 393,24 KB
  • Download “Ultimo esame saggio di Adriano Agostino” Ultimo-esame-Adriano-Agostino.pdf – Scaricato 64497 volte – 129,13 KB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 54 (La Prima Internazionale dei lavoratori di Sergio Dalmasso e altri)” Quaderno-CIPEC-Numero-54.pdf – Scaricato 64591 volte – 2,18 MB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 13 (Quell'estate a Ulan Bator di Enzo Santarelli, e altro)” Quaderno-CIPEC-Numero-13.pdf – Scaricato 64773 volte – 522,63 KB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 17 (1976-1992. Appunti sui partiti politici nel cuneese)” Quaderno-CIPEC-Numero-17.pdf – Scaricato 65035 volte – 1,60 MB
  • Download “Avanguardia Operaia (Scheda di Sergio Dalmasso)” Volevamo-cambiare-il-mondo-Avanguardia-Operaia.pdf – Scaricato 65538 volte – 730,31 KB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 22 (La carovana di Lotta Continua e l'«eterno» problema dell'organizzazione di Diego Giachetti, Le sofferenze del PCI torinese)” Quaderno-CIPEC-Numero-22.pdf – Scaricato 65692 volte – 1,23 MB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 9 (Libro, Il PCI dalla legge truffa alla morte del migliore di Sergio Dalmasso).” Quaderno-CIPEC-Numero-9.pdf – Scaricato 66112 volte – 642,13 KB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 25 - Comunisti a Mondovì - Lelio Basso nella storia del socialismo italiano” Quaderno-CIPEC-Numero-25.pdf – Scaricato 66289 volte – 501,49 KB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 30 (Michele Risso, atti del convegno di Boves (CN) 1 marzo 1996)” Quaderno-CIPEC-Numero-30.pdf – Scaricato 66568 volte – 1,39 MB
  • Download “Recensione Amazon libro Dalmasso Rifondazione (di D. Capano)” recensionelibroDalmassoDIcapano.pdf – Scaricato 66715 volte – 602,98 KB
  • Download “IL LAVORATORE del 25 aprile 2024” IL-LAVORATORE-di-Trieste-25-APRILE-2024.pdf – Scaricato 66799 volte – 2,23 MB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 63 (Interventi di Sergio Dalmasso al Consiglio Regionale Piemonte parte prima 2005-2007)” Quaderno-CIPEC-Numero-63.pdf – Scaricato 66828 volte – 2,26 MB
  • Download “I difficili anni Ottanta del PCI, di Sergio Dalmasso” Rifondazione-I-difficili-anni-80-del-PCI-Il-Lavoratore-03-2021-1.pdf – Scaricato 66996 volte – 1.012,19 KB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 3 (Maria Capello. Bra fra slanci rivoluzionari e reazione fascista.)” Quaderno-CIPEC-Numero-3.pdf – Scaricato 67174 volte – 3,24 MB
  • Download “Dov'è il fascismo ? Al governo (e non solo) di Sergio Dalmasso” Dove-e-il-fascismo-Al-governo-e-non-solo.pdf – Scaricato 67802 volte – 84,23 KB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 19 (Dino Giacosa e altro)” Quaderno-CIPEC-Numero19.pdf – Scaricato 67925 volte – 699,67 KB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 57 (Neutralismo Grande Guerra, Il nostro Gramsci, il II biennio rosso)” Quaderno-cipec-57.pdf – Scaricato 67945 volte – 2,52 MB
  • Download “Psiup, il partito provvisorio che fu la culla dei movimenti (Saggio su Critica sociale di Sergio Dalmasso)” Psiup-il-partito-provvisorio-che-fu-la-culla-dei-movimenti.pdf – Scaricato 68044 volte – 295,18 KB
  • Download “Julia e il caimano (racconto di Danilo Zannoni)” Julia-e-il-Caimano-di-Danilo-Zannoni.pdf – Scaricato 68053 volte – 943,46 KB
  • Download “Scheda di Sergio Dalmasso "Antifascismo e rivoluzione" (Michele Terra "a cura di")” Michele-TERRA-Antifascismo-e-rivoluzione.pdf – Scaricato 68414 volte – 661,50 KB
  • Download “Sergio Dalmasso “La Sinistra”. Una stagione troppo breve di Marco Morra” Recensione-La-sinistra-Dalmasso-Le-Monde-diplomatique-ottobre-2021-di-Marco-Morra.pdf – Scaricato 68438 volte – 171,92 KB
  • Download “Il Lavoratore di Trieste Lucio Libertini” Articolo-Dalmasso-Libertini-trieste-Il-Lavoratore-2020.pdf – Scaricato 68486 volte – 217,10 KB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 2 (Chiaffredo Rossa (Barge). La nuova sinistra nella provincia bianca)” Quaderno-CIPEC-Numero-2.pdf – Scaricato 68615 volte – 376,02 KB
  • Download “Poesie Salvatore Armando Santoro (di D. Capano)” La-poesia-e-la-mia-vita-salvatore-armando-santoro.pdf – Scaricato 68920 volte – 306,09 KB
  • Download “Libro, La rivista “La Sinistra” Una stagione troppo breve (di Roberto Mapelli)” Libro-La-rivista-La-Sinistra.pdf – Scaricato 69142 volte – 116,94 KB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 60 (Il Partito Socialista nella Granda)” Quaderno-cipec-60.pdf – Scaricato 69468 volte – 1,75 MB
  • Download “Quella grande speranza chiamata RIFONDAZIONE” Quella-speranza-chiamata-rifondazione-parte-2-aprile-2021-1.pdf – Scaricato 69878 volte – 220,59 KB
  • Download “Lelio Basso massone? di Giorgio Amico” Lelio-Basso-massone.-Cronaca-di-un-processo-politico-staliniano.pdf – Scaricato 69912 volte – 194,63 KB
  • Download “Lidia (Menapace) Valentina Stecchi (Scheda di Sergio Dalmasso)” ValentinaStecchi-Lidia-Menapace.pdf – Scaricato 69974 volte – 75,65 KB
  • Download “Saggio su La sinistra italiana e lo stalinismo: Il caso Magnani e Cucchi” La-sinistra-italiana-e-lo-stalinismo-il-caso-Magnani-e-Cucchi.pdf – Scaricato 70054 volte – 377,98 KB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 55 (Valdo Magnani e l’unione dei socialisti indipendenti)” Quaderno-CIPEC-N.-55.pdf – Scaricato 70070 volte – 1,57 MB
  • Download “Un partito del lavoro? (di Sergio Dalmasso)” Un-partito-del-lavoro.pdf – Scaricato 70128 volte – 294,92 KB
  • Download “25 aprile, Orizzonte della sinistra (di Sergio Dalmasso)” Per-un-25-aprile-alternativo-Sergio-Dalmasso-2020.pdf – Scaricato 70248 volte – 469,88 KB
  • Download “Franco Ferrari, Dieci anni di Rifondazione Comunista raccontati da Sergio Dalmasso” RifondazioneComunista-recensioneTransform.pdf – Scaricato 70633 volte – 681,29 KB
  • Download “Jorn Schutrumpf, Il prezzo della libertà. Rosa Luxemburg, (di S. Dalmasso) nel supplemento al n. 10 di “LEFT”” Scheda-Rosa-Luxemburg-LETF-giugno-2020.pdf – Scaricato 70688 volte – 629,84 KB
  • Download “Castellamonte: Cittadinanza onoraria Marcello Martini (di F. Di Giorgi)” marcello-martini.pdf – Scaricato 70816 volte – 169,62 KB
  • Download “Elenco Quaderni CIPEC dal 1995 a oggi” Elenco-Quaderni-CIPEC-dal-1995-a-oggi.pdf – Scaricato 70909 volte – 431,68 KB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 36 (Michele Risso: scritti e bibliografia)” Quaderno-CIPEC-Numero-36.pdf – Scaricato 70958 volte – 647,63 KB
  • Download “Il Ciclostile n. 9 Lucio Libertini (di Sergio Dalmasso)” Lucio-Libertini-Il-Ciclostile-Dalmasso-n09-2022.pdf – Scaricato 71096 volte – 4,05 MB
  • Download “Marx può aspettare, film di Marco Bellocchio (di Sergio Dalmasso)” Marx-puo-aspettare.-Di-Marco-Bellocchio.pdf – Scaricato 71168 volte – 93,58 KB
  • Download “Sergio Dalmasso all'ANPI Ivrea presenta libro Lelio Basso” Presentazione-Libro-su-Lelio-Basso.pdf – Scaricato 71233 volte – 329,97 KB
  • Download “Quaderno CIPEC 66 (Libro a sinistra di Internet di Gianni Ferretti)” Quaderno-CIPEC-Numero-66.pdf – Scaricato 71288 volte – 3,84 MB
  • Download “Franco Ferrari, Indagine su Picelli, fatti, documentazioni, testimonianze” n15-su-la-testa-luglio2023-Ferrari-Giovanna-Capelli-Passare-con-il-semaforo-rosso.pdf – Scaricato 71288 volte – 315,53 KB
  • Download “Quaderno CIPEC numero 52 (Contiene i saluti ai bovesani di Sergio Dalmasso)” Quaderno-CIPEC-Numero-52.pdf – Scaricato 71502 volte – 5,02 MB
  • Download “Intervento di Sergio Dalmasso al convegno di Salerno Rocco Scotellaro. Il meridionalismo eretico di un grande irregolare” Rocco-Scotellaro-convegno-Salerno.pdf – Scaricato 71539 volte – 410,29 KB
  • Download “Scheda su: Diego Giachetti, il Sessantotto in Italia” n-94-2018-IL-presente-e-la-storia-Diego-Giachetti-il-68-in-Italia.-Le-idee-i-movimenti-la-politica.pdf – Scaricato 71783 volte – 83,27 KB
  • Download “Valdo Magnani. Una eresia comunista” Mondoperaio_9_2018_Valdo-Magnani-Una-eresia-comunista-Sergio-Dalmasso.pdf – Scaricato 71846 volte – 1,84 MB
  • Download “Saggio di F. Di Giorgi La scelta di Sophie” La-scelta-di-Sophie-Franco-Di-Giorgi.pdf – Scaricato 71917 volte – 303,83 KB
  • Download “Governo Draghi indecente e altro” governo-indecente.pdf – Scaricato 71929 volte – 72,82 KB
  • Download “PAOLO FERRERO Panzieri, l'iniziatore dell'altra sinistra” lavoroesalute-RANIERO-PANZIERI.-Idee-di-nuova-sinistra.pdf – Scaricato 72215 volte – 349,66 KB
  • Download “Quaderno CIPEC 58 (Ernesto Che Guevara)” Quaderno-cipec-58.pdf – Scaricato 72230 volte – 3,61 MB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 1 (Lucia Canova)” Quaderno-CIPEC-Numero-1.pdf – Scaricato 72392 volte – 807,43 KB
  • Download “Lucio Libertini su Le monde diplomatique (di Alessandro Barile)” Lucio-Libertini-di-Alessandro-Barile-Le-Monde-diplomatique-Sergio-Dalmasso.pdf – Scaricato 72503 volte – 2,27 MB
  • Download “Anti-Illuminismo della destra italiana (di F. Di Giorgi)” Lanti-Illuminismo-della-destra-italiana.pdf – Scaricato 72560 volte – 191,36 KB
  • Download “Giobbe e il reddito di cittadinanza (di F. Di Giorgi)” Giobbe-e-il-reddito.pdf – Scaricato 72618 volte – 70,35 KB
  • Download “Intervento Dalmasso al seminario su LUCIO MAGRI” Intervento-Seminario-Rimini-Lucio-MAGRI.pdf – Scaricato 72624 volte – 1.015,69 KB
  • Download “Quaderno CIPEC 71 Demoni” Quaderno-CIPEC-Numero-71.pdf – Scaricato 72737 volte – 1,22 MB
  • Download “Saggio sul mio professore Costantini” ClaudioCostantini-professore-ed-amico.pdf – Scaricato 72779 volte – 566,48 KB
  • Download “Articolo di S. Dalmasso: Il ricordo di Danilo Zannoni” La-scomparsa-di-Danilo-Zannoni.pdf – Scaricato 72807 volte – 45,91 KB
  • Download “Sartre e la rivolta d’Ungheria del 1956- 57 (in Italiano)” Sartre-Ungheria-Les-Temps-Modernes.pdf – Scaricato 72927 volte – 178,27 KB
  • Download “La fede di un laico. Dimensione religiosa, questione cattolica e democristiana nel pensiero e nell’opera di Lelio Basso” La-fede-di-un-laico-Storia-ed-esperienza-religiosa.pdf – Scaricato 72927 volte – 194,39 KB
  • Download “Rosa Luxemburg Oggi: Introduzione al libro” Rosa-Luxemburg-Oggi-Introduzione.pdf – Scaricato 73070 volte – 62,73 KB
  • Download “Relazione su Gramsci Dalmasso (di D. Capano)” Conferenza-su-Gramsci.pdf – Scaricato 73095 volte – 185,36 KB
  • Download “Mariamargherita SCOTTI, Vita di Giovanni Pirelli” n-98-Mariamargherita-SCOTTI-Vita-di-Giovanni-Pirelli.pdf – Scaricato 73108 volte – 340,83 KB
  • Download “Appunti sul socialismo italiano, Quaderno 32” Quaderno-CIPEC-Numero-32.pdf – Scaricato 73410 volte – 1,21 MB
  • Download “Il primo dibattito sul “revisionismo”: Bernstein, Kautsky, Rosa Luxemburg (di Sergio Dalmasso)” Calendario-del-Popolo-Numero-615-Il-primo-dibattito-sul-revisionismo.pdf – Scaricato 73703 volte – 117,83 KB
  • Download “Quaderno CIPEC Numero 62” Quaderno-CIPEC-Numero-62.pdf – Scaricato 73764 volte – 2,89 MB
  • Download “Lelio Basso: un maestro scomodo (di S. Dalmasso)” Calendario-del-Popolo-N.-602-Lelio-Basso-un-maestro-scomodo.pdf – Scaricato 73812 volte – 109,47 KB
  • Download “Il lavoratore Trieste (Sergio Dalmasso) Rifondazione Comunista. Dal Movimento dei movimenti alla chiusura di Liberazione.” Rifondazione-Comunista-Lavoratore-04-2022.pdf – Scaricato 74027 volte – 384,06 KB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 67 (Lucio Libertini. Interventi al consiglio regionale del Piemonte 1975-1976)” Quaderno-CIPEC-Numero-67.pdf – Scaricato 74059 volte – 1,72 MB
  • Download “Articolo Franco Di Giorgi: l'anormalità e l'ambiguità della situazione italiana” anormalita-e-ambiguita.pdf – Scaricato 74085 volte – 56,82 KB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 69 (Seminario su Lucio Magri, Rifondazione Comunista nel cuneese)” Quaderno-CIPEC-Numero-69.pdf – Scaricato 74202 volte – 1,76 MB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 70” Quaderno-CIPEC-Numero-70.pdf – Scaricato 74351 volte – 4,11 MB
  • Download “Alessio Lega, La nave dei folli” n-98-presente-e-la-storia-Alessio-LEGA-La-nave-dei-folli.-Vita-e-canti-di-Ivan-Della-Mea.pdf – Scaricato 74528 volte – 193,81 KB
  • Download “Recensione libro di Sergio Dalmasso su Basso (di Diego Giachetti)” Recensione-Diego-Giachetti-del-Libro-di-Sergio-Dalmasso-Lelio-Basso.pdf – Scaricato 74529 volte – 142,76 KB
  • Download “La Sinistra di Sergio Dalmasso. Un libro da leggere (di Giorgio Amico)” opuscolo-di-Sergio-Dalmasso-LA-RIVISTA.-LA-SINISTRA.-Una-stagione-troppo-breve-di-Giorgio-Amico.pdf – Scaricato 74552 volte – 273,36 KB
  • Download “Scheda, Mariamargherita SCOTTI, Da sinistra. Intellettuali, PSI e organizzazione della cultura (1953/1960)” n.-81-2012-Da-sinistra.-Intellettuali-Partito-socialista-italiano-e-organizzazione-della-cultura.pdf – Scaricato 75016 volte – 857,94 KB
  • Download “Lucio Libertini e la storia della sinistra italiana (di Franco Ferrari)” Lucio-Libertini-e-la-storia-della-sinistra-italiana.pdf – Scaricato 75400 volte – 159,30 KB
  • Download “Recensioni di Sergio Dalmasso: Bufarale, Fofi Salvati, Minazzi” il-Ciclostile-11-Marzo-2023-Dalmasso-recensioni.pdf – Scaricato 76629 volte – 763,50 KB
  • Download “70 anni dopo, il sacrificio di Boves” n.-5-2014-La-Rafanhauda-70-anni-dopo-il-sacrificio-di-Boves..pdf – Scaricato 77363 volte – 125,61 KB
  • Download “Rosa Luxemburg, un altro comunismo? di S. Dalmasso” Calendario-del-Popolo-Numero-616-Rosa-Luxemburg.pdf – Scaricato 77438 volte – 131,50 KB
  • Download “Il messaggio di Rosa Luxemburg” in-Paul-FROLICH-Rosa-Luxemburg-Firenze-goWare-2023.pdf – Scaricato 78315 volte – 400,63 KB
  • Download “Giugno-luglio 1960: No a Tambroni e ai fascisti! (di S. Dalmasso)” Calendario-del-Popolo-Numero-644-No-a-Tambroni-e-ai-fascisti.pdf – Scaricato 78660 volte – 106,33 KB
  • Download “Gianfranco Donadei coerenza e linearità” n.-103-2023-Il-presente-e-la-storia-Gianfranco-Donadei-coerenza-e-linearita.pdf – Scaricato 79109 volte – 128,27 KB
  • Download “Al lupo al lupo di F. Di Giorgi” Al-lupo.pdf – Scaricato 80543 volte – 70,51 KB
  • Download “Quaderno CIPEC Numero 31 (Libro sul primo decennio di Rifondazione di S. Dalmasso)” Quaderno-CIPEC-Numero-31.pdf – Scaricato 83000 volte – 1,03 MB
  • Download “Una Rosa che vive (Estratto di Sergio Dalmasso dal libro Rosa Luxemburg oggi)” 2023-in-Rosa-Luxemburg-oggi-Lezioni-teoriche-vive.pdf – Scaricato 88172 volte – 285,03 KB
  • Download “Quaderno CIPEC N. 72” Quaderno-CIPEC-Numero-72.pdf – Scaricato 88873 volte – 1,69 MB
  • Download “Recensione di Franco Di Giorgi della monografia di Sergio Dalmasso. Lelio Basso tra ieri oggi e domani” lelio-basso-tra-ieri-oggi-domani-franco-di-giorgi.pdf – Scaricato 90355 volte – 118,29 KB
  • Download “Capitolo primo RIVISTA LA SINISTRA” Opuscolo-La-Rivista-La-SINISTRA-capitolo-primo.pdf – Scaricato 93534 volte – 177,37 KB
  • Download “Primo capitolo del libro Lelio Basso” Capitolo1-Lelio-Basso-La-ragione-militante.pdf – Scaricato 96696 volte – 308,09 KB
  • Download “Capitolo 1 storia di Rifondazione Comunista” Storia-di-Rifondazone-Comunista-Capitolo-1.pdf – Scaricato 99266 volte – 402,02 KB
  • Download “Saggio su Libertini - Critica sociale, parte prima” Critica-sociale-Libertini-Dalmasso-prima-parte.pdf – Scaricato 100262 volte – 190,45 KB

Articoli più visitati

  • Una donna chiamata rivoluzione (25.421)
  • Andrea Marcenaro contro Report (6.656)
  • Matteotti 100 anni dopo (4.167)
  • Coronavirus eLearning (3.375)
  • Bourget (2.550)
  • Franco Ferrari, Indagine su Picelli (2.539)
  • Alzheimer (2.518)
  • Atrocità di Mussolini (2.307)
  • Comandante Che Guevara (2.295)
  • Il socialismo eretico di Lelio Basso (2.212)
  • Al Rettore? No, grazie (2.181)
  • Comandante Che Guevara Rapallo (2.180)
  • Filosofia e impegno politico Tosel (2.111)
  • Video presentazione André Tosel (2.013)
  • Trieste fra Cominform e Tito (1.875)
  • Funerale di Emilio Molinari (1.728)
  • Giugno-luglio 1960: NO a Tambroni e ai fascisti! (1.663)
  • Dignità TV CHE GUEVARA (1.517)
  • Massacro di Aigues-Mortes (1.478)
  • Momenti della presentazione del quaderno sui socialisti (1.345)
  • Ibsen Mimesis (1.344)
  • PSIUP. Parabola di un partito (1.279)
  • Gramsci et le parti communiste italien (1.162)
  • Lidia Menapace partigiana (1.066)
  • La primavera pugliese (1.007)

Commenti recenti

  • Sergio Dalmasso su La traversata nel deserto
  • Sergio Dalmasso su Comandante Che Guevara
  • Sergio Dalmasso su Riepilogo presentazioni libri
  • Sergio Dalmasso su Comandante Che Guevara Cuneo
  • Sergio Dalmasso su Riepilogo presentazioni libri
Popolare
  • Riepilogo presentazioni libri17/01/2019 - 22:36
  • Rosa Luxemburg a Genova02/11/2019 - 21:12
  • Dodicesima disposizione05/12/2022 - 16:58
  • Quaderno N. 6007/01/2018 - 0:39
  • Basso. La ragione militante16/05/2018 - 16:50
  • Incontro all’Anpi Ivrea – Sergio Dalmasso ha...09/12/2018 - 17:00
  • Una donna chiamata rivoluzione20/12/2018 - 22:50
  • Lucio Libertini01/05/2020 - 12:57
  • Condizione postmoderna scuola30/05/2020 - 16:27
  • Il prezzo della libertà07/06/2020 - 17:26
  • Storia Rifondazione16/10/2021 - 11:53
  • Sinistra insieme10/06/2022 - 0:15
  • Luciana Toselli candidata sindaca Cuneo11/06/2022 - 10:54
  • Demoni di Zannoni11/07/2023 - 13:56
  • Quaderno 75 Racconti Agostino17/04/2025 - 17:21
  • Comandante Che Guevara11/10/2025 - 13:26
  • Comandante Che Guevara Cuneo07/11/2025 - 20:16
  • La traversata nel deserto13/04/2026 - 23:59
  • Renato Marchiaro Partigiano Calciatore. Quaderno CIPEC Numero...09/03/2018 - 15:56
  • Gramsci et le parti communiste italien29/04/2018 - 15:58
  • Mezzo secolo dal Sessantotto02/05/2018 - 0:31
  • Presentazione a Cuneo del Quaderno Numero 6006/05/2018 - 22:14
  • Momenti della presentazione del quaderno sui socialisti09/05/2018 - 13:16
  • Basso – attesa Luxemburg20/06/2018 - 17:16
  • Recensione libro su Basso di Diego Giachetti16/07/2018 - 23:40
  • Basso. La ragione militante, vita e opere di un socialista...24/07/2018 - 18:14
  • Diego GIACHETTI, Il ’68 in Italia. Le idee, i movimenti,...27/07/2018 - 13:08
  • Il ricordo di Carlo Masoero08/09/2018 - 23:02
  • Sala del Comune di Varazze. Presentazione del libro su Lelio...11/09/2018 - 23:34
  • Anpi Ivrea-Basso Canavese. Libro su Lelio Basso di Dalm...24/11/2018 - 13:16
Recente
  • A stampa Quaderno 7519/04/2026 - 0:31
  • La traversata nel deserto13/04/2026 - 23:59
  • Dallapartedeltorto Che Guevara30/03/2026 - 21:14
  • Democrazia Proletaria a Bologna27/03/2026 - 17:03
  • Addio Adriana Stevanin18/03/2026 - 0:26
  • Dalmasso, Comandante Che Guevara13/03/2026 - 14:36
  • Gianni Bosio Danilo Montaldi13/03/2026 - 13:35
  • Panzieri uscire dallo stalinismo24/02/2026 - 12:45
  • Pensiero politico di rivoluzionario14/02/2026 - 21:51
  • Odio i lunedì allo Zenzero05/02/2026 - 23:23
  • La corazzata Potemkin29/01/2026 - 20:33
  • Dalmasso raccontato da Gemini04/01/2026 - 16:59
  • Viaggio Boves luoghi partigiani01/01/2026 - 16:41
  • Socialismo eretico Lelio Basso II12/12/2025 - 21:10
  • Biografia Vittorio Bellavite25/11/2025 - 0:16
  • Comandante CHE Guevara Torino15/11/2025 - 18:10
  • Quaderno CIPEC numero 7613/11/2025 - 18:53
  • La fabbrica, la politica13/11/2025 - 0:51
  • Comandante Che Guevara Cuneo07/11/2025 - 20:16
  • Comandante Che Guevara recensione Musacchio03/11/2025 - 18:45
  • Dignità TV CHE GUEVARA25/10/2025 - 18:30
  • Comandante Che Guevara Rapallo20/10/2025 - 23:02
  • Al Rettore? No, grazie15/10/2025 - 19:08
  • Comandante Che Guevara11/10/2025 - 13:26
  • Il socialismo eretico di Lelio Basso08/10/2025 - 16:53
  • Atrocità di Mussolini06/10/2025 - 11:56
  • Filosofia e impegno politico Tosel26/09/2025 - 12:24
  • Video presentazione André Tosel25/08/2025 - 22:57
  • Trieste fra Cominform e Tito27/07/2025 - 21:33
  • Funerale di Emilio Molinari18/07/2025 - 21:00
Tags
Acerbo Achille Occhetto Amazon Angelo Orientale ANPI Anpi Ivrea Antifascismo Antonella Marras Antonio Gramsci Basso Berlinguer Berlusconi Bertinotti Boves Cgil Che Guevara Cina Coronavirus Costituzione Costituzione Italiana Covid-19 Cuba Cuneo Dalmasso Danilo Zannoni De Magistris Democrazia Proletaria Diego Giachetti Di Giorgi Domenico Capano DP Edizioni Punto Rosso Engels Facebook Fascismo Fausto Bertinotti Ferrero Franco Di Giorgi Genova Giachetti Giobbe Giovanni Russo Spena Gramsci Guerra Il Lavoratore Il lavoratore di Trieste Il Manifesto Ivrea Lega Lelio Basso Lenin Liberazione Libertini Libri Dalmasso Lidia Menapace Lucio Libertini Luigi De Magistris Luxemburg Manifesto Mario Beiletti Marx Marxismo Maurizio Acerbo Milano Nello Fierro Nuovo libro Sergio Dalmasso Operai Pace Paolo Ferrero Partigiani Partito Comunista Italiano Partito della Rifondazione Comunista Partito socialista PCI PD PdUP Piero Basso Potere al Popolo PRC Primo Levi PSI PSIUP Raniero Panzieri Red Star Press Redstar press Resistenza Rifondare è difficile Rifondazione Comunista Roma Rosa Luxemburg Sergio Dalmasso Sinistra Anticapitalista Socialismo Stalin Storico Dalmasso Torino Trieste Unione Popolare URSS USI

Tag Cloud

Acerbo (20) Amazon (17) Anpi Ivrea (13) Antonella Marras (15) Basso (13) Boves (12) Che Guevara (21) Cuneo (32) Dalmasso (208) Diego Giachetti (16) Di Giorgi (23) Domenico Capano (12) Facebook (15) Fausto Bertinotti (15) Ferrero (17) Franco Di Giorgi (62) Genova (36) Gramsci (16) Ivrea (15) Lega (13) Lelio Basso (36) Liberazione (14) Libertini (20) Libri Dalmasso (15) Lucio Libertini (25) Marx (20) Marxismo (17) Maurizio Acerbo (19) Milano (15) Paolo Ferrero (20) Partito della Rifondazione Comunista (28) PCI (39) PRC (12) PSI (16) PSIUP (22) Red Star Press (26) Redstar press (14) Resistenza (16) Rifondazione Comunista (66) Rosa Luxemburg (44) Sergio Dalmasso (231) Stalin (12) Torino (19) Unione Popolare (14) URSS (24)

Libri consigliati

Copertina libro di Sergio Dalmasso: Comandante Che Guevara. La vita, le battaglie e il pensiero politico di un rivoluzionario
Comandante CHE GUEVARA. La vita le battaglie e il pensiero politico di un rivoluzionario di Sergio Dalmasso
Libro di André Tosel, (a cura di Sergio Dalmasso) prefazione Fabio Minazzi, Sulla crisi storica del marxismo. Saggi, note e scritti italiani per una nuova riflessione critica



Copertina libro Rifondazione Comunista
Copertina libro Lucio Libertini. Lungo viaggio nella sinistra italiana di Sergio Dalmasso 2020

Copertina libro di Sergio Dalmasso: Lelio Basso

Scrivere è come vivere, solo che è più semplice
Pubblicato nel quaderno Cipec 65

Created with GIMP


Il Sessantotto: una stagione formidabile

https://www.sergiodalmasso.com/wp-content/uploads/2018/01/Sergio-Dalmasso-il-68-una-stagione-formidabile.mp3

Saluti

Cari visitatori vi do il benvenuto nel sito:
  • Iscriviti al canale Dalmasso YouTube.
  • Segui il Blog Sergio Dalmasso.
Sergio

Statistics

  • 11
  • 3.272
  • 1.992
  • 3.362
  • 2.134
  • 21.231
  • 95.277
  • 450.610
  • 456.865
  • 407.132
  • 94
  • 326
  • 160

Informazioni

Genova
Indirizzo e-mail:

sergiodalmasso1801@gmail.com

Vecchio sito

Google translator

Translate text, images, documents and websites into your language

Tag Cloud

Acerbo (20) Amazon (17) Anpi Ivrea (13) Antonella Marras (15) Basso (13) Boves (12) Che Guevara (21) Cuneo (32) Dalmasso (208) Diego Giachetti (16) Di Giorgi (23) Domenico Capano (12) Facebook (15) Fausto Bertinotti (15) Ferrero (17) Franco Di Giorgi (62) Genova (36) Gramsci (16) Ivrea (15) Lega (13) Lelio Basso (36) Liberazione (14) Libertini (20) Libri Dalmasso (15) Lucio Libertini (25) Marx (20) Marxismo (17) Maurizio Acerbo (19) Milano (15) Paolo Ferrero (20) Partito della Rifondazione Comunista (28) PCI (39) PRC (12) PSI (16) PSIUP (22) Red Star Press (26) Redstar press (14) Resistenza (16) Rifondazione Comunista (66) Rosa Luxemburg (44) Sergio Dalmasso (231) Stalin (12) Torino (19) Unione Popolare (14) URSS (24)

Autori

  • Sergio Dalmasso
  • Franco Di Giorgi
  • Domenico Capano
  • Adriano Agostino
  • Danilo Zannoni

sergiodalmasso.com

Download in Evidenza

  • Download “Franco Ferrari, Dieci anni di Rifondazione Comunista raccontati da Sergio Dalmasso” RifondazioneComunista-recensioneTransform.pdf – Scaricato 70633 volte – 681,29 KB
  • Download “Giobbe e il reddito di cittadinanza (di F. Di Giorgi)” Giobbe-e-il-reddito.pdf – Scaricato 72618 volte – 70,35 KB
  • Download “Giacomo Matteotti, cento anni dopo (Transform! italia di Sergio Dalmasso)” In-Transform-italia-19-giugno-2024-GiacomoMatteotti.100-anni-dopo.pdf – Scaricato 62237 volte – 245,81 KB
  • Download “Lucio Libertini su Le monde diplomatique (di Alessandro Barile)” Lucio-Libertini-di-Alessandro-Barile-Le-Monde-diplomatique-Sergio-Dalmasso.pdf – Scaricato 72503 volte – 2,27 MB

Notizie recenti

  • A stampa Quaderno 75 19/04/2026
  • La traversata nel deserto 13/04/2026
  • Dallapartedeltorto Che Guevara 30/03/2026
  • Democrazia Proletaria a Bologna 27/03/2026
  • Addio Adriana Stevanin 18/03/2026
  • Dalmasso, Comandante Che Guevara 13/03/2026
  • Gianni Bosio Danilo Montaldi 13/03/2026
  • Panzieri uscire dallo stalinismo 24/02/2026
  • Pensiero politico di rivoluzionario 14/02/2026
  • Odio i lunedì allo Zenzero 05/02/2026
  • La corazzata Potemkin 29/01/2026
  • Dalmasso raccontato da Gemini 04/01/2026
  • Viaggio Boves luoghi partigiani 01/01/2026
  • Socialismo eretico Lelio Basso II 12/12/2025
  • Biografia Vittorio Bellavite 25/11/2025
  • Comandante CHE Guevara Torino 15/11/2025
  • Quaderno CIPEC numero 76 13/11/2025
  • La fabbrica, la politica 13/11/2025
  • Comandante Che Guevara Cuneo 07/11/2025
  • Comandante Che Guevara recensione Musacchio 03/11/2025
  • Dignità TV CHE GUEVARA 25/10/2025
  • Comandante Che Guevara Rapallo 20/10/2025
  • Al Rettore? No, grazie 15/10/2025
  • Comandante Che Guevara 11/10/2025
  • Il socialismo eretico di Lelio Basso 08/10/2025
© Copyright - Sergio Dalmasso
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Facebook
  • Home
  • Notizie
  • Mappa sito
  • Credits
  • Radio nel Mondo
  • Libri in vendita
  • Contatto
  • Canale YouTube
  • Informativa cookie
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto